Assemblea 2015: nel bene e nel male

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Conclusa l’assemblea annuale dei soci di ASPO Italia, si tirano le somme di un altro anno. Aspetti positivi e negativi si rincorrono.

Di Dario Faccini

La foto è eloquente: ci mancano le donne.

Mentre tre anni fa, all’assemblea straordinaria tenutasi a Cremona, erano presenti ben quattro componenti del gentil sesso, quest’anno non ce n’era neppure una. Chissà perché l’energia, l’economia, il clima e l’ambiente sono per lo più appannaggio dei maschietti. Forse è un motivo in più per i pasticci in più in cui ci troviamo. Negativo.

Ci siamo contati, parlati e confrontati. ASPO Italia rimane un’associazione solida, con i membri uniti, nonostante le distanze geografiche, un forte spirito di collaborazione che con il tempo diventa amicizia personale, e un’ottima autocritica interna. Molto positivo. (No, la birra non centra)

Abbiamo eletto le nuove cariche (Presidente, Vicepresidente, Segretario e Tesoriere), riconfermando i soci dimissionari, il cui lavoro svolto sinora è stato apprezzato. Positivo.

In particolare è stato apprezzato il lavoro del Tesoriere, che ancora non è fuggito in un paradiso tropicale con la cassa dell’associazione. Molto positivo🙂

C’era chi vociferava però che stia solo aspettando che la cassa, storicamente magra, arrivi almeno a livello per pagarsi il viaggio aereo. 🙂 Per scongiurare qualsiasi tentazione abbiamo deciso quindi di drenare una parte della liquidità per organizzare una conferenza ed acquistare riviste e libri di settore. Positivo. 

Il pranzo sociale è stato particolarmente apprezzato. Positivo. (Ancor no, la birra non centra, o meglio, centra solo in parte).

Purtroppo il Tesoriere si è categoricamente rifiutato di pagare il pranzo con gli ultimi spiccioli rimasti in cassa, adducendo scuse manifestamente false come l’osservazione che il conto era più alto della somma a disposizione. Si è aperta quindi una dotta discussione su metodi di pagamento alternativi. Sono giunte varie proposte denominate “Alla Portoghese” e “Alla Catanese”. La discussione è degenerata rapidamente perché ciascuno portava all’attenzione una variante di pagamento che gli era geograficamente famigliare. Curiosamente tutte necessitavano di una certa prestanza atletica per sostenere una corsa più o meno lunga. La comparsa improvvisa del cuoco, un energumeno truce dotato di grosso mattarello, ha permesso infine di convergere immediatamente su un metodo di pagamento standard che implicava l’uso delle risorse finanziare personali. Negativo. 🙂

Sul piano delle impressioni delle tendenze che si stanno evidenziando a livello nazionale e globale, si sono succeduti vari confronti interni. Complessivamente ci siamo trovati concordi nel rilevare che l’interesse del grande pubblico italiano per le tematiche dell’esaurimento delle risorse primarie, del clima, dell’alterazione dei servizi ecologici, è stazionario. La trasmissione Scala Mercalli, con il suo taglio innovativo e il rigore con cui ha trattato gli stessi temi portati avanti da ASPO Italia, ha ottenuto ottimi risultati in termini di ascolti, ma non ha risvegliato l’ondata di preoccupazione e curiosità che ci si poteva attendere. Come è stato rilevato all’assemblea:

Scala Mercalli è stato il momento in cui contarsi. Siamo circa un milione.

L’impressione condivisa è che nonostante tutti gli sforzi di sensibilizzazione che possiamo profondere, la collettività inizierà a prendere davvero coscienza dei grandi problemi quando inizieranno ad impattare in modo manifesto sulla vita quotidiana.  Sperando che allora non sia troppo tardi. Molto Negativo.

Sul tema della lotta dei cambiamenti climatici, portata avanti a livello sovranazionale, si inizia invece a registrare qualche timido segnale incoraggiante. In particolare sta passando un messaggio molto chiaro sui mercati finanziari: gli investimenti nel settore delle energie fossili, oltre che essere eticamente improponibili, comportano anche un certo rischio di essere in economicamente svantaggiosi proprie per le politiche globali che vengono discusse e che, se attuate, riorienterebbero il panorama energetico verso un calo progressivo dei consumi da fonti fossili. Un discorso di pura convenienza economica quindi. Comunque positivo.

Sul fronte delle “cose da fare” a livello associativo le proposte non sono mancate. Oltre alla continuazione delle attività di sensibilizzazione e analisi già avviate, si è deciso di:

  • studiare il TTIP per capire come potrebbe impattare a livello energetico ed ambientale qualora dovesse essere approvato;
  • approfondire i presupposti su cui si basa la strategia nazionale di estrazione delle risorse di idrocarburi;
  • analizzare meglio alcune tendenze sociali globali come l’aumento delle differenze di reddito, delle migrazioni e delle guerre;
  • creare maggiore sinergia con realtà e proposte provenienti da aree affini ad ASPO, come l’adozione dell’indice BES al posto del PIL e i comitati locali preoccupati dell’intensificazione dell’estrazione di petrolio e gas;

Decisamente positivo. Sperando di avere le forze e il tempo per fare tutto.

C’è poi in dirittura di arrivo una iniziativa targata ASPO Polonia in cui ASPO Italia ha dato un contributo importante.

Non vogliamo rovinarvi la sorpresa, per cui ce la giocheremo quando sarà pronta.

Ora abbiamo un altro anno davanti. E’ tempo di ripartire con atteggiamento positivo.

Ah!

Naturalmente, ogni aiuto, anche esterno, è bene accetto.

 

 

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2 risposte a “Assemblea 2015: nel bene e nel male

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