Quanto vale il fotovoltaico?

Francesco Aliprandi

solar- bar

La potenza installata in impianti fotovoltaici ha da poco superato i 100 GW in tutto il mondo, 17 dei quali solamente in Italia e oltre 32 in Germania, rendendo il nostro e quello tedesco i due mercati – e le reti – di gran lunga con la maggiore penetrazione di installazioni di questo tipo.

Sebbene il rapporto con la massima potenza richiesta quotidianamente sia elevato, la frazione di energia prodotta sul totale è in realtà molto inferiore poiché il fotovoltaico soffre di un basso fattore di capacità, cioè produce alla potenza nominale per un intervallo temporale molto ristretto: infatti nel 2012 ha soddisfatto circa il 5.6% del fabbisogno nazionale di energia elettrica.

A questo risultato non particolarmente esaltante si aggiunge la variabilità nella produzione, sia giornaliera sia stagionale; inoltre l’energia prodotta da impianti a fonti rinnovabili trova sempre spazio sul mercato elettrico perché gode di un regime tariffario speciale grazie al quale risulta – quando disponibile – sempre dispacciata in rete.

Il risultato degli incentivi è che gli operatori tradizionali hanno visto la loro quota di mercato ridursi e – stante la buona correlazione temporale fra aumento dell’irradiazione solare e aumento nella domanda di energia elettrica al mattino e al primo pomeriggio – soffrono la competizione con i nuovi impianti fotovoltaici nelle ore centrali della giornata, in particolare nei mesi estivi.

Per alcuni generatori termoelettrici il numero di ore di operatività annue si è ridotto tanto da non poter più garantire il rientro dagli investimenti, fino a spingerli a invocare una qualche forma di compensazione: il cosiddetto capacity payment. Questo contributo rappresenta una forma di copertura dei costi sostenuti per assicurare l’adeguatezza del sistema elettrico in tutte quelle situazioni che vedono la produzione da fonti intermittenti discostarsi dalle previsioni.

Se poi si considera in dettaglio la funzione del gestore della rete di trasmissione (Terna), la situazione si fa ancora più complicata: deve infatti garantire margini di sicurezza operativa tramite una adeguata quantità di riserva che tenga conto dell’aleatorietà della produzione fotovoltaica (ed eolica), richiedendo a un maggior numero di centrali di rendersi disponibili a variare il loro programma, erogando una maggiore o minore potenza a seconda delle circostanze che si presentino di ora in ora; in un certo senso si può affermare che oggi le centrali termoelettriche svolgono un servizio di accumulo per le rinnovabili tramite la modulazione del loro consumo di gas e carbone. La determinazione della quantità di riserva aggiuntiva ottimale è un problema sul quale si sviluppa una discreta quantità di ricerca e che non è ancora stato risolto in modo soddisfacente, nè quantificato in confronto ad una situazione pre-rinnovabili, se non in scenari ideali.

E’ chiaro che se l’introduzione di energia prodotta da fotovoltaico ha delle conseguenze tecniche ed economiche sulla gestione della rete, e in particolare porta ad un aggravio dei costi per la restante generazione, ci si deve chiedere quale sia l’effettivo valore da assegnare all’elettricità prodotta con questa tecnologia: in questo documento Domenico Coiante espone la sua opinione su tale rilevante problema, mentre in questo affronta la questione del raggiungimento della cosiddetta grid parity, cioè della parità di costo del Wh rinnovabile immesso in rete rispetto a quello termico.

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4 risposte a “Quanto vale il fotovoltaico?

  1. Gli articoli di Domenico Coiante sono sempre di alta classe.
    E nel suo ambito lo stimo sempre.
    Ma perchè si continua ad ignorare che i costi dell’energia fossile sono sempre calcolati ignorando quelli dei danni ambientali?
    E gli incentivi ai fossili? Vengono sempre ignorati.
    A fare per bene i conti della serva la grid parity mi pare sia già arrivata.
    O stia appena fuori della porta.
    E poi noi siamo ancora succubi dell’immondo spreco e inefficienza alle quali i fossili ci hanno abituato da decenni e decenni.
    Con il rinnovato spreco e la rinnovata inefficenza energetica, non ci sarebbe nessuna energia rinnovavile a salvarci dalla cosidetta
    “Gola Di Olduvai” o “Dirupo di Seneca”

    Marco sclarandis

  2. dal 2020 servirà per ricaricare nelle ore di punta le batterie di auto e bici, perchè molto probabilmente il litro di benz o gasolio costeranno dai 5 ai 10 euro.

  3. Scusate l’OT ma segnalo con preoccupazione:
    http://www.corrierechieri.it/articolo/Gli_aquiloni_del_KiteGen_nelle_mani_dei_reali_arabi

    Era l’ultima speranza per uno sviluppo sostenibile dell’Italia e anche questo treno è partito

    http://www.sabic.com/ventures/portfolio
    l’hanno messa nel loro sito ufficiale … se la sono comperata.

    E’ da gennaio non hanno più pubblicato nulla nel blog di kitegen

  4. L’Italia ha raggiunto dei risultati strabilianti in questo settore.

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