L’aria nuoce gravemente alla salute

Dario Faccini

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Ora è ufficiale, con tanto di comunicato stampa dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (lo IARC, un membro del WHO): la semplice respirazione dell’aria esterna ci espone a ben due agenti cancerogeni, che hanno causato nel 2010 oltre 223.000 morti nel mondo per tumore ai polmoni.

Qualcuno potrebbe osservare che questa non è una grande notizia, in fin dei conti che l’inquinamento dell’aria non fosse proprio salutare si era percepito da tempo.

La novità consiste nella natura dei due agenti cancerogeni che sono stati classificati nel Gruppo 1 (agenti per cui ci sono sufficienti evidenze scientifiche di carcinogenicità negli esseri umani): il particolato atmosferico e il “rimanente” inquinamento dell’aria.

Mentre sinora erano sempre state classificate dallo IARC specifiche sostanze o miscele che si ritrovano nell’inquinamento atmosferico, l’aria è stata ora considerata, studiata e classificata nella sua interezza, suddividendola solo in due macrocategorie. Come a dire: non importa quale sia l’origine specifica e la natura dell’inquinamento, esso è comunque dannoso, anzi cancerogeno. Non basta, nel comunicato si afferma che:

Sebbene la composizione e i livelli di inquinamento dell’aria varino drammaticamente tra varie località, le conclusioni del Gruppo di Lavoro si applicano a tutte le regioni del mondo. […]

il Dr. Kurt Straif, capo della Sezione Monografie dello IARC, afferma: “Ora sappiamo che l’inquinamento dell’aria esterna non è solo il rischio principale per la salute, ma è anche la causa ambientale dominante per le morti di cancro.”

Insomma, si afferma abbastanza esplicitamente che la principale causa di avvelenamento per la salute sia proprio l’aria.

Lo stesso Direttore dello IARC, Dr. Cristopher Wild, lascia trasparire nel comunicato stampa come il cambio di approccio sia finalizzato a mandare un forte segnale ai politici e all’opinione pubblica:

“Classificare l’inquinamento dell’aria esterna come cancerogeno per gli esseri umani è un passo importante. Ci sono modi efficaci per ridurre l’inquinamento dell’aria e, data l’entità dell’esposizione che colpisce le persone in tutto il mondo, questo report deve mandare un segnale forte alla comunità internazionale perché prenda provvedimenti senza tardare ulteriormente.”

Proprio qualche giorno fa l’Agenzia Europea per l’Ambiente ha pubblicato il rapporto Air Quality in Europe 2013 che fornisce il quadro riassuntivo della situazione della qualità dell’aria per l’Italia. In generale, emerge un trend di riduzione delle emissioni per quasi tutte le sostanze inquinanti, probabilmente legato anche alla crisi e al calo dei consumi energetici nazionali (solo per i petrolio c’è stato un calo del 42% nel periodo 2002-2012, fonte BP). I cali sono comunque (purtroppo) contenuti e la qualità dell’aria in Italia è tutt’altro che rassicurante. Nel grafico seguente si può apprezzare come una larga parte della popolazione che vive nelle città italiane sia esposta a concentrazioni degli inquinanti superiori agli obiettivi UE.

grafico aria cancro

Percentuale della popolazione urbana italiana esposta ad inquinamento atmosferico che supera gli obiettivi fissati dalla UE per la qualità dell’aria

Nello stesso grafico si osserva anche l’unico inquinante con un trend, pur oscillante, in aumento, quindi in controtendenza rispetto all’andamento generale: è il particolato che comprende la frazione dimensionale maggiore, il PM10, purtroppo proprio uno dei due nuovi agenti ora ritenuti cancerogeni dallo IARC.

In conclusione: il particolato atmosferico e l’inquinamento dell’aria sono cancerogeni ufficiali, ma mentre quest’ultimo è in diminuzione nel nostro paese, il particolato è stranamente in aumento.

Sulle cause di questo fenomeno proveremo a far luce in un prossimo post.

 

POST SCRIPTUM

E’ chiaro che l’aria in sé non sia cancerogena, quando pura, e che respirare sia una funzione fisiologica impriscindibile. L’articolo ha un taglio paradossale perché si vuole evidenziare un problema, non certo per esprimere posizioni antiscientifiche: i fumatori vengono avvisati del rischio che corrono direttamente sui pacchetti delle sigarette; i normali cittadini, che non possono scegliere se respirare o meno l’aria nelle città in cui vivono, non godono invece di altrettante tutele.

Infine per tutti coloro che pensano che sotto ci sia un complotto per fare vendere nuove auto EURO 6, 7 o N+1, vorrei invitarli a rileggere la parte finale dell’articolo in cui si chiarisce che non sembrano essere i veicoli endotermici il “nuovo” problema per la qualità dell’aria.

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14 risposte a “L’aria nuoce gravemente alla salute

  1. Questo è un atto d’accusa ufficiale all’economia basata sui combustibili fossili. Cosa succederà ora? Nulla di nulla, sia mai che si rinunci al BAU e al PIL! L’ennesima lettera morta contro la combustione di petrolio e carbone per mantenere in piedi questo spaventoso carrozzone economico globale.
    Per quanto riguarda l’aumento di particolato in Italia non c’è molto da indagare, tenuto conto che tecnologicamente non esiste filtro in grado di bloccare le particelle più minute derivate dalla combustione nei motori diesel, tenuto conto della proliferazione degli inceneritori, tenuto conto delle centrali a carbone “pulito” che sono in funzione, tenuto conto che ci sono ancora impianti termici che vanno ad olio combustibile.

  2. E’ un po la scoperta dell’acqua calda, ma vale la pena dire queste cose: far crescere ora le perdite economiche dovute al diffondersi di patologie sostanzialmente evitabili è stupido. Se proprio non ci interessa tutelare salute ed ambiente, pensiamo almeno a quanto costa tentare di curare un malato di tumore; e anche volendo (schifosamente) abbandonarlo al suo destino, a quale sarà il danno economico e sociale connesso alla perdita di una persona sana. Decisamente un interesse da poco l’avere trasformato le nostre città in camere a gas.

    • Ho paura che le cose stiano anche peggio.
      Sulle automobili si è fatta una politica di contenimento delle emissioni inquinanti, almeno per quanto riguarda gli standard minimi per ogni veicolo, e la crisi ha fatto il resto. L’aumento del PM10 sta allora denotando che c’è un’altra fonte di inquinamento in crescita. Insomma, senza rilevare il contenuto del post che seguirà, si può dire che stiamo inquinando l’aria per un “interesse” veramente “da poco”.

  3. sono d’accordo, non serve essere laureato per accorgersi della qualità della massa d’aria che respiriamo, però ti ringrazio perchè questo mi da ulteriore conferma di quello che ho sempre pensato cioè che chi corre o va in bicicletta negli orari di punta con lo scopo di “rimanere in forma” assume di fatto un numero ancora superiore di elementi cancerogeni…svegliarsi!!!!!

  4. Terenzio Longobardi

    Le polveri sottili sono prodotte prevalentemente dai motori diesel. Siccome il diesel costa meno della benzina, perchè pur avendo un prezzo industriale più elevato, è avvantaggiato dallo Stato con accise più basse, in Italia continua d esserci una sostituzione di auto a benzina con quelle diesel che compensa il minore traffico.

    • In realtà è un fenomeno poco significativo. Il traffico veicolare pesa per il 20% sulle emissioni di PM10, con un trend calante almeno sino al 2011.

      Per informazioni:
      Informative Inventory Report 2013 dell’Ispra pag 70, TAB 3.1

      • Che i veicoli producano masse assolute di particolato relativamente basse può andar bene; ma le concentrazioni? Un’automobile emette le sue porcherie sotto al mio naso, diversamente da una ciminiera che magari opera a 10 km di distanza. Posto che il danno risulta dalle concentrazioni (e tempi di esposizione), siamo sicuri che i particolati emessi dalle auto sotto alle nostre finestre siano davvero così poco rilevanti?

      • No, non sono irrilevanti. Ma per onestà intelettuale devo evidenziare che sono in calo. Le emissioni correlate al settore residenziale invece pesano il doppio. E sono in aumento.

  5. sono ‘scoperte’ che aprono un mondo nuovo nel panorama giuridico..perché adesso, provata la cancerogenità, il giudizio e la difesa saranno molto differenti..
    non cambia nulla per la gente..la quale, sostanzialmente, continua imperterrita nell’acquisto di mezzi endotermici (o lo programma..) e comunque sembra non essere toccata dalle tematiche ambientali che considera paradossalmente lontane..quando vive esattamente nelle città più inquinate..
    conosco persone che usano l’auto per fare 2km a/r e altri che considerano il diesel o lo scooter un modo ‘green’ per muoversi..
    un saluto.

  6. quindi come difendersi dal particolato
    per emissioni residenziali?
    Termovalorizzatori in primis ?

    • Una difesa completa non è possibile. Si può però mitigare l’esposizione con una soluzione impiantistica e qualche buona abitudine di gestione dell’abitazione, ad esempio cambiare l’aria tra mezzogiorno e le due, un momento in cui, in inverno, è minimo l’effetto dell’inversione termica. Ne parlerò in post successivi (se trovo il tempo per scriverli).

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