Apocalisse XP: guida operativa.

Di Dario Faccini

adotta un pc dalla discarica

Hai un PC con XP a casa? Lo utilizzi a lavoro? Oppure semplicemente ti da fastidio l’idea di milioni di PC funzionanti che verranno buttati via, e in parte ricomprati con soldi pubblici? In questo articolo spieghiamo passo passo proprio come puoi facilmente contribuire a fermare questa immane “Apocalisse dello Spreco”.

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Abbiamo creato un certo subbuglio in rete con l’articolo: Come fermare l’Apocalisse XP (XPocalypse). Le reazioni più frequenti sono state un certo timore, tra chi non era informato del problema, e l’irritazione per le conseguenze economiche ed ambientali che abbiamo messo in luce.

Come promesso ecco quindi la Guida Operativa e le iniziative che stiamo mettendo in campo:

1. Innanzitutto puoi firmare una petizione che chiede al Governo e al Parlamento di impedire che i 700.000 computer delle Pubbliche Amministrazioni vengano rottamati e vengano spesi circa 250 milioni di euro per comprarne dei nuovi[1]. La petizione propone di sostituire Windows XP con software libero, come Linux, che oltre ad essere equivalente e gratuito, è più sicuro e non richiede il successivo acquisto di licenze per antivirus e programmi d’ufficio.  La firma non porta via più di 10 secondi e puoi farla da qui: AVAAZ.

In caso contrario, la rottamazione di quei computer è cosa certa dall’8 ottobre 2014 poiché, per il codice della Privacy, non possono essere utilizzati software (come Windows XP) che non vengono aggiornati da più di 6 mesi (e l’ultimo aggiornamento sarà rilasciato proprio l’8 Aprile). Siccome è probabile che la campagna di sostituzioni nelle Pubbliche Amministrazioni inizi vari mesi prima, e considerando i tempi lunghi della politica, è importante diffondere e firmare subito la petizione.

2. Per chi utilizza un PC con Windows XP, il secondo consiglio è: dall’8 Aprile aspettare almeno un mese prima di far qualsiasi cosa. Non c’è fretta. Innanzitutto è sempre possibile che a Maggio la Microsoft ci ripensi e continui a rilasciare gli aggiornamenti. In secondo luogo, proprio dal 17 Aprile uscirà la nuova versione, la 14.04, di Ubuntu (una distribuzione di Linux) che durerà per 5 anni, insieme alle sue derivate leggere Xubuntu e Lubuntu, ottime per sostituire Windows XP.

Attorno all’8 maggio daremo quindi ulteriori informazioni, con le indicazioni per migrare da Windows XP a Linux. Per quella data dovrebbero essere infatti disponibili varie versioni di Linux (alcune derivate proprio da Xubuntu e Lubuntu) aggiornate e personalizzate per “assomigliare” a Windows XP, facilitandone l’uso per i nuovi utenti. Anche noi di ASPO Italia proveremo a prepararne una.

Chi non vuole aspettare, può comunque seguire le indicazioni che abbiamo dato nel precedente articolo.

3. L’Apocalisse XP coinvolge solo i computer con Windows XP. Se non si è sicuro se questo sia il proprio caso, si può avviare il programma “Microsoft System Information” in uno dei due seguenti modi:

  • Cliccare sul pulsante di “START” (in basso a sinistra), poi cliccare su “ESEGUI” (o “RUN”), digitare nella casella di testo che appare il testo “msinfo32.exe” e poi premere INVIO.
  • Oppure, cliccare sul pulsante di “START” (in basso a sinistra), poi in “TUTTI I PROGRAMMI”, in “ACCESSORI” ed infine in “UTILITA’ DI SISTEMA”, qui avviare la voce “MICROSOFT SYSTEM INFORMATION”.

Se non riuscite ad eseguire la seconda procedura è probabile che non abbiate Windows XP. Se invece siete riusciti, allora verificate se nella riga che riporta “Nome SO” ci sia scritto o meno “Windows XP”.

4. Ribadiamo che se il computer con XP non è mai connesso in una rete o ad internet,e l’uso è privato, allora non ci sono problemi e si può continuare ad utilizzarlo con una certa tranquillità.

5. Dopo l’8 aprile è bene prendere qualche precauzione standard:

  • effettuare periodicamente un backup (salvataggio) di tutti i file e le cartelle importanti su chiavetta, CD/DVD o disco fisso esterno, nel caso in cui questa procedura non venga già svolta in automatico;
  • abbandonare l’uso di Internet Explorer (per navigare su Internet) e passare a Google Chrome, che è più sicuro e si può installare rapidamente da qui;
  • mantenere aggiornato il proprio antivirus e dotarsi anche di un antimalware, come MalwareBytes (installare la versione gratuita);

6. A chi decidesse, per qualsiasi motivo, di disfarsi del PC, anche per conferirlo all’isola ecologica, è bene che cancelli, in modo che siano irrecuperabili, tutte le cartelle che contengono dati personali propri e altrui dal disco fisso interno. Questa procedura normalmente non è disponibile in Windows XP: cancellare file e cartelle, svuotare il cestino o formattare il disco fisso, non sono operazioni che cancellano veramente i dati; semplicemente ne rendono più o meno difficile il recupero, che rimane comunque possibile.

Per effettuare una vera cancellazione si deve ricorrere a programmi appositi, ce ne sono vari, come ad esempio quello citato in questa guida.

7. Se il computer in questione è ad uso privato, si può anche decidere di continuare ad usarlo con Windows XP collegato da Internet. In tal caso va ricordato che progressivamente verrà interrotto il supporto anche degli altri programmi: gli antivirus, i browser che permettono di navigare e i software per ufficio. Oltre ad andare incontro a rischi crescenti di furto dei dati e utilizzo illecito del proprio pc da parte di terzi ignoti, è probabile che prima o poi questi programmi cessino in tutto o in parte di funzionare.

Infine una nota finale: a qualcuno potrebbe sembrare strano che un’Associazione Scientifica come la nostra, nata per occuparsi di problematiche energetiche ed ambientali, si dia da fare anche in campo informatico. La suddivisione in ambiti e temi dei problemi è però sempre stata estranea alla nostra Associazione, che ha sempre trattato le problematiche sotto molteplici punti di vista. In questo caso riconosciamo al software libero (LINUX) il ruolo di una vera e propria “tecnologia energetica”, in quanto il suo uso permette il prolungamento della vita dell’hardware.

Fine.

[1] Le stime sono effettuate considerando circa 3,4 milioni di dipendenti pubblici, con un fattore di copertura di PC in dotazione pari a circa 0,7 per dipendente (si utilizza lo stesso fattore rilevato nelle amministrazioni provinciali) e una percentuale che utilizza Windows XP del 30% circa (più o meno quella mondiale, citata nel nostro precedente articolo). Il costo di sostituzione è ipotizzato di soli 350 euro per l’acquisto di un nuovo PC, cui andrebbero aggiunti i costi di licenze per antivirus e programmi di ufficio.

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4 risposte a “Apocalisse XP: guida operativa.

  1. In teoria esiste un decreto che obbliga la PA a migrare (Decreto Sviluppo 2012 – Misure urgenti per l’agenda digitale e la trasparenza nella pubblica amministrazione).

    10. Il comma 1 dell’articolo 68 del codice dell’amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e’ sostituito dal seguente: «1. Le pubbliche amministrazioni acquisiscono programmi informatici o parti di essi a seguito di una valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico tra le seguenti soluzioni disponibili sul mercato:
    a) software sviluppato per conto della pubblica amministrazione;
    b) riutilizzo di software o parti di esso sviluppati per conto della pubblica amministrazione;
    c) software libero o a codice sorgente aperto;
    d) software combinazione delle precedenti soluzioni.
    Solo quando la valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico dimostri l’impossibilita’ di accedere a soluzioni open source o gia’ sviluppate all’interno della pubblica amministrazione ad un prezzo inferiore, e’ consentita l’acquisizione di programmi informatici di tipo proprietario mediante ricorso a licenza d’uso.
    La valutazione di cui al presente comma e’ effettuata secondo le modalita’ e i criteri definiti dall’Agenzia per l’Italia Digitale, che, a richiesta di soggetti interessati, esprime altresi’ parere circa il loro rispetto»

    La Circolare 63/2013 dovrebbe finalmente avviare il reale processo di migrazione al software libero nelle pubbliche amministrazioni.

    L’Agenzia per l’Italia Digitale ha radunato degli esperti di software open source oltre a vari rappresentati di enti pubblici, aziende e portavoce delle principali community del software libero tra cui Italo Vignoli, fondatore e membro del consiglio di amministrazione di The Document Foundation e membro della community LibreOffice, Stefano Zacchiroli, professore universitario, referente della community Debian, Carlo Piana, avvocato, referente della Free Software Foundation Europe, Domenico Pugliese di IBM, Andrea Zinno di Oracle, e molti altri ancora.

    Per maggiori informazioni da questo link potete scaricare il pdf della Circolare 63/2013 rilasciata dall’Agenzia per l’Italia Digitale

    http://www.agid.gov.it/sites/default/files/linee_guida/circolare_agid_63-2013_linee_guida_art_68_del_cad_ver_13_b.pdf

    si veda inoltre l’ intervista a Stefano Zacchiroli nel blog mysolutionpost.it fonte del nostro articolo.

    • Grazie per il commento informativo.
      L’idea della petizione citata nel nostro articolo è quella di accellerare e rendere più cogente il vincolo all’uso dell’Open Source.
      Il fatto che ci siano voluti 8 anni per arrivare ad una circolare che “dovrebbe finalmente avviare il reale processo di migrazione al software libero nelle pubbliche amministrazioni” è emblematico. Così come l’uso del condizionale.
      Le linee Guida contenute nella circolare sono ben fatte, ma il loro uso è possibile solo per amministrazioni che soddisfano contemporaneamente due requisiti:
      1) ampie risorse: le linee guida son infatti ben 70 pagine, nessuna scuola o piccolo comune avrà mai il personale per metterle in pratica;
      2) una certa volontà per provare nuove strade; il rischio che si provi “a fare come si è sempre fatto” sembra davvero molto elevato in mancanza di una normativa più vincolante. Infatti le Linee Guida assegnano solo una preferenza al Software Libero rispetto a quello commerciale.
      Tra l’altro, si corre il serio rischio che le PA si ritrovino tra qualche mese senza indicazioni precise e procedano alla sostituzione dei computer con Windows XP con nuove macchine sfruttando le pieghe dei bilanci disponibili.

      Lo stesso articolo da Lei suggerito termina con:

      Questo però non compensa l’assenza di una volontà politica di migrare al software libero, nel breve/medio termine, l’enorme quantità di software proprietario presente oggi nella PA. In questo senso il confronto con il caso francese che conosco bene è piuttosto triste: in Francia hanno una legislazione meno avanzata della nostra, ma sono molto più avanti sia nella prassi tecnica che nella volontà politica di migrare.

      Il secondo problema è tipicamente italiano. Ora che abbiamo una buona normativa sull’argomento, la prassi seguirà? Oppure abbonderanno i tentativi di applicarla in maniera “furbetta,” quando non addirittura di ignorarla, contando sull’impunità o sulle lungaggini della nostra giustizia?

      Crediamo quindi che sia necessaria una indicazione politica chiara, che accelleri e renda cogente il passaggio al Software Libero nelle Pubbliche Amministrazioni con interventi normativi ad hoc per l’uscita di scena di Windows XP. In mancanza di questo, è molto probabile che tra un anno faremo i conti di quante risorse sarà costato alla collettività il ricomprare centinaia di migliaia di nuovi computer.

  2. Ho firmato la petizione su Avaaz. L’idea che ASPO si occupi anche degli aspetti energetici dell’informatica mi sembra giusta, anche se lo dico non facendone parte. Al posto di Google Chrome è anche possibile installare Mozilla Firefox, che è il mio browser preferito.

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