Cosa è successo il 16 Giugno 2013 alle 15?

Claudio Della Volpe

energy map italy__BAR

Molti quotidiani e blog hanno riportato con enfasi il fenomeno verificatosi domenica 16 giugno 2013 dalle 14 alle 16 quando il PUN (Prezzo Unico Nazionale dell’energia elettrica) è sceso a zero su tutto il territorio nazionale.

Quasi tutti i giornali hanno riportato in modo inesatto o che il prezzo dell’energia elettrica è sceso a zero o che non si sono consumate fonti fossili; entrambe le affermazioni sono ampiamente errate e ASPO Italia vuole precisare quale sia il vero significato del fenomeno, importante ma da interpretare correttamente.

Il PUN è il prezzo che si ottiene dall’incrocio fra domanda e offerta di energia scambiata sulla borsa elettrica, che non rappresenta l’intera richiesta degli utenti; il meccanismo prevede che ogni produttore possa offrire quantità di energia a un prezzo da lui stabilito, in modo da vedere almeno ripagati i propri costi nel caso realizzi la vendita. La produzione da fonti rinnovabili può essere offerta a prezzo nullo poiché viene incentivata economicamente e se essa è sufficientemente elevata – in particolare in giornate con una domanda relativamente bassa – si può verificare che il PUN risulti pari a zero.

Ma se questo avviene non è vero che non si emettono gas serra, né che il costo dell’energia elettrica sia zero, poiché questo è distinto dal PUN.

Non è vero che non si emettono gas serra poiché attualmente gli impianti fotovoltaici, eolici, idroelettrici e geotermoelettrici sono costruiti a partire da energia fossile e quindi stiamo consumando pro-quota quell’energia come parte dell’ammortamento impianto. Inoltre, mentre gli impianti rinnovabili sono in funzione occorre tenere accesi sia pure al minimo alcuni impianti tradizionali per poter intervenire prontamente al bisogno, data la natura aleatoria delle fonti rinnovabili.

Anche se il prezzo sulla borsa raggiunge lo zero occorre comunque pagare gli impianti con funzione di riserva. Il costo dell’energia rinnovabile si ritrova conteggiato a parte nelle bollette dei singoli utenti nella voce “oneri di sistema” e viene ripagato ai produttori con un meccanismo di incentivazione che rende abbastanza favorevole investire in rinnovabili. Esistono poi i contratti bilaterali fra fornitori e clienti che vengono conclusi al di fuori della borsa elettrica, e sui quali il PUN non ha alcun effetto.

Ci sono alcuni altri elementi da considerare.

1) La potenza disponibile sotto forma rinnovabile ha superato domenica i 18 GW, ovvero circa il 65% della potenza complessivamente prodotta in Italia (almeno fra le 14 e le 16), e ci sono stati già in passato e in zone limitate fenomeni analoghi.

2) Il prezzo effettivo di mercato delle fonti di energia fossile è eccessivamente basso perché in esso non è considerata la quota relativa ai danni enormi che esse hanno compiuto e compiono verso l’ambiente e il clima; il mercato dei crediti di CO2 non copre che minimamente tale quota, che se considerata modificherebbe sostanzialmente il rapporto di vantaggio fra le due tipologie.

3) Col crescere della potenza rinnovabile immessa in rete si farà sempre più sentire il problema dell’accumulo non idroelettrico di tale energia, che al momento di fatto non esiste; senza di esso le rinnovabili non riusciranno a raggiungere la vera autonomia.

4) Ci auguriamo infine che le promesse di altre tecnologie rinnovabili, apparentemente dotate di minori problemi di continuità come l’eolico di alta quota o l’energia dalle onde marine, siano mantenute entro breve, perché potrebbero rappresentare un’alternativa all’accumulo.

 

Siamo in una potente fase di transizione energetica, ma far passare l’idea che le rinnovabili siano gratis al contrario dei combustibili fossili è una sciocchezza enorme, che seppure fa gioco ai nuovi investitori d’assalto del settore rinnovabile rischia, diffondendo leggende, di distruggere quel poco di coscienza dei limiti che la relativa indisponibilità e il costo crescente del fossile sta generando.

Domenica 16 giugno è stato un istante di questa transizione: non verso un mondo dall’energia illimitata, ma verso un mondo con maggiore consapevolezza dei propri limiti ambientali e climatici.

Annunci

3 risposte a “Cosa è successo il 16 Giugno 2013 alle 15?

  1. Grazie per l’articolo, scritto in modo direi magistrale.

  2. E nel mentre il Cip6 continua a farci spendere per inceneritori e raffinerie il 150% di quel che spendiamo per le rinnovabili (e già nelle rinnovabili vere trovano posto cose poco salubri). In effetti, stante il volume dei pagamenti certificato dal Gse, fanno sorridere le polemiche attorno al FV.

    Quando penso alle fasce orarie di elettricità a basso costo generate negli ultimi anni, mi viene da domandarmi se non convenga tentare di realizzare fabbriche energivore capaci di inseguire parzialmente l’offerta. Accumulare prodotto finito vendibile anziché energia.

  3. Pingback: Team For Italy | Sulle energie rinnovabili: attenti alle distorsioni mediatiche!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...