Uno sguardo dalla vetta

Francesco Aliprandi

L’umanità ha ormai goduto – a detta di molti – della prima metà delle risorse di petrolio che la sorte ha nascosto nel sottosuolo, quelle relativamente più facili da individuare ed estrarre. Nell’ultimo secolo i miglioramenti nelle condizioni di vita sono stati stupefacenti, eppure la distribuzione del benessere rimane disuniforme, e anzi si è accentuata.

Esistono pochi dubbi sulla validità del legame di causa ed effetto fra maggiore disponibilità energetica e crescita economica, e di tutte le fonti il petrolio – con la duttilità offerta dai suoi distillati – ha sicuramente un ruolo rilevante. Il 98% dei trasporti avviene grazie all’impiego di mezzi spinti da motori a scoppio, e la mobilità di merci e persone è tanto diffusa e parte integrante del nostro modello di società da essere data per scontata.

Negli ultimi decenni il costo dell’energia è rimasto così basso da portare alla costruzione di modelli economici nei quali il suo peso è essenzialmente nullo; cosa potrebbe accadere se questa ipotesi di lavoro non dovesse più essere verificata? Al diminuire dell’ERoEI delle fonti energetiche e all’aumentare delle difficoltà nel reperire e raffinare petroli sempre più densi è lecito continuare a puntare sull’ingegno umano e sulla nostra capacità di trovare soluzioni?

In ASPO abbiamo da sempre privilegiato lo studio dei limiti geologici – con gli ovvi problemi derivanti da una imperfetta conoscenza dello stato delle riserve e delle risorse – e solo recentemente ci siamo rivolti all’analisi dell’altra faccia della moneta, gli aspetti economici; il territorio che ci accingiamo ad attraversare è in larga misura inesplorato.

Non siamo però i soli ad esserci resi conto che le tendenze dei decenni appena trascorsi potrebbero essere destinate a mutare irreversibilmente nel prossimo futuro: il Fondo Monetario Internazionale ha reso disponibili dei working paper che esaminano i legami fra petrolio e crescita economica, e i risultati sono al tempo stesso interessanti e vagamente inquietanti.

Da un lato esiste un’elevata probabilità che il prezzo del petrolio possa salire tanto da rallentare il tasso di crescita del prodotto interno lordo a livello mondiale; dall’altro va riconosciuta l’incapacità dei nostri strumenti attuali nel descrivere scenari senza precedenti nel passato. Un resoconto dei risultati ottenuti dal FMI si trova qui.

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8 risposte a “Uno sguardo dalla vetta

  1. <>
    Secondo me, è molto più che lecito: è doveroso e saggio. I due testi sono stati scritti da persone che, per formazione mentale, probabilmante NON VOGLIONO prendere in considerazione le possibilità offerte dalle fonti rinnovabili, anche perchè sono poco informati a quel proposito. “Il solare produce solo elettricità” ? Intanto non sarebbe poco e poi non è vero, come tutti noi sappiamo.
    Leo

  2. Caro Leonardo, mi sembra davvero ingeneroso definire gli autori dei documenti riassunti nel pdf allegato “poco informati”; allo stesso tempo, il solo fatto che sia preso in esame il picco del petrolio la dice lunga sulla loro forma mentis, senza considerare che Michael Kumhof, che ha collaborato ad entrambi i working paper, parlerà ad ASPO USA il prossimo fine settimana.

  3. L’energia elettrica è l’impronta insostituibile di una civiltà tecnologica, molto più dell’energia fossile. Gli economisti dell’FMI avrebbero dovuto prendere in esame anche lo scenario di una società basata per molta parte sulle energie rinnovabili e il trasporto non più individuale ma di tipo collettivo, ovvero non più contraddistinto dall’automobile per tutti.
    Ma anche molto meno aviazione e navigazione civili. E’ il finale obbligato per un barile a prezzi troppo alti.
    Ma tale tipo di scenario fa poco PIL, è evidente, e gli economisti dell’FMI hanno scarsa apertura mentale in questo senso.

  4. Deborah Billi dice che coi pannelli non si mandano le acciairie, altri dicono che non si mandano i camion, i trattori da 15 ton, nè le navi. Ma cosa si manda coi pannelli solari?

    • Casa tua, se ti riesce di adattarti alle disponibilità; ed un eventuale carico industriale che sia capace di adattarsi velocemente alle disponibilità, assorbendo produzioni di punta a bassissimo costo. La gara del futuro è a creare utenze flessibili: saranno queste le vere batterie del ventunesimo secolo.

  5. X Mago : Intanto pannelli solari è generico. Parliamo di moduli fotovoltaici . Il FV ha un senso compiuto se utilizzato x autoconsumo. Pensarlo come sostituto di una centrale convenzionale è una distorsione speculativa causata dagli incentivi farlocchi riconosciuti negli anni scorsi ai maxi impianti in terra..

  6. O uomo saggio: guardati bene dai risultati dell’econometria.

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