Impepata di cozze e vongole contro il global warming

TESTATA bivalvi

Tempo fa mi è capitato di ascoltare una relazione del prof. Ravagnan dell’Università di Cà Foscari sul ruolo effettivo e potenziale degli organismi bivalvi nell’alimentazione umana e … nella lotta al cambiamento climatico.

Di Mirco Rossi

Mi ha sorpreso la linearità delle argomentazioni che, nella loro semplicità e razionalità, restano totalmente misconosciute ai più. Ho quindi ritenuto di confezionare un breve post utilizzando alcune immagini gentilmente concessemi dal prof. Ravagnan, a qualcuna delle quali ho apportato lievi modifiche estetiche.

Si tratta di un alimento a basso costo, di cui per legge è nota la tracciabilità di tutta la filiera, che fornisce buone quantità di proteine ad alto valore biologico, lipidi polinsaturi (“buoni”), vitamine del gruppo B e minerali quali ferro emico, iodio, zinco e selenio. Se qualche preoccupazione può venire dal contenuto di colesterolo, i 100-150 mg contenuti in una porzione da 100 g di parte edibile rappresentano metà dell’apporto medio quotidiano da cibo a fronte dei 600-1000 mg che una persona adulta sintetizza comunque ogni giorno.

04 Mitili 1

Non va dimenticato che si tratta di forme di vita che stanno alla base della piramide marina, ben più “efficienti”, dal lato energetico, degli organismi più evoluti di cui solitamente ci cibiamo.

06 Catena alimentare marina

Dal punto di vista ambientale i bivalvi utilizzano il bicarbonato disciolto nell’acqua per formare conchiglie di carbonato di calcio e il carbonio in forma organica per vivere, nutrendosi di fitoplancton e particolato sospeso. Non va dimenticato che la coltivazione certificata di molluschi e mitili genera crediti di carbonio negoziabili.

05 Conchiglia02 Bivalvi e carbonioIn estrema sintesi la capacità di questi organismi nel sequestrare, tramite filtraggio, in forma insolubile nelle loro valve sia il carbonio che i composti tossici disciolti nell’acqua e presenti sul fondale, rappresenta una ottima opportunità per combinare grandi potenziali alimentari con la cattura definitiva di consistenti quantità di carbonio dal mare.

03 Filtrazione07 Bivalvi e CO2

Creando nel contempo occasioni di lavoro e sviluppo di una reale economia “verde”, dalla quale potrebbe trarre vantaggio gran parte delle nostre coste.

08 Bivalvi e nutrizione

Nota a margine:

Il ruolo di sequestro di carbonio dei molluschi è naturalmente più complesso di quanto qui presentato in forma divulgativa. C’è da tenere conto del CO2 emessa per respirazione, di cui una quota per il metabolismo e la crescita dei tessuti molli, e una quota per il guscio, in cui è sequestrata il CO2. Inoltre c’è da considerare le varie interazioni a livello di ecosistema marino prodotte dagli allevamenti di molluschi, che sono ancora poco studiate.

Per maggiori informazioni si consiglia la lettura di questo articolo.

4 risposte a “Impepata di cozze e vongole contro il global warming

  1. Noto che i ricercatori, nel proporre la sostituzione della carne con i bivalvi, non dicono espressamente quanta diossina ed altre sostanze tossiche liposolubili si accumulano in questi molluschi.
    Saluti.
    S. M.

    • Purtroppo ci sono fenomeni di bioaccumulo anche nella carne, benché meno pronunciati che negli organismi “filtranti”. Man mano che si sale nelle catene trofiche diventa sempre più importante poi la biomagnificazione, che raggiunge il massimo nel tonno e in altri pesci predatori di secondo livello.

  2. Interessante. Il fenomeno di biomagnificazione esiste ovviamente dappertutto (se volete farvi una bella scorpacciata di glifosato, fatevi una bella grigliata di bistecche!). L’idea di percorrere verso il basso la catena alimentare alla ricerca di specie meno impattanti e più efficienti può rappresentare un aiuto validissimo; e ridimensiona anche i problemi di accumulo di sostanze pericolose. Tutta da studiare.

  3. Pingback: L’anno passato, insieme | Risorse Economia Ambiente

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