Asfaltiamo tutto

highway

…c’è chi ne gioirebbe.

Di Luca Pardi

Sul Sole 24 ore del 12 giugno 2015 un articolo, per altri versi interessante di Guido Gentili, di commento alla relazione annuale della Corte dei Conti si conclude con un post scriptum a prima vista sorprendente, in cui l’editorialista si rammarica del fatto che: “nel 1990 l’Italia aveva 5317,4 Km di autostrade, nel 2014 erano 5855. La Francia disponeva nel 1990 di 5489 Km che sono diventati 9048 nel 2014”.

Gentili ignora che l’Italia disponeva e dispone tuttora di circa 301mila Km quadrati di territorio da confrontare con i 544mila della Francia (conto solo la Francia metropolitana) il che ci permette di dire che l’Italia è passata da una densità autostradale di 18 Km per ogni 1000 Km quadrati (un quadrato di poco più di 30 Km di lato) ad una di 19 Km/100Kmq. La Francia è passata da una densità di 10 Km/1000Kmq ad una di 16. Ma non basta l’Italia ha un territorio nel quale la parte montagnosa è del 35,2% quella collinare del 41,6% e quella pianeggiante del 23,2%. La Francia ha invece un territorio che per 2/3 (67%) è pianeggiante.

Non viene in mente all’editorialista del Sole che vi siano fenomeni di saturazione?

La sorpresa sul post scriptum di Gentili è cancellata dal fatto che ieri Banca d’Italia ha bacchettato i concessionari dei servizi autostradali perché hanno aumentato le tariffe, come da contratto, senza invece soddisfare l’obbligo di investire nell’adeguamento e potenziamento della rete. Per soddisfare il crescente bisogno di mobilità del nostro paese si potrebbe proporre di asfaltare interamente il territorio e lasciare che persone e merci si muovano liberamente come in mare stabilendo le rotte e utilizzando bussole e radar.

Geniale!

Ripresa economica assicurata.

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5 risposte a “Asfaltiamo tutto

  1. Vedo molta fiducia in giro..gente che acquista..che crede nella ripresa..che si entusiasma per un’autostrada o un aeroporto in più ecc..
    credo purtroppo che, proprio a causa di quello che dice lei, dott., l’Italia sarà in notevole difficoltà quando ci sarà la necessità di affrancarsi definitivamente da petrolio, asfalto ed edilizia ovunque..
    ci sarà declino e non riconversione..miseria e non adattamento graduale..
    spero di sbagliarmi..
    un saluto.
    stefano

  2. Ma dico io, questi che scrivono su Il Sole 24Ore” è possibile che non riescano a fare considerazioni che sono così banali? Poi si meravigliano che quando piovono quattro gocce dal cielo s’allaga mezza Italia. Come tutti gli economisti, che credono infinita la crescita economica in un mondo che infinito non è !!”

  3. Cosa si puo’ pretendere dal giornale di confindustria (con la ‘c’ minuscola)? Per loro la crescita è un obiettivo irrinunciabile…

  4. Tira una brutta aria per molte ragioni, e a Confindustria lo sanno bene. Delrio si diverte a cancellare montagne di opere – inutili – mentre i soldi da spenderci su svaniscono rapidamente. E’ abbastanza ovvio che la lobby del cemento faccia pressione per invertire questa tendenza. Chi glie lo spiega che non c’è più niente da fare?

  5. Pingback: L’anno passato, insieme | Risorse Economia Ambiente

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