Letture della crisi finanziaria – prima tappa

Arnaldo Orlandini

Assumendo l’estate 2007 (crollo di Bear Stearns) come suo inizio convenzionale, siamo entrati nel sesto anno di quella che, ormai in modo conclamato, è la più grave crisi economica dagli anni trenta del secolo scorso.

Come negli anni trenta, è una crisi sistemica, che riguarda cioè il sistema economico nel suo insieme e strutturalmente. A differenza degli anni trenta, è però anche una crisi transistemica, intersecandosi in forma complessa con la sfera ecologica. Ciò che appare sempre più chiaro è che il modello di produzione e consumo imperante ci sta trascinando verso una collisione con i limiti ecologici del pianeta. Con conseguenze letteralmente inestimabili, ma per cui le iperboli rischiano seriamente di essere insufficienti.

Fatta questa premessa – probabilmente superflua per i lettori abituali di questo blog – è comunque assai interessante concentrarsi sulla dimensione finanziaria della crisi. Per varie ragioni. Perché le cause immediate della crisi stanno lì. Perché, sebbene il fenomeno della “finanziarizzazione” non sia certo nuovo nella plurisecolare storia delle economie capitalistiche (1), la pervasività della finanza e dei suoi metodi e il condizionamento che esercitano su tutte le sfere dell’economia ha oggi raggiunto livelli senza precedenti (2) e, oltre certe soglie critiche, la quantità diventa qualità. Perché gran parte dell’attenzione degli economisti, nell’affannosa ricerca di una spiegazione, si è concentrata sugli aspetti finanziari.

La prima reazione della professione economica (l’accademia e la finanza ortodosse) è stata un profondo senso di smarrimento ed impotenza di fronte ad un fenomeno apparentemente “inesplicabile”, per affrontare il quale si sente teoricamente disarmata. Ma questo atteggiamento ha presto lasciato il passo ad una pletora di spiegazioni. Proviamo a seguire questa evoluzione, in tre tappe virtuali.

Prima tappa.  A pochi mesi dal crollo generalizzato delle borse (settembre 2008), in occasione della sua visita alla London School of Economics, la regina Elisabetta II chiese agli illustri accademici riuniti in assemblea come fosse stato possibile che nessuno avesse previsto il crollo sopra menzionato (“How come nobody could foresee it?”). Una domanda che era sulla bocca di tutti, ma che “solo un monarca feudale poteva porre in modo così semplice e diretto, aspettandosi una risposta” (3) .

La risposta arrivò qualche mese dopo, nella forma di una lettera aperta a sua Maestà. Una lettera che alterna vaghezza a candore. In sostanza, la prestigiosa istituzione britannica, dopo aver convocato nel giugno del 2009 un foro di dibattito, con la partecipazione di un gran numero di esponenti dell’industria finanziaria, del governo, delle autorità di regolazione e del mondo accademico, aveva raggiunto la seguente conclusione:

“ … l’incapacità di prevedere la tempistica, l’estensione e la severità della crisi e di prevenirla, sebbene si debba a molteplici ragioni, è consistita essenzialmente nell’incapacità dell’intelligenza collettiva di molte persone brillanti … di comprendere i rischi che minacciavano il sistema nel suo complesso”.

Una conclusione che ho cercato di tradurre fedelmente dal testo originale, ma che avrei invece potuto rendere, più liberamente e senza una gran perdita semantica, con una onomatopea dubitativa: booh.

Note:

1) Giovanni Arrighi., Il lungo secolo XX, 2003, Net.
2) Silvano Andriani, L’ascesa della finanza, 2006, Donzelli.
3) David Harvey, The Enigma of Capital, 2011, p. vii (traduzione mia).
 
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6 risposte a “Letture della crisi finanziaria – prima tappa

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  2. Ho letto per intero la breve lettera di risposta alla regina, che non conoscevo. Effettivamente da un simile consesso (il forum riunito presso la London School) mi sarei aspettata qualcosa di più. Nulla di rivoluzionario, per carità, date le caratteristiche della scuola. Ma un abbozzo di analisi un pò più penetrante, questo sì.

  3. “la più grave crisi economica dagli anni trenta”
    Io correggerei così:
    “la più grave crisi economica”

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