“La crescita verde” è una grande mistificazione

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Sono ancora relativamente poco numerose le persone che ritengono utile e necessario abbandonare l’estrazione e l’impiego dei combustibili fossili per tentare di frenare e se possibile fermare l’aumento dei gas serra e limitare così le inevitabili conseguenze.

Di Mirco Rossi

Tra di esse si riscontra in generale una fiducia totale nell’apporto risolutivo delle nuove energie rinnovabili, in particolare eolico e fotovoltaico. Una fiducia a ben guardare eccessiva che supera, e di molto, le effettive reali potenzialità di queste nuove sorgenti di energia. Così come con troppa enfasi si promuove il riciclaggio e si commentano i suoi risultati.

Per la stragrande maggioranza del popolo della “crescita sostenibile” e della ”economia verde” un forte sviluppo delle rinnovabili, la diffusione del riciclaggio e di qualche buona pratica quotidiana potrebbero garantire, in alternativa all’uso dei combustibili fossili, il mantenimento di uno stile di vita simile all’attuale nei paesi ricchi e anche la sua diffusione nel resto del mondo.

La positività dell’apporto delle nuove fonti e di comportamenti virtuosi non è in discussione, ma quell’obiettivo non è realistico, purtroppo.

“In realtà, lo sviluppo delle energie rinnovabili non permette, e non permetterà, di mantenere il nostro livello impressionante di dispendio energetico e di assorbire la continua crescita del nostro consumo di materiale”.

Ce lo ricorda con questa sua recente intervista in lingua francese, Philippe Bihouix che mette in guardia dal crescente esaurimento delle risorse metalliche.

Sul sito di ASPO Italia è disponibile la traduzione in italiano.

Buona lettura.

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6 risposte a ““La crescita verde” è una grande mistificazione

  1. Articolo interessantissimo. Grazie Mirco e grazie Dario. Leo

  2. Che bisognerebbe fare allora? per il sottoscritto lo “sviluppo delle rinnovabili, la diffusione del riciclaggio e di qualche buona pratica quotidiana” non mi garantirebbe affatto uno stile di vita da ricco, semmai qualche punto di salute in più e qualche risparmio per non ammazzarsi di fatica nel tentativo di far fronte alle spese crescenti, altro che stile di vita da ricco! Io sono per le Rinnovabili+RiciclaggioRifiuti+RiduzioneTenoreDiVitaALivelliUmani.

  3. x Galanti: Non è che quelle azioni non si debbano fare. Il fatto è che se possono in qualche modo rispondere a limitate esigenze etiche ed economiche individuali e magari anche ambientali a livello locale, risultano complessivamente del tutto inadeguate ed insufficienti a livello generale. La questione andrebbe affrontata con l’abbandono dell’idea della crescita continua, e cioè con un cambio generale di paradigma da parte di tutta la società ricca che traina e suggerisce il crescente consumo di tutte le risorse presenti in quantità limitata sul pianeta. Questa impostazione è illogica, immorale, ingiusta e non può certo essere considerata duratura.

  4. Infatti, che la si chiami “verde” o le si appioppi qualsiasi altro aggettivo, sempre di crescita fisica, materiale, si tratta.
    Nessuna crescita può essere completamente smaterializzata e diventare immateriale.Ma può essere vissuta con un dispendio minimo d’energia e di materia ed informazione, questo sì.Per far questo abbiamo imparato da millenni una quantità stupefacente di astuzie, di trucchi ingegnosi.
    Questa riduzione al minino indispensabile può ancora essere fatta, ma stiamo sprecando tempo prezioso, trastullandoci con illusioni, pensieri magici d’ogni genere.
    Parlo al plurare, necessariamente.
    Anche chi pensi di isolarsi dal mondo non fa che illudersi.
    Anche chi ritiene che una catastrofe planetaria sia inevitabile e pure desiderabile, mente a sè stesso.
    Mai come in questo evo siamo stati artefici della nostra salvezza o della nostra perdizione.
    Amleto ci sorride dal luogo dove altre leggi fisiche reggono l’esistenza
    “Volete esistere o non piu?
    Questo non è un problema, è una scelta”.

    Marco Sclarandis

  5. Pingback: L’anno passato, insieme | Risorse Economia Ambiente

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