Discussione intorno al falò: verso Homo sapiens – Sceneggiatura per un film

scimmie_barpng

Da The Oil Drum

Di Nate Hagens – Traduzione di Massimo Rupalti

Per qualche anno, di sabato, theoildrum.com (TOD) ha ospitato una discussione denominata: “Campfire” (che qui traduciamo come Discussione intorno al falò. NdT) – con un focus non sui grafici e le tabelle, ma più sul collante della scienza sociale che collega i tanti soggetti che girano intorno all’energia, all’ambiente e alla società.

Piuttosto che un luogo dove trovare le risposte giuste, il forum era inteso come un “parco giochi” in cui le persone interessate sulle più ampie implicazioni del nostro sistema umano, potevano interagire alla pari in una conversazione multidisciplinare. Questa specie di “supervisione sistemica” è stata una uno dei punti più forti dell’eclettico mix di commentatori che hanno aiutato a rendere grande TOD. Abbiamo avuto la “Discussione intorno al falò” settimanale per un paio d’anni perché il dialogo era così variegato e ad alto livello.

Prima di sospendere la discussione, posso ancora sperare che ci saranno altre intuizioni dall’assemblea dei guru e pensatori che si intrattengono in questo spazio (TOD NdT). Sotto fornisco un breve profilo della storia di Homo sapiens in diversi “Atti” e poi chiedo ai lettori di theoildrum come potrebbe andare a finire. La gente dissentirà sui particolari, tuttavia è chiaro che la nostra attuale traiettoria è insostenibile. Siamo maledetti come specie, per determinati comportamenti che accompagnano l’esplosione del consumo e della popolazione, stiamo dimostrando di essere più intelligenti che saggi. Ci siamo trasformati in persone che risolvono problemi anziché visionari – o almeno, le nostre visioni hanno limiti che si misurano in tempi di vita umani, o forse solo in legislature. Con tutta questa concentrazione sul breve termine, perdiamo consapevolezza del faro più luminoso – nonostante il fatto che ci troviamo all’apice materiale ed energetico della civiltà industriale, della produttività e della scienza, non abbiamo una vera etica, nessun progetto, per la traiettoria a lungo termine della nostra specie e per gli ecosistemi del nostro pianeta. Le evidenze scientifiche mostrano rischi per l’esistenza per le specie, i mari, le foreste e la capacità di carico, essere allarmati è l’unica reazione non sociopatica. Ma questo allarme sarà sufficiente a farci star lontani dai disastri? Come possono avvenire le diverse cose nel mondo reale di dipendenza dal percorso, fortuna ed effetti emergenti? E la domanda più ampia – per quale fine stanno avvenendo oggi questi eventi precursori?

scimmie

“Per dire, perché non trasformare questo sito in un Archivio?”

Sotto le pieghe, seguendo una breve storia di Homo sapiens, invito i lettori di theoildrum a condividere le loro visioni di come potrebbe essere un sistema umano (più) sostenibile; non ora e non nei prossimi 20-30 anni, ma nel 2100 o in un lontano futuro.

timeline

Storia dell’evoluzione e dell’homo sapiens sulla Terra. Per coloro che preferiscono le animazioni:
Eccone una e un’altra (sopportate la pubblicità).

Ogni lettore qui sa dell’ascesa di Homo sapiens. Ho scritto molto su questo argomento nel corso degli anni. E’ una lunga storia, e darò una versione con note più tardi, ma con una lente diversa.

Atto I – Vita, Mammiferi, Primati, Ominidi, Homo Sapiens…

Molto tempo fa, molto di più di quanto gran parte di noi possa facilmente afferrare, si è formata la Terra e per miliardi di anni hanno dominato i processi geologici. Non appena il pianeta si è raffreddato è emersa la vita dal brodo primordiale. Ci sono stati altri eventi ugualmente straordinari che hanno cambiato il mondo e che hanno probabilmente comportato un forte elemento di fortuna. Uno è stato l’evoluzione della fotositesi, che ha dato alla Terra un’atmosfera ricca di ossigeno ed ha causato un’enorme estinzione di specie anaerobiche. Un altro è stato l’unione di due organismi dissimili monocellulari che hanno creato cellule ibride col DNA sia nucleare sia mitocondriale. Queste cellule ibride potevano fare qualcosa di speciale: estrarre l’energia solare dall’ossigeno libero ed immagazzinarla nella forma della molecola di ATP (Adenosin Tri Fosfato), all’interno della quale può essere disponibile quasi istantaneamente per una nuova razza di veloci e reattive creature: gli animali. Essi stavano, per loro stessa natura, intercettando l’energia dei raggi del sole immagazzinati. A questo punto non c’erano eroi, solo i loro semi.

Per molto tempo, gli organismi sono stati molto semplici – ‘cervelli’ primitivi muovevano gli organismi verso la luce o verso il cibo. Milioni di interazioni di accesso dinamico all’energia e ai nutrienti hanno ampiamente foraggiato l’evoluzione di organismi più complessi. Circa 200 milioni di anni fa, sono arrivati sulla scena i mammiferi e circa 65 milioni di anni fa i primati. E circa 6-7 milioni di anni fa, gli ominidi si sono evolutivamente separati dalle altre grandi scimmie. Da 200.000 anni fa siamo scesi a 3 specie di ominidi dalle 12 che hanno camminato sul pianeta. Da 30.000 anni fa, ne è rimasta solo una. Noi.

Atto II Eusocialità, Agricoltura, Conto in Banca del Carbonio Fossile…

Circa 190.000 anni dopo che la nostra specie è diventata anatomicamente moderna, a causa del clima, o della pigrizia o dell’opportunità, bande di umani hanno smesso di raccogliere bacche e di cacciare selvaggina ed hanno cominciato ad addomesticare l’agricoltura circa 8.000 anni avanti Cristo. Questo ha avuto importanti implicazioni fisiche e sociali. Ciò pone le basi per certi anelli di retroazione positivi – accumulo di ricchezza, accumulo di surplus, valutazione di tale surplus e la risultante stratificazione sociale che deriva da tale surplus (che sia collegato o meno, la dimensione dei cervelli dei personaggi principali del nostro film ha raggiunto il picco circa 20.000 anni fa ed ora si situa ad 10% in meno dalla dimensione di quel picco. Nessuno sa perché, alcuni speculano che ciò possa essere dovuto all’ultrasocialità – grazie alla quale gli umani hanno cominciato ad esternalizzare certe decisioni e certi processi cognitivi alla “nuvola” – la società allargata – ).

In confronto alle altre specie con le quali la star del nostro film ha condiviso il pianeta, egli incuteva timore, perché se ne avesse paura, estremamente intelligente, ma forse non saggio allo stesso tempo. La nostra “intelligenza”, (neocorteccia) si è evoluta per servire, non per condurre. Non è stata intelligenza che ha diretto i personaggi di questo film, ma l’istinto. Gli istinti che il nostro eroe ha sviluppato nel Pleistocene, quando la selvaggina era scarsa e i pericoli fisici abbondavano, ci seguivano come una specie di “segretario esecutivo” che reagiva a qualsiasi condizione sociale o fisica che il nostro eroe affrontasse negli ambienti più moderni.

Per migliaia di anni, le popolazioni si sono espanse, trovando nuove nicchie con suoli fertili ed ecosistemi robusti, pieni di risorse naturali da sfruttare. I sistemi biologici richiedono un qualche gradiente di entropia per sfruttare, generare ed immagazzinare energia utile, i sistemi umani non erano diversi. Per molto tempo abbiamo vissuto del carbonio immagazzinato nei suoli e la vecchia luce solare immagazzinata negli alberi era associata con i servizi ecosistemici quotidiani del tempo. Lasciate che lo ripeta, per molto tempo abbiamo vissuto del carbonio immagazzinato nei suoli e la vecchia luce solare immagazzinata negli alberi era associata coi servizi ecosistemici quotidiani. Ficicamente e mentalmente, i personaggi di questo film vissuti 500 o 1.000 anni fa o persino 10.000 anni fa erano leggermente diversi da come siamo oggi. Ma non c’è una grande differenza….

Un giorno metaforico, il nostro eroe misconosciuto ha scavato un buco per terra dal quale sono usciti fuori migliaia di schiavi sotto forma di combustibili fossili (etichettati “A” nel grafico in alto. Questi schiavi non parlavano, non mangiavano, non si lamentavano, ma siccome erano così a buon mercato – essenzialmente gratuiti – la loro potenza è stata progressivamente applicata in grandi quantità a tutte le aree della società per sostituire imprese che gli esseri umani facevano manualmente ed inventare molte nuove cose meravigliose che non erano mai stati in grado di fare. Per il nostro eroe, questi schiavi fossili erano così instancabili, così forti, così onnipotenti nell’aumentare il cibo, le novità, il comfort e il commercio, che sono diventati indistinguibili dalla magia. Da questo punto in poi fino almeno alla fine del secondo atto, il film “Verso Homo sapiens” è passato dal bianco e nero al colore. Gli aratri di metallo hanno lasciato il posto ai trattori che hanno lasciato il posto a gigantesche macchine specializzate. I camini hanno lasciato il posto alle stufe a carbone che hanno lasciato il posto ai forni a microonde ed agli stravaganti barbecue all’aria aperta, etc.

Il nostro ingegnoso eroe aveva precedentemente scoperto come far accadere cose fantastiche bruciando legna ed ora questa nuova cosa nera bruciava con più calore e più a lungo ed era più leggera della legna da trasportare. Davvero intelligente quest’uomo! L’uomo ingegnoso ed il suo fenotipo esteso ha imparato a volare più in alto degli uccelli, a correre più veloce del ghepardo, ad immergersi più in profondità della più grande delle balene e a rivendicare sempre di più per ciò che prima era di tutti. Infatti, l’Uomo ingegnoso è arrivato a pensare, dopo un po’, che fosse la sua ingegnosità, e non gli schiavi magici, che hanno reso possibile il miracolo (periodo B nel grafico). Non è infatti lui che ha diretto gli schiavi e ha detto loro cosa fare? La magia era a portata di mano, ma l’ingegnosità era la “Risorsa Somma ”! (The Ultimate Resource, titolo di una famosa opera dell’economista Julian Simon, viene qui tradotta come “Somma Risorsa” per evidenziare il carattere retorico della definizione di Simon che considera l’intelligenza umana superiore a tutto il resto dei fattori nel processo economico. NdT). Si, la tecnologia ha fatto delle cose impressionanti, ma più che altro è stata il vettore per produrre modi sia nuovi sia ‘utili’ per usare più magia e per usarla più rapidamente. Gli eroi hanno disegnato automobili che usavano 100 volte l’energia necessaria per camminare ma che li ha fatti andare solo 5 volte più veloci, ecc. La tecnologia è stata così più che altro un’attivatrice piuttosto che un motore della produttività e della ricchezza. Dopo tutto, non c’è permutazione di legno e vetro che avrebbe portato il nostro eroe sulla Luna, ma i successi nell’esplorazione spaziale degli anni 60′ ha posto le fondamenta psicologiche secondo cui si presume che la creazione di cristalli di di-litio (il dilitio è un elemento chimico di fantasia della serie Star Trek NdT) sia solo un problema di tempo. Ma, senza carbonio fossile nessuna razza di Einstein avrebbe mai potuto costruire uno Sputnik, o nemmeno Disneyland. Il nostro eroe, beatamente inconsapevole di tale banalità, va avanti, fiducioso che la tecnologia metterà il turbo alle sue scarpe da ginnastica, se dovessero emergere ostacoli.

Alla fine il nostro eroe ed i suoi simili hanno cominciato a raggiungere un punto di declino dei ritorni della magia. Vien fuori che gli “aiutanti fossili” non erano esattamente “gratuiti”, ma una parte della magia doveva essere riassegnata per ottenere il resto della magia in una forma assimilabile dagli esseri umani. L’equivalente magico di un mutuo che aumenta il proprio tasso. Verso la metà del 20° secolo, questa percentuale ha iniziato ad aumentare. Per un po’, la risposta è stata semplicemente fare buchi, perché potevamo perforare più rapidamente di quanto aumentasse il costo della magia. Ma ben presto il costo è aumentato a sufficienza da rallentare l’acquisizione della magia… a meno che non si facesse qualcosa.

Tutti insieme, il nostro eroe e la sua tribù, hanno creato le note monetarie che rappresentavano le rivendicazioni sulla magia. Siccome il pianeta era in gran parte “vuoto”, il più delle volte queste note monetarie, che fossero conchiglie, noci di cocco, pezzi di carta o numeri digitali, erano nel campo di un’onesta rappresentazione di ciò che la tecnologia sottostante e le risorse potevano fornire. Ma, mentre sempre più magia era necessaria per recuperare la magia immagazzinata, gli ingegnosi esseri umani hanno inventato un gioco di prestigio. Il credito, cioè un accordo per scambiare il consumo fra due persone a due momenti diversi, non era la magia stessa, ma poteva essere creato “tac” senza sforzo ed ha temporaneamente aperto il rubinetto che distribuiva la vera magia dappertutto. Esso ha mascherato i limiti nascondendone gli effetti, aumentando lentamente il livello di magia ma erodendone la generosità. Dopo 30-40 anni, questa dinamica ha anche esaurito sé stessa e i capi centrali della tribù hanno provato a metterci mano per un po’. Quando questo gioco di prestigio è diventato a sua volta meno efficace, gli esseri umani sono cambiati per indirizzare la magia verso coloro che hanno il potere, lasciando meno dolcetti o scherzetti per i lavoratori della specie. Infine, si sono occupati dei cambiamenti di regole, del cambiamento di definizioni e dei cambiamenti di linguaggio, tutto nello sforzo di mantenere il rubinetto magico nominale, e quindi gli standard generali di vita delle società, apparentemente intatti.

Ma i giochi di prestigio sarebbero durati solo un tempo breve nel futuro. Ahimè, essere ingegnosi si stava rivelando non essere la stessa cosa che essere “sapiens” ed è cominciato ad essere chiaro che usare gli schiavi energetici è stata la più grande trappola per scimmie della storia. Perché tutto ciò che era al primo posto fra quello che aveva permesso agli uomini di prosperare – il suolo, le foreste, la vita selvatica, i mari e la pesca, un clima con la temperatura stabile , i ghiacciai, un tempo metereologico moderato e i monsoni – veniva progressivamente usato, rotto e diminuito nella ricerca della novità, dello stimolo e nell’orgia irripetibile di biomassa umana. E, verso la fine del secondo atto, questa biomassa veniva essa stessa direttamente dal carbonio sepolto: le proteine nei corpi di Homo sapiens venivano sempre di più fissate in fabbriche dal processo Haber-Bosch piuttosto che dall’azoto proveniente dai suoli e dai batteri. Ogni caloria di cibo conteneva circa 10 volte l’energia fossile incorporata rispetto all’input di quella solare. L’uomo ingegnoso si era legato agli schiavi fossili in modo profondo sulla strada verso una popolazione di 10 miliardi e non era divertente pensare alle implicazioni. Quindi non ci ha pensato quasi nessuno.

Il carbonio fossile e la magia associata ad esso ha sovvertito e rimpiazzato la stessa cultura dell’umanità. Gli eroi hanno seguito tutti i proclami degli stregoni del giorno in un modo da vero Culto del Cargo. Forse perché erano ingenui, o forse perché la grandezza del cambiamento richiesto per dare un finale felice al film era opprimente da considerare. L’intrattenimento, la novità e l’avidità erano dei memi operativamente efficaci. La vendita e la pubblicità assicuravano che il consumo e le cose fossero più importanti dell’empatia e del rapporto di fiducia. Stare al passo coi vicini di casa, verso la fine del secondo atto, ha richiesto un aumento del flusso di risorse e di maggiore spazio per mantenere i propri averi. Anche se spesso si è avvicinato quasi a portata di mano, il nostro eroe non ha mai raggiunto i vicini di casa. Se ce l’avesse fatta sarebbe rimasto scioccato nello scoprire che il vicino di casa era un idiota.

Molte Cassandre hanno esplicitato i pericoli che affrontavano i nostri eroi e le specie del pianeta in generale, dichiarando che il moderno stile di vita è un sistema che non funziona. Ma i soli eventi che avrebbero confermato i loro avvertimenti erano esattamente gli eventi dai quali essi stavano mettendo in guardia. Inoltre, da una prospettiva termodinamica ed evolutiva, dove gli organismi e gli ecosistemi si auto organizzano in modo da accedere ad un gradiente energetico, il sistema umano di buttare via la sempre più scarsa magia in un’infrastruttura sempre più complessa con benefici sempre minori, non è sembrata affatto non funzionante – di fatto funzionava perfettamente! Dalla prospettiva dell’alveare collettivo, i nostri eroi principali non hanno voluto che una minoranza con idee folli fosse in grado di far sterzare la società lontano dalle ricche terre di nutrimento di carbonio fossile ancora non ossidato. La minoranza folle di questo film rimarrà tale (eccetto per gli ecologisti e i biologi in quella minoranza che erano gelidamente sobri). In quanto alla biodiversità ed alle esternalità ambientali, be’… nessun ecosistema mette un prezzo sulle risorse finché non sono finite. Un ipotetico ominide “sapiente” potrebbe, ma Homo sapiens è, ancora una volta, più che altro ingegnoso ed ha usato questa ingegnosità per fare cose che non sono necessariamente sagge.

Mentre si avvicina alla fine del secondo atto, in uno strano rigiro di numeri, Homo sapiens, 200.000 anni dopo essere diventato una specie distinta, sta aggiungendo 200.000 nuovi individui della propria specie ogni 24 ore, un numero più grande dell’intera popolazione selvatica di tutte le altre grandi scimmie messe insieme (oranghi, gorilla, bonobo e scimpanzé). Ad oggi, 2013, la biomassa totale degli esseri umani e dei loro animali da allevamento supera in peso la somma del totale dei vertebrati selvatici di un rapporto che si avvicina a 50:1. A seconda del metodo di stima, gli eroi del film ed i loro amici stavano usando fra il 20 e il 50% della produttività primaria netta del pianeta (e molte volte questo in produttività passata, carbonio fossile immagazzinato). Gli schiavi fossili, ancora potenti e numerosi, stavano cominciando a chiedere aumenti di paga più rigidi. E, anche se erano sordi e muti e quindi invisibili a gran parte di coloro che ne beneficiavano, alcuni esseri umani hanno cominciato a capire che gli schiavi avevano respirato e fatto la cacca per tutto il tempo in cui erano stati usati. Anche se molti erano preoccupati di questo, l’infrastruttura e gli standard di vita intorno a loro era così complessa e vitale che il continuo respirare e fare la cacca, è sembrato un prezzo necessario da pagare. Una trappola per le dita della magia fossile. Il nostro eroe possedeva la tecnologia per costruire un ponte verso il futuro usando il secondo derivato della magia – come eolico e solare, ma più grande era il ponte, meno era la gente che poteva attraversarlo. Praticamente nessuno si chiedeva quanta magia sarebbe rimasta in 100 anni o 1.000, o come sarebbero andati avanti i nostri discendenti. Passando al terzo atto del film “Verso Homo sapiens”, al posto di pagarlo in anticipo, i nostri eroi ed eroine lo stavano succhiando dal futuro.

Atto III – Miriadi di Limiti alla Crescita 2013-2100

Il terzo atto sarà un momento determinante nel film Verso Homo sapiens – finora il film è stato uno stupefacente documentario, ma ancora non sappiamo se si trasformerà in fantascienza, horror, dramma o commedia. Possiamo solo pensare che durante il terzo atto qualche mescolanza di disastro, scoperta, guerra, pace, invenzione, sacrificio, selezione, svolta, maturità e consapevolezza sia probabile, ma se possibile preferirei saltare il terzo atto per quanto riguarda la discussione intorno al falò.

In produzione.

Tutti coloro che guardano questo film hanno almeno tre cose in comune: 1) provengono da una linea ininterrotta di antenati che risalgono al proconsul arboricolo di 17 milioni di anni fa, da qualche piccolo mammifero prima di quello e da qualche organismo più semplice prima ancora di quello: ognuno di noi è qualcosa di immensamente vecchio, il risultato diretto, e fragile, del primo miliardo di anni di vita passati, i discendenti abbastanza fortunati da potersi riprodurre. 2) tutto ciò che i nostri antenati hanno avuto, sufficienti risorse per accoppiarsi, crescere con successo i piccoli e il macchinario neurale che ha permesso loro di avere successo, è qui con noi mentre leggiamo e 3) noi tutti moriremo in questo secolo (anticipo del finale per i devoti di Kurzweil). Tutte queste cose hanno un impatto sul nostro comportamento e su come immaginiamo i seguenti atti del film “Verso Homo sapiens”. Siamo collegati ai nostri antenati, creati da loro, eseguiamo gli adattamenti che hanno loro permesso di riprodursi. La nostra attenzione sul presente, l’avversione alle situazioni critiche, alle dichiarazioni o alle azioni che mettono a rischio il nostro status, la propensione ad essere facilmente dirottati da nuovi, ma irrilevanti, stimoli, un forte pregiudizio cognitivo del fatto che la nostra visione del mondo sia quella giusta, ecc., tutto contribuisce in modi unici a storpiare la nostra capacità di intuire una traiettoria futura praticabile.

Il pensiero stesso che gli esseri umani esistano da 200.000 anni (che ci porrebbe in un punto a metà strada) sembra un po’ fantascienza, ma perché dovrebbe? Perché prima di liberare gli schiavi di carbonio e di diventare dipendenti dalla loro generosità, non c’era una ragione a priori per la quale gli esseri umani non andassero avanti molto più a lungo di così, in grandi numeri su un pianeta sano. Tuttavia, attualmente assegniamo un valore essenzialmente pari a zero ad un tale futuro, perché non ci crediamo – non gran parte di noi, non proprio.

Atto IV – L’anno 2100 e oltre

Per gli scopi di questa “Discussione intorno al falò”, ignoriamo l’atto terzo in arrivo e concentriamoci invece sul futuro lontano, quando tutti noi che leggiamo oggi e i nostri figli, non saremo più un fattore in quello che pensiamo. Il mio pensiero qui è che siamo tutti concentrati troppo sui prossimi 20 anni – è naturale, perché li vivremo. Ma se è questo il nostro focus, la gente litigherà sull’impossibilità di questo e quello dovuta alla ragione X e Y. Ci sarà una buona rappresentanza ai poli di “ci inventeremo un modo” o di “ci estingueremo”. Se invece concentriamo l’immaginazione nel lontano futuro potremmo venir fuori con qualche idea praticabile riguardo a cosa potrebbero aspirare e realizzare gli esseri umani liberi delle sopraffazioni dei vincoli a breve termine. Possiamo non essere ancora sapiens ma non siamo nemmeno idioti. Gli attori di questo film – noi – in questo momento, affrontano il definitivo punto d’incontro fra natura (focus sul presente, consumo, amore per la novità, status sociale) e cultura (scienza, evoluzione culturale, immaginazione e progettazione del futuro). Non possiamo CONOSCERE il futuro. Viviamo in un mondo probabilistico, e possiamo ancora influenzare le probabilità. Sarà sicuramente un thriller.

Alcune domande per la “Discussione intorno al falò”:

Qual è la popolazione e la produttività energetica pro capite relativa ad oggi? Qual è il mix energetico? Come interagiamo fra di noi e con le altre specie? Come sarà organizzata la società umana nel 2100? Quali sono gli obiettivi e le aspirazioni dei giovani? Cos’è desiderabile, o indesiderabile, riguardo a dove saremo arrivati nel 2.100?

Com’è il resto della Terra? Quali reti di vita prevalgono? Qual è l’animale più grande del mondo? Quali animali consapevoli sono rimasti oltre agli umani?

Cosa penseranno di coloro che sono vissuti 100 anni prima? Dei, diavoli, santi, pazzi? Ci ricorderanno?

Quale parte del collo di bottiglia abbiamo ormai alle spalle e quale abbiamo ancora di fronte?

Stesse domande, ma per il 12.100? Cioè 10.000 anni nel futuro; sembra un tempo lungo ma non così lungo nella storia umana.

Siate generici o dettagliati, a vostro piacere. Rispondete alle singole domande o a tutte quelle che ho suggerito o fatene di vostre con lo stesso spirito. Probabilmente sarà una discussione più produttiva se ci concentriamo su quanto ‘dovrebbe’ o ‘potrebbe’ accadere anziché su quanto ‘accadrà’, ma tutti gli stimoli che migliorino il silenzio sono benvenuti.

Parlate, amici.

Annunci

Una risposta a “Discussione intorno al falò: verso Homo sapiens – Sceneggiatura per un film

  1. Scusate la pignoleria, ma io mi chiamo Massimiliano e alla traduzione ha partecipato anche Luca Pardi, revisionando opportunamente la mia prima traduzione (fine intervento pignolo :-))

    Nel merito dell’articolo, credo che l’idea di spingere la discussione nel futuro sia ottima, perché ci mette di fronte al fatto che i limiti attuali si possono facilmente trasformare in restrizioni inimmaginabili in un futuro (che poi troppo lontano non è) di un mondo senza risorse fossili e fissili, con le conseguenze del loro uso/abuso che potrebbero costituire un limite invalicabile per gli esseri umani che dovessero viverci dentro.

    Non si tratta solo di risorse energetiche, ma anche quello che l’abuso di risorse energetiche ha fatto e sta facendo a tutte le altre: suolo ed acqua, per esempio. Aggiungiamo il riscaldamento globale e la cosa diventa davvero spaventosa, francamente faccio fatica ad immaginare la vita in mondo del genere.

    Forse avremmo davvero bisogno di tanti bivacchi, fuochi da campo (come avevo originariamente tradotto il titolo) o discussioni intorno ad un falò (magari senza falò, meno bruciamo e meglio è) non solo per discutere, ma per renderci conto noi stessi dell’enormità di queste cose. Spesso, pur occupandocene quotidianamente, credo che nemmeno noi ci rendiamo veramente conto di cosa ci sia in gioco. Questo dipende un po’ dall’umano meccanismo di autodifesa emotiva, un po’ proprio perché non siamo in grado di comprenderne la pervasività. O almeno così è per me.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...