“Prendere la bestia per le corna”

Sintesi dell’intervista rilasciata al Giornalino Scolastico del Liceo LEVI di Montebelluna (TV)

Le domande sono state predisposte da Cristina Vendramin ed Ermes Pozzobon.

copertina bar

Da dove e da quando è nato il suo interesse per le tematiche ambientali ed energetiche?

Con la crisi petrolifera del 1973, causata dall’improvviso aumento del prezzo del petrolio a seguito della guerra del Kippur. Israele fu attaccato da Siria ed Egitto ma riuscì a fermare l’attacco. Dopo qualche settimana il conflitto cessò ma i paesi arabi dell’Opec bloccarono le esportazioni di greggio e subito il prezzo per barile aumentò di tre volte. Il modo di vivere in occidente cambiò per parecchi mesi. Da noi le auto non circolavano di domenica, i cinema proiettavano un solo spettacolo e non tutte le sere, si spegnevano presto le vetrine e l’illuminazione pubblica, ecc. In quel periodo usciva “I limiti dello sviluppo”e si cominciò a capire che la nostra società dipendeva troppo dal petrolio. Ma questo livello di consapevolezza durò poco e, assieme al prezzo del greggio che tornava a livelli molto bassi, si esaurì la spinta al cambiamento.

Sappiamo che qualche anno fa era favorevole al nucleare. quali sono i motivi per cui oggi non lo è più?

Non sono mai stato “favorevole” al nucleare. A lungo però ho pensato che per mitigare le conseguenze del progressivo esaurimento delle fonti fossili, poteva risultare utile e opportuno sfruttare sino in fondo quelle nucleari. Più avanti mi sono reso conto che, oltre l’elevata pericolosità di eventuali incidenti, si tratta di una tecnologia difficilissima da gestire, estremamente costosa, con implicazioni che lasciano in eredità alle future generazioni giganteschi problemi irrisolti. Capii inoltre che anche l’uranio è una risorsa limitata e rischia di esaurirsi in alcuni decenni. Così, ben prima dell’incidente di Fukushima, sono arrivato a maturare una posizione nettamente contraria.

Oggi si parla anche di “energie rinnovabili innovative”. di che cosa si tratta? è una prospettiva concreta per il sistema energetico del nostro futuro?

Penso vi riferiate a solare termico, a concentrazione, fotovoltaico ed eolico. Sono tutte fonti ben sviluppate e suscettibili di ulteriori importanti miglioramenti di efficienza.

Tutte le rinnovabili vanno aumentate più velocemente possibile. Ma non è possibile immaginare che esse sappiano sostituire completamente l’apporto dei combustibili fossili. Possono produrre molta elettricità, ma la nostra civiltà consuma per due terzi le fonti fossili sfruttando le molecole. Plastiche, vernici, lubrificanti, medicine, fertilizzanti e un lunghissimo elenco di sostanze, vengono prodotte e ricavate dalle molecole dei fossili.

Quali sono invece le energie rinnovabili tradizionali che potrebbero davvero far fronte al fabbisogno energetico di una società industrializzata?

Non credo esista la possibilità di soddisfare le esigenze energetiche di una società altamente industrializzata con le sole energie rinnovabili. L’elettricità che producono soddisfa solo in parte le esigenze della nostra civiltà. Potrà sostituire una quota consistente dei carburanti ma una molteplicità di altre cose avrà sempre bisogno di sfruttare le molecole dei fossili. Quindi assieme allo sviluppo delle rinnovabili bisognerà ridurre drasticamente i consumi di energia cambiando tipo di vita: passare da una società consumistica a una ben più sobria..

Qual è il modo migliore per sfruttare le nostre energie, sia rinnovabili che non?

Cercare di consumarne meno possibile nella quotidianità, individuando soluzioni meno energivore a tutte le azioni che facciamo. Dare valore a ogni oggetto (che per essere prodotto ha consumato per sempre una certa quantità di energia!) e usarlo quanto più a lungo possibile. Lo si deve fare a partire dal sistema produttivo abbandonando la progettazione di oggetti e beni a obsolescanza programmata e costruendo beni duraturi e riparabili.

Si sente spesso parlare di studi e ricerche volti a ricavare energia dai movimenti e micromovimenti del nostro pianeta. A suo parere è un’ipotesi praticabile e conveniente?

Non ne ho mai sentito parlare e non ho letto nulla in merito. Si tratta probabilmente di bufale di chi vuol illudersi e illudere che ci siano soluzioni facili a problemi estremante difficili. Oggi le Alpi si stanno sollevando di 1 cm all’anno, una velocità enorme, pazzesca, rispetto a 1 centimetro al secolo con cui si sono sollevate durante l’ultimo mezzo miliardo di anni. Come sfruttiamo questa velocità e tutta l’energia che la attiva ?

Qual è la prima cosa che le viene in mente se le dico “energia e futuro”? Perché? E se le dico globalizzazione?

Penso che la vostra sia una generazione sperimentale. Lo è stata anche la mia, ma in senso inverso. Mentre io sono nato quando c’era poca disponibilità di energia e sono cresciuto assieme all’aumento dei quantitativi di energia disponibile, voi siete nati in un momento in cui c’è una disponibilità immensa di energia, ma la vostra esistenza si svilupperà all’interno di una fase di declino progressivo della disponibilità di energia.

La parola globalizzazione per me rappresenta il naturale palcoscenico su cui si colloca la crisi energetica. Quasi tutta la popolazione del mondo ne sarà investita. In tempi e modi diversi, a seconda delle condizioni in cui quei popoli stanno vivendo.

Cosa ne sarà del nostro paese o dell’intero pianeta se non cambiamo le nostre abitudini?

E’ difficile dirlo. Molto dipenderà da come la vostra generazione saprà affrontare questa sfida vitale. Le risorse fossili interne sono minime. Se estratte e consumate alla massima velocità teorica – cosa impraticabile ! – tutte quelle esistenti basterebbero a soddisfare un anno di consumi nazionali. Quelle rinnovabili sono notevoli ma per ora ben poco sviluppate.

Per quanto riguarda il pianeta, disegnare uno scenario credibile è ancor più difficile. Quello che dò per certo è che, se non si introducono modifiche consistenti all’attuale sistema di vita, non ci potranno essere accomodamenti graduali e pacifici. Le tensioni e gli scontri tra interessi contrapposti creeranno situazioni di conflitto tra i diversi strati sociali, tra città e campagna, all’interno di ogni paese e tra paesi diversi. Uno scenario per nulla augurabile.

Un consiglio che darebbe a tutti per migliorare le condizioni ambientali.

Non scollego gli aspetti ambientali da quelli energetici. I primi sono quasi sempre diretta conseguenza dell’impiego delle fonti di energia. Mi sento di suggerirvi di diventare presto consapevoli della situazione ambientale ed energetica e dello scenario che si sta determinando.

Senza un livello sufficiente di consapevolezza nessuno è in grado di pervenire ai cambiamenti interiori indispensabili a modificare i propri comportamenti, adeguandoli a una situazione che si profila piuttosto critica.

Dovete voi decidere di prendere questa bestia per le corna ed addomesticarla.

Noi grandi, insegnanti, genitori, nonni, politici, se siamo sufficientemente informati e sensibili, possiamo fare qualcosa, ma abbastanza poco.

Voi dovrete affrontare in termini pratici e teorici una fase di declino, ma siete intelligenti, ricchi di naturali stimoli al cambiamento. Potete ancora farcela, ma non avete troppo tempo per stare alla finestra spettando che altri agiscano.

In bocca al lupo.

Mestre, 15 febbraio 2013

Annunci

2 risposte a ““Prendere la bestia per le corna”

  1. forse è per questo che in Italia nessuno vuol governare: chi glielo va a dire a questi prepotenti di giovani che nella vita i diritti uno se li deve sudare e non pretendere da mammina e babbino, sennò chiamo telefono azzurro.

  2. Alla cortese attenzione del prof. Bardi
    Che cosa ci dice delle prospettive della energia eolica di alta quota
    a breve termine ed a termine piu’ lungo?
    Grazie per l’attenzione.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...