L’eolico provoca il riscaldamento globale? Nuovi studi dimostrano di no

Carbon Brief Blog

Due nuovi studi suggericono che le turbine eoliche avrebbero un effetto di riscaldamento atmosferico ben inferiore a quanto ipotizzato da ricerche precedenti, a meno di non essere distribuite a livelli che eccedono di molto la domanda energetica globale.

Le turbine eoliche possono influenzare le temperature in quanto riducono la velocità del vento, processo che ha un leggero effetto sull’atmosfera. Inoltre, l’energia cinetica prodotta dalle turbine ritorna nell’aria sotto forma di calore, man mano che l’elettricità viene usata. Studi precedenti, come quello pubblicato l’anno scorso dal Max Planck Institute for Biogeochemistry, suggerivano che questo effetto di riscaldamento avesse effetti così importanti da annullare alcuni dei vantaggi climatici di una transizione dai combustibili fossili all’energia eolica.

 Misurare gli effetti climatici del vento

La prima delle due nuove ricerche, pubblicata sulla rivista Nature Climate Change il 9 Settembre 2012, sostiene che l’energia eolica, se considerata nella scala necessaria per rispondere alla domanda globale, avrebbe solo un minimo effetto sul clima.

Secondo un team guidato da Ken Caldeira del Carnegie Institution for Science, ottenere elettricità dal vento potrebbe avere effetti sostanziali sul clima, ma solo se su una scala veramente grande, che eccedesse di molto le attuali esigenze energetiche globali.

Ma anche al (relativamente alto) livello di risposta alle esigenze energetiche del pianeta, il paper sostiene che l’effetto sarebbe ridotto, fin quando le turbine siano distribuite in modo uniforme.

Far fronte alla domanda globale di energia con l’eolico potrebbe incidere sulle temperature superficiali di circa 0,1 gradi Celsius, secondo i ricercatori. Le precipitazioni sarebbero invece influenzate per circa l’uno per cento, benché non sia ancora chiaro se in positivo o in negativo.

Nel complesso, lo studio indaga il potenziale del vento di produrre grandi quantità di elettricità. La sua conclusione è che il vento d’alta quota potrebbe fornire più di 1.800 terawatt di potenza, mentre i venti superficiali potrebbero produrne più di 400. Se da un lato questi numeri sono impressionanti, dato che il mondo attualmente consuma circa 18 terawatt di potenza, è importante chiarire che questa ricerca presenta un esame dei limiti geofisici alla produzione energetica, senza considerare fattori tecnici o economici.

Come precisa Caldeira: “Osservando la situazione complessiva, sembra più facile che la crescita dell’eolico nel mondo sia determinata da fattori economici, tecnologici o politici piuttosto che da limiti geofisici”.

 Puntare in alto

Nel secondo paper, pubblicato online prima che in versione cartacea sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, gli scienziati hanno applicato un nuovo modello, da cui risulta che il modo in cui le turbine muovono l’aria potrebbe creare un effetto riscaldante.

I ricercatori sostengono di essere rimasti perplessi dalle conclusioni del Max Planck Institute, che ha affermato che le turbine eoliche potrebbero avere un effetto riscaldante sul pianeta pari a un livello doppio di diossido di carbonio.

Gli studiosi Cristina Archer del Delaware e Mark Jacobson di Stanford sostengono che le valutazioni precedenti abbiano fallito nel modellizzare i cambiamenti atmosferici causati dalle turbine eoliche in quanto hanno incluso nel modello i cambiamenti sulla superficie del pianeta, mentre dovrebbero essere misurati i cambiamenti all’altezza delle wind farm, cioè l’area in cui le pale riducono al massimo la velocità del vento.

Modellizzare le temperature intorno alle pale suggerisce che l’energia eolica non influenzi il clima a nessun livello, almeno per quanto riguarda uno scenario di produzione plausibile. Il paper si concentra infatti su uno scenario di 7.5 terawatt globali, quasi la metà dell’attuale domanda energetica planetaria.

Gli autori pensano che la produzione di energia eolica potrebbe sì ridurre la velocità del vento all’altezza delle pale e in misura minore al livello del suolo, ma ancora una volta solo se queste fossero distribuite su scala veramente ingente.

Confronto con i combustibili fossili

Le precedenti ricerche, inoltre, hanno sbagliato nel comparare l’effetto riscaldante delle turbine con quello di altre fonti energetiche, secondo Archer e Jacobson. I due scienziati sostengono che qualunque cambiamento causato dalle wind farms sarebbe comunque minimo rispetto alle esernalità del nucleare, del carbone o del gas naturale, anche perché il vento non produce emissioni climalteranti. Come spiega il paper:

“Se le turbine generassero 5.75 terawatt, tale potenza ritornerebbe infine in atmosfera in forma di calore, seguendo il ciclo del consumo elettrico. Questo calore non dipende dalla fonte energetica in sé, ed è rilasciato parimenti quando il nucleare, il carbone e il gas naturale producono energia. Tali fonti, tuttavia, generano ulteriore calore a causa della combustione o della reazione di fissione nucleare ed inoltre i combustibili fossili emettono gas inquinanti. Dunque, le turbine eoliche riducono il calore diretto e le emissioni inquinanti rispetto alle fonti energetiche convenzionali”.

Un assunto forse ovvio, ma certamente utile la prossima volta che qualcuno sosterrà che “Le turbine eoliche causano il riscaldamento globale”.

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Una risposta a “L’eolico provoca il riscaldamento globale? Nuovi studi dimostrano di no

  1. …ma se l’energia del vento non fosse assorbita dalle turbine, che fine farebbe? non sarebbe sempre dissipata come calore?

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