Fioriture fuori stagione

Armando Boccone

Forse le conseguenze più pericolose per le future condizioni reali dell’umanità saranno quelle derivanti dai cambiamenti climatico-ambientali.

L’impressione è che l’umanità, intervenendo sulla natura come sta facendo da molti decenni a questa parte abbia innescato dei fenomeni che non riuscirà più a controllare e che anzi la travolgeranno.

Viene messa in evidenza da molti studiosi la riduzione del ghiaccio in Antartide, quello dei ghiacciai delle Alpi e di altre catene montuose, l’aumento del contenuto di biossido di carbonio (anidride carbonica) nell’atmosfera, l’inquinamento dei suoli, delle acque e dell’aria, l’estremizzazione degli eventi atmosferici, l’aumento delle temperature negli ultimi due secoli, la siccità in vaste zone del pianeta, l’avanzare dei deserti, ecc.

In questo lavoro si vogliono mettere in evidenza quei fenomeni che si presentano come “belli”: ad esempio le fioriture fuori stagione e la fruttificazione dei banani, che invece potrebbero essere uno dei tanti sintomi dei fenomeni di cui sopra si parla.

Alcuni anni fa (per la precisione nel 2007) noto come molti banani nei giardini di Bologna iniziano a produrre dei caschi di banane che poi assumevano il classico colore giallo delle banane mature. E’ la prima volta che osservo questo fenomeno da una trentina di anni (da quando cioè sono arrivato a Bologna). I banani poi continueranno per circa due anni a produrre caschi di banane, anche in pieno inverno.

Foto 1 Casco di banane in via di maturazione in un giardino di Bologna (estate 2007)

Foto 2 Banano a Bologna (dicembre 2009)

Alcuni anni fa (per la precisione ad agosto del 2009), durante le ferie al mio paese in Lucania, passeggiando per le strade del mio paese, noto un albero di Robinia (comunemente detta acacia) in piena fioritura. E’ un albero che sta a ridosso del muro di cinta di una officina. Faccio una foto. Al titolare dell’officina (che mi osserva mentre faccio la foto) dico che ho fotografato quell’albero perché in fioritura ad agosto mentre normalmente fiorisce a maggio. Il signore dice che non è mai successo un fenomeno simile e che quell’anno è stato appunto la prima volta.

Foto 3 Robinia in piena fioritura ad agosto del 2009

Quest’anno (agosto 2012) mentre percorro in macchina la strada che porta al paese noto un albero in piena fioritura. Guardandolo di sfuggita sembra una mimosa. Questo albero però fiorisce verso febbraio-marzo per cui un giorno mi fermo e chiedo alla mia compagna che mi siede a fianco di andare a controllare. Torna e mi dice che effettivamente è un albero di mimosa. Allora esco a faccio alcune foto.

Foto 4 Mimosa in piena fioritura ad agosto 2012

Nei giorni successivi rientro dalle ferie. Noto che nel giardino dell’Istituto presso cui lavoro e in altri giardini di Bologna i banani, dopo circa tre anni di interruzione, hanno iniziato a produrre caschi di banane.

Foto 5 Casco di banane in un giardino di Bologna (fine agosto 2012)

Queste fioriture sono belle, ma derivano da fenomeni che faranno sentire i loro effetti negativi. Tanto per iniziare tutte e tre le piante di cui si parla in questo articolo non sono autoctone. La robinia è originaria dei monti Appalachi negli Stati Uniti ed è stata importata in Europa nel XVII secolo, la mimosa proviene dalla Tasmania-Australia mentre il banano è originario dell’Africa. Mentre i banani e la mimosa sono piante da giardino la robinia ha invece colonizzato ampi territori e può essere considerata una pianta infestante visto il modo aggressivo in cui si propaga.

Non so il motivo per cui sia fiorita la mimosa di cui si parla poco sopra: sta di fatto che verso la fine di agosto vasti territori del mio paese (tra cui quello in cui c’è quella mimosa) e dei paesi vicini sono stati soggetti a incendi devastanti.

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9 risposte a “Fioriture fuori stagione

  1. Anche gli antichi Romani hanno visto colture tipiche del sud spostarsi verso nord, perfino nella Britannia, durante i secoli in cui il clima si riscaldava, e poi ritornare verso latitudini meridionali nei periodi di raffreddamento. Quello che voglio dire è che nell’arco di vita dell’impero romano (fino al crollo della parte occidentale) i periodi di raffreddamento e riscaldamento si sono alternati senza che ci fossero cause antropiche.
    Ci meravigliamo delle fioriture fuori stagione? Il clima globale si sta scaldando, ovvio. Ma poi seguirà il raffreddamento climatico, non si sa quando, ma succederà.
    La Terra è un organismo vivente e la sua configurazione varia nelle ere. E l’uomo ne subirà le variazioni, che ne sia l’artefice (tutto da verificare) o meno.

    • Cavolo. mi mancava un neghista dell’AGW, da queste parti… Ora sono più tranquillo, posso persino sperare nell’imminente ice age……

      • Tu sicuramente hai la risposta certa che l’uomo è responsabile del riscaldamento globale attuale. Magari saprai spiegarmi cosa nei secoli passati abbia provocato altri riscaldamenti globali accertati, ovviamente uomo escluso…

  2. @paolo68: “….Ma poi seguirà il raffreddamento climatico, non si sa quando, ma succederà.” Hai ragione, seguirà il raffreddamento, fra 10.000 annni e prima saremo tutto morti di fame e sete a causa dei cambiamenti climatici

  3. @Paolo68

    In base al tuo ragionamento, siccome già prima della comparsa dell’uomo poteva accadere che le foreste prendessero fuoco (bastava un fulmine), è scontato che anche ora tutti gli incendi abbiano cause naturali.

    Il clima risponde alle forzanti dominanti, qualunque esse siano. Quella principale, attualmente, è il CO2 di origine antropica:
    http://www.skepticalscience.com/climate-change-little-ice-age-medieval-warm-period-intermediate.htm

    Lo studio della paleoclimatologia non c’insegna semplicemente che “il clima è sempre cambiato”, ma che il CO2 è un fin troppo efficace termostato del clima globale:

    http://climate.nasa.gov/news/index.cfm?FuseAction=ShowNews&NewsID=423

    P.S.: e, a questo punto, catastrofi globali permettendo (asteroidi, mega-eruzioni, ecc.), la prossima era glaciale dovremo scordarcela per qualche centinaio di migliaia di anni…

  4. Vorrei segnalare un commento in moderazione da ieri, ci sono problemi?

  5. Segnalo che i mandorli erano comuni attorno al Lago di Garda e molti dolci tipici nati anche nel ‘600 ne utilizzavano. Poi schiattarono tutti durante e soprattutto dopo il minimo di Maunder. Morirono non di freddo e d’un colpo, ma di malattie acquisite mentre il freddo progressivo li debilitava anno dopo anno. Molti meridionali sfottono i nordisti che mettono mandorle del sud, accampando la paternità meridionale della mandorla, ma si usava attorno al Garda in pianura molto prima che in certe zone montane dell’Abruzzo, ad esempio.

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