Burro o Cannoni

Di Luca Pardi

burro o cannoni

Quando i ministri parlano di produzione ‘sostenibile’ di cannoni con quell’attributo magico[…] vogliono convincerci che sia possibile avere la botte piena e la moglie ubriaca.

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L’argomento dello sfruttamento delle risorse nazionali è, evidentemente, un argomento caldo. L’ha ripreso il ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi nel suo intervento all’assemblea di Confindustria di qualche giorno fa. Presentando il pacchetto energia che dovrebbe tagliare del 10% la bolletta energetica alle imprese, oltre a promettere il decreto che taglia gli incentivi alle rinnovabili, si dichiara favorevole alla ripresa della ricerca e dello sfruttamento degli idrocarburi nazionali. L’intervento direttamente politico della ministra segue quello, più accademico, del prof. Prodi di due settimane prima. Come sanno i lettori di questo blog, fra l’intervento di Prodi e quello del ministro Guidi ho avuto l’opportunità di intervenire nella trasmissione Ambiente-Italia di RAI3 condotta da Giuseppe Rovera, rappresentando la posizione di ASPO-Italia. Nell’intervento della ministra c’è traccia di questa posizione. In Confindustria Federica Guidi, fra l’altro, si sente in obbligo di dire che “Non mi appassiona molto l’impostazione data al dibattito sulla ricchezza nel nostro sottosuolo. Il problema non è capire se le risorse disponibili sono o non sono molte. Il problema, al contrario, è sfruttarle appieno”. Dunque il ministro ci deve aver ascoltati. E non è poco.

Il nostro problema non è ovviamente occuparci delle passioni della ministra. Il nostro problema è che i cittadini siano informati sulla realtà dei problemi energetici e che basino il loro consenso su questa realtà e non sull’attività di Pubbliche Relazioni messe in campo dall’industria petrolifera. Non c’è quasi nulla di male nell’attività di lobbying, purché sia esplicita.

La realtà l’abbiamo già spiegata, ma volentieri ci ripetiamo. La produzione nazionale di idrocarburi può essere aumentata, non sappiamo se possa essere raddoppiata, ma sicuramente può essere aumentata. Per alcuni anni. Se fossimo in grado di estrarre tutte le risorse definite “certe” di petrolio (cioè estraibili con una probabilità del 90% secondo la definizione tecnica) queste coprirebbero il fabbisogno nazionale per tre anni. Questo è, chiaramente, un caso limite. Infatti il petrolio, come il gas e ogni altra risorsa del sottosuolo, non si va a prendere come si prende una bottiglia di vino in cantina. La produzione annuale attuale di petrolio, pari a 5,4 Milioni di tonnellate(Mt) copre circa il 9% del fabbisogno annuo. Le riserve certe ammontano a circa 190 Mt (tre anni di consumi). Se raddoppiandola portassimo la produzione a 11 Mt, copriremmo il 18% dei consumi per 17 anni. Questo per il petrolio, nel caso del gas le quantità sono minori.

Come ha spiegato Leonardo Berlen su Qualenergia.it, queste quantità in effetti non andrebbero a coprire direttamente il consumo nazionale, ma figurerebbero con un segno positivo nella bilancia commerciale del paese.

Non abbiamo dubbi sul fatto che in questa eventuale operazione di innalzamento della produzione ci siano dei benefici per qualcuno. Il problema sono i costi. Nei corsi di macroeconomia dell’Istituto Tecnico Commerciale, per spiegare le scelte produttive di un paese, si fa ricorso al famoso caso del paese che produce solo burro o cannoni. Si definisce costo opportunità la quantità di burro cui si rinuncia per produrre più cannoni e viceversa. L’Italia ha il suo burro, il turismo attratto dalle bellezze naturali e artistiche, dalla salute (residuale) dei sui mari e del suo territorio, i cannoni sono le trivelle, le piattaforme, i rigassificatori, i gasdotti. Quando i ministri parlano di produzione sostenibile di cannoni con quell’attributo magico, vorrebbero farci credere che sia possibile non pagare il costo opportunità, in pratica vogliono convincerci che sia possibile avere la botte piena e la moglie ubriaca.

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2 risposte a “Burro o Cannoni

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