Autoconsumo elettrico for dummies

photovoltaic

Una risposta all’attuale crisi per un rilancio dell’economia locale. Una breve carrellata del funzionamento e dei vantaggi dell’autoconsumo elettrico.

Di Federico Tarantino

E’ molto facile rileggere la duratura crisi culturale ed economica che l’Europa sta attraversando in chiave energetica. Consumi di gas ed elettricità in calo vertiginoso, vicini ai valori del 1990 per il gas e dell’anno 2000 per l’energia elettrica. In particolar modo i consumi di energia elettrica si stanno riducendo grazie all’introduzione nel sistema elettrico attuale dell’efficienza energetica e della parsimonia degli utenti finali, ovvero i consumatori o utilizzatori. Siamo quindi in una fase netta di decrescita forzata, anche se i decisori politici e i guardiani del vecchio regime continuano a parlare di crescita sostenibile o di uscita dalla crisi, dimostrando la loro lontananza dal tessuto locale e dagli aspetti puramente di natura fisica della società umana. Nonostante il prezzo della materia prima energia elettrica sia in calo, assistiamo a degli aumenti costanti del prezzo finale del kWh per gli utenti finali (settore residenziale ed altri usi), con punte di 50 cEuro/kWh nei casi più sfavorevoli.

1. CHE COSA E’ L’AUTOCONSUMO DI ENERGIA ELETTRICA

L’autoconsumo con lo scambio sul posto (in seguito chiamato autoconsumo) è l’installazione da parte di privati, imprese, industrie di ogni tipo, organismi pubblici, scuole, alberghi, stalle, ecc. di piccoli generatori di energia elettrica alimentati con fonti rinnovabili (soprattutto solare fotovoltaica e minieolica, ma anche cogenerazione). L’elettricità generata viene utilizzata (questa espressione rende meglio l’idea del primo principio della termodinamica) dal proprietario dell’installazione, iniettando nella rete di distribuzione locale solo gli eccedenti dei kWh generati.

Queste installazioni possono essere dotate di sistemi di accumulo che permettono di immagazzinare i kWh eccedenti in modo da poter essere consumati in un momento in cui non c’è produzione della fonte rinnovabile (vento o sole) e senza la necessità di consumare l’elettricità dalla rete[¹]. Per garantire continuità del servizio e dato che non in tutti i casi l’installazione potrà coprire il 100% della domanda, si continuerà ad avere un punto di connessione con la rete di distribuzione locale o POD (Point Of Delivery).

Questo movimento di energia elettrica, ovvero gli eccedenti iniettati nella rete locale e l’energia presa dalla rete stessa nei momenti senza disponibilità di autoproduzione, è ciò che permette di calcolare lo Scambio Sul Posto (SSP). Si misura con contatori bidirezionali ed omologati configurati secondo la normativa vigente. Per un corretto dimensionamento dell’impianto fotovoltaico ed ottenere così una minimizzazione del tempo di ritorno dell’investimento è necessario effettuare previamente uno studio delle necessità elettriche del cliente ovvero, come minimo, il fabbisogno annuale di energia elettrica ed il profilo quotidiano tipico.

2. CHI PUO’ USUFRUIRE DELL’AUTOCONSUMO ELETTRICO

L’autoconsumo è in linea di principio adatto a chiunque possegga un contatore elettrico con un numero POD connesso alla rete di distribuzione locale e di proprietà del gestore di rete (Enel spa, Hera spa, A2A spa, ecc.). Quindi qualsiasi persona fisica o giuridica può auto consumare (o auto utilizzare) l’energia elettrica proveniente da installazioni collocate sulle sue proprietà o superfici con diritto di uso. Tali soggetti giuridici possono essere privati, imprese, industrie, organismi pubblici, scuole, alberghi, ospedali, banche, aziende agricole, cooperative, associazioni, comunità di beni e servizi, ecc. Sfortunatamente, non in tutti i casi le persone fisiche o giuridiche dispongono di tetti liberi in cui far valere l’investimento economico in una installazione fotovoltaica; in questo caso l’utente può comunque scegliere un fornitore più etico di elettricità che sia 100% rinnovabile e verde.

3. I VANTAGGI ECONOMICI DELL’AUTOCONSUMO

A. PER I PRIVATI, SETTORE RESIDENZIALE

Riduzione immediata della bolletta elettrica, specialmente se si aumenta l’utilizzo dell’energia elettrica nelle ore diurne. In questo caso la tariffa bioraria perde senso; già adesso grazie alla forte penetrazione del solare fotovoltaico nel mercato elettrico la tariffa bioraria ha perso il vantaggio economico di una volta.

Per ogni kWh auto consumato si andranno a ridurre le seguenti voci della bolletta: quota energia (energia + dispacciamento), quota variabile, Iva 10%, accise in alcuni casi. Il tempo di ritorno stimato per il settore residenziale è di circa 8 anni.

B. PER LE IMPRESE, ESCLUSO IL SETTORE MANUFATTURIERO

Per le imprese e la piccola industria l’autoconsumo è garanzia di prezzi dell’energia più bassi, controllabili e stabili per un periodo di 25 anni, in modo da incrementare la loro competitività. E’ anche una opportunità per il rilancio del mercato locale, generando un indotto che svilupperà innovazione e nuovi modelli di business.

Per le imprese che pagano l’elettricità più di 0,30 Euro/kWh l’autoconsumo è una opportunità da non sottovalutare, considerando che l’energia elettrica è un costo fisso che incide dal 3% al 15% del fatturato; in taluni casi si ottiene un tempo di ritorno dell’investimento minore di 8 anni.

4. I VANTAGGI SOCIALI DELL’AUTOCONSUMO

L’autoconsumo è:

  • Risparmio diretto di energia primaria (gas, petrolio, carbone, nucleare) consumata;

  • Generazione elettrica rinnovabile, promotrice di un modello di generazione distribuito e democratico;

  • Diminuzione delle esternalità negative che ricadono sulla collettività prodotte dalla combustione dei combustibili fossili per la produzione di energia elettrica;

  • Aumento diretto dell’efficienza del sistema elettrico dovuto alla riduzione delle perdite nella rete di distribuzione e di trasporto;

  • Creazione di migliaia di posti lavoro qualificato (studi di ingegneria, Energy Service Company ed imprese installatrici), proprio quelli che mancano all’Italia;

  • Nascita di nuove piccole imprese o start up innovative;

  • Apporto immediato di IVA per le casse degli Stati membri.

CONCLUSIONI

I bassi prezzi dei moduli fotovoltaici e il know how acquisito durante i vari Conto Energia in Italia e attraverso la feed in tariff negli altri Paesi membri rendono tale soluzione alla portata di tutte le persone, di ogni età, sesso ed estratto sociale.

Lascio quindi l’argomento Autoconsumo Elettrico con uno spunto di riflessione chiamiamolo liberista: perché lasciare principalmente ai grandi investitori un nuovo settore che ha così tanti benefici locali e sociali? La liberalizzazione del settore elettrico permette ora a chiunque, anche ai privati, di scegliere quale fonte di energia elettrica utilizzare, e averne persino una propria.

Il futuro è già qui. Ma ancora dobbiamo rendercene conto.

Note

[1] Dopo la delibera dell’Autorità del 574/2014, e le modifiche alle norme CEI 0-16 e 0-21, accumulo ed autoconsumo per impianti connessi in rete sono permessi e normati.

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2 risposte a “Autoconsumo elettrico for dummies

  1. Pingback: L’anno passato, insieme | Risorse Economia Ambiente

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