Cos’è l’Energy Manager

Luca Vecchiato e Alberto Spagnolo

energy manager bar

Non è certo un mistero che sul finire degli anni ’70 il mondo industrializzato passò un periodo di enormi difficoltà: le due crisi energetiche del 1973 e del 1979, pur molto diverse per cause e conseguenze, avevano minato le fondamenta di un modello basato sulla crescita ininterrotta. Il suo apparato produttivo andava riorganizzato su basi di efficienza.

Una delle questioni più spinose era proprio quella del consumo energetico: venne naturale promuovere la gestione intelligente dell’energia nel mondo produttivo. L’Italia, che allora era un paese essenzialmente manifatturiero e quindi fortemente penalizzato dalla bolletta energetica, si diede una prima struttura di energy management: le aziende industriali con un consumo superiore alle 10.000 Tonnellate Equivalenti di Petrolio all’anno (TEP, un’unità di misura dell’energia adatta a riassumere forme diverse di consumo) furono obbligate a nominare un funzionario responsabile per la conservazione dell’energia.

Detta figura venne poi estesa e ampliata con la fondamentale legge n. 10 del 1991, che estese l’obbligo della nomina del Responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia (spesso indicato col termine inglese Energy Manager – EM) anche a tutte le attività dei settori diversi dall’industriale con consumi annui superiori ai 1.000 TEP.

Veniva individuato nel responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia una figura specializzata in grado di aiutare l’azienda a gestire il consumo energetico.

Dal 2005, il rispetto delle caratteristiche energetiche dei nuovi edifici dovrà essere verificato dal Responsabile per la Conservazione e l’Uso Razionale dell’Energia. Il ruolo dell’EM si intreccia quindi con quello del certificatore energetico, il professionista che attraverso la certificazione, attesta il fabbisogno energetico di un edificio..

Ma nonostante queste aperture, quello dell’EM rimane il ruolo di una figura prettamente aziendale: è tipico che vengano nominati tecnici con una profonda esperienza nella gestione delle utilities (vapore, aria compressa, ecc.) ossia il settore dove la gestione intelligente dell’energia permette i risparmi più consistenti.

Negli ultimi anni si è però affermata la necessità di costruire un mercato dei servizi energetici, in cui le istanze economiche, energetiche, finanziarie e di tutela dell’ambiente si incrocino.. E’ in questo contesto che nasce la figura dell’Esperto in Gestione dell’Energia (EGE), un professionista in campo energetico che ha certificato le sue esperienze nel settore.

La caratteristica delle conoscenze che l’EGE deve dimostrare è la trasversalità: le competenze maturate devono essere sia di tipo tecnico che di tipo economico-finanziario, normativo e anche in tema di comunicazione sul tema energia.

Ovviamente gli EGE possono operare in modo qualificato come Energy Manager e negli ambiti delle diagnosi, degli studi di fattibilità, dei contratti sulle forniture e sui servizi energetici, della certificazione energetica degli edifici e degli impianti, dell’accesso agli incentivi, della responsabilità di sistemi di gestione energia e della definizione di strumenti procedurali e normativi.

Il campo dei “competenti” in ambito energetico è a questo punto coperto da due figure, l’EM e l’EGE, che occupano il settore in modo complementare: il primo (EM), nominato dal soggetto interessato, continuerà a svolgere la propria attività di professionista interno o esterno. Tale figura potrà essere interessata o meno a certificare le proprie competenze in materia energetica, specie nel caso della libera professione, e quindi aderire al processo di certificazione volontaria.

Il secondo, certificato come esperto in gestione dell’energia (EGE), potrà svolgere anche funzioni diverse dalla figura dell’energy manager, come ad esempio operare all’interno di una Energy Service Company (ESCO).

Entrambe le figure sono i referenti per l’implementazione di un Sistema di Gestione dell’Energia in un’azienda. Il sistema consente infatti all’organizzazione di avere un approccio sistematico al continuo miglioramento della propria efficienza energetica: la norma descrive i requisiti per un continuo miglioramento sotto forma di un più efficiente e più sostenibile uso dell’energia, senza tener conto della sua forma.

Nel complesso l’Italia si è mossa negli ultimi anni da battistrada alle politiche europee sull’efficienza energetica. La qualificazione delle competenze in campo energetico dovrebbe andare in questa direzione ed aprire un campo professionale importante. Rimane però il dubbio se il mondo delle aziende sia pronto a fare posto a queste figure.

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2 risposte a “Cos’è l’Energy Manager

  1. Purtroppo solo il 20% dei soggetti obbligati nomina un EM,
    basterebbe far applicare le sanzioni
    http://www.energyinlink.it/2012/05/nomina-dellenergy-manager-scadenza-30-aprile-2012/

  2. Putroppo i vecchi modelli di business, salvaguardati dalla classe dirigente, fanno utili con lo spreco di energia elettrica e termica. QUesto non giova all’efficienza energetica

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