Più qualità istituzionale, meno fossili

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E’ vero che una maggiore qualità istituzionale rende meno dipendenti dai combustibili fossili?

Un studio che misura in modo oggettivo questa relazione.

Di Giordano Caputo

Il presente lavoro è una sintesi della tesi originale che è possibile trovare pubblicata sul sito di ASPO Italia. Ha una connotazione un pò tecnica, ma il capitolo delle conclusioni finali è scritto per un largo pubblico.

1. INTRODUZIONE

Il presente lavoro investiga il legame tra qualità istituzionale e dipendenza da beni combustibili. L’argomento che sottende l’intera tesi consta nel fatto che un ambiente istituzionale arcaico alimenta il commercio in prodotti energetici inquinanti mentre ostacola lo sviluppo del settore delle fonti rinnovabili.

La qualità istituzionale è misurata attraverso il riferimento più diffuso in letteratura, gli World Governance Indicators: si tratta di un indice composito a carattere soggettivo. Inoltre, una serie di variabli di controllo viene inserita al fine di tenere in considerazione le determinanti classiche del commercio internazionale. L’analisi è condotta su due livelli separati ma paralleli, distinguendo tra importazioni ed esportazioni e giungendo così a conclusioni distinte.

L’argomento che il presente lavoro intende dimostrare è che il miglioramento dell’assetto istituzionale costituisce una politica effettiva per la riduzione, da un lato, della dipendenza economica da fonti non rinnovabili per i paesi esportatori e, dall’altro, di quella energetica per paesi importatori.

2. IL CONCETTO DI ISTITUZIONE

L’adozione del termine istituzione si diffonde in letteratura all’inizio del secolo scorso in ragione della sua crescente importanza nel mondo accademico. Una precisa definizione del termine ci è fornita da Geoffrey Hodgson, Professore alla University of Hertfordshire, in uno dei suoi lavori più conosciuti, How economics forgot history: “In sostanza, le istituzioni sono un sistema duraturo di norme sociali e convenzioni che strutturano le interazioni sociali”. Esempi posso essere il linguaggio, le buone maniere, le leggi e tutte le regole che una società condivide e rispetta. Le istituzioni sono dunque centrali nelle scienze sociali; tuttavia il presente lavoro si concentra solo su quelle che hanno un impatto diretto sull’attività economica. In particolare si fa riferimento alla stabilità sociale e al rispetto dei diritti civili (che prendono il nome di Civil Rights), all’efficienza e solidità del settore pubblico, soprattutto del governo (sotto il nome di Government Quality), e infine allo stato di diritto e alla presenza della corruzione (denominati Economic Regulation).

3. METODOLOGIA

Al fine di comprendere appieno i risultati dell’analisi è importante prima di tutto illustrare il modello matematico e riassumere il procedimento seguito.

Oltre alla qualità istituzionale altre quattro variabili sono tenute in considerazione: Population, Reserves, Price e Tariff.

Reserves indica la quantità di risorse non rinnovabili che un paese può economicamnete sfruttare. Price indica alternativamente il costo medio che i paesi importatori pagano e il ricavo medio che le nazioni esportatrici guadagnano per unità di beni combustibili. Tariff indica il livello di barriere doganali ed esprime il costo aggiuntivo per unità di bene combustibile.

Il campione è costruito in modo tale che non sia dominato dai paesi più piccolo, includendo solo quelli con più di un milione di abitanti. L’analisi è quindi ristretta a 132 nazioni, con osservazioni annuali per il periodo 1996-2013.

Il modello relativo alla domanda di importazioni in beni combustibili è il seguente:
IMP/GDPit = β1CRit + β2GQit + β3ERit + β4ln(1+POPit ) + β5ln(1+RESit ) + β6ln(1+PRIit ) + β7TARIMit + ai + δtTt + uit (1)

Dove:

IMP/GDP esprime le importazioni di beni combustibili relative al PIL, CR, GQ e ER si riferiscono alle variabili istituzionali, , POP è la popolazione, RES è la quantità di reserve fossili accertate, PRI è il prezzo dell’energia contenuta in un barile di petrolio e TARIM è la tariffa doganale sulle importazioni di combustibili.

Il modello relative alla domanda di esportazioni in beni combustibili è il seguente:

EXP/GDPit = β1CRit + β2GQit + β3ERit + β4ln(1+POPit ) + β5ln(1+RESit) + β6ln(1+PRIit ) + β7TAREXit + ai + δtTt + uit (2)

Dove:

EXP/GDP esprime le esportazioni di beni combustibili relative al PIL e TAREX è la tariffa media sulle esportazioni di combustibili.

La tecnica regressive utilizzata è quella degi effetti fissi con time dummies (per le specifiche econometriche e i metodi di regressione alternativi si rimanda al lavoro integrale).

4. ANALISI PRINCIPALE

I risultati della regressione sulla domanda di importazioni indicano che Civil Rights è la sola variabile istituzionale che è statisticamente significativa: essa presenta un coefficiente con segno meno, da interpretare nel senso di un’influenza negativa sul livello di importazioni. Per quanto riguarda le variabili di controllo è importate sottolineare che Population è la sola significativa: come ampiamente verificato dalla letteratura sul commercio internazionale, i paesi più grandi tendono a commerciare meno col resto del mondo e quindi sono meno dipendenti dai rifornimenti esteri.

tabella 1Tabella 1 Stime per la Domanda di Importazioni: In tabella i risultati sono forniti tenendo separate le variabili istituzionali in quanto l’analisi post-regressione ha evidenziato che esse sono caratterizzate da multicollinearità (in pratica sono state effettuate tre regressioni singole). Per ogni variabile le stime dei coefficienti vengono accompagnate dagli standard error robusti, indicati sotto fra parentesi (dove l’asterisco indica il livello di significatività statistica). Infine è presentato il numero di osservazioni utilizzate per l’indagine e l’erre-quadro, un indice di efficienza del modello nello spiegare la variabile dipendente.

Per quato riguarda la domanda di esportazioni, i risultati non sono univoci e pertanto nessuna relazione tra la qualità istituzionale e l’export di combustibili fossili emerge dal modello. Relativamente alle variabili di controllo, è importante sottolineare che fattori economici quali il prezzo dei beni combustibili hanno un impatto non trascurabile: un’aumento del prezzo medio incrementa infatti la percentuale di export sul totale del PIL.

tabella 2Tabella 2 Stime per la Domanda di Esportazioni: i risultati sono forniti tenendo separate le variabili istituzionali in quanto l’analisi post-regressione ha evidenziato che esse sono caratterizzate da multicollinearità (in pratica sono state effettuate tre regressioni singole). Per ogni variabile le stime dei coefficienti vengono accompagnate dagli standard error robusti, indicati sotto fra parentesi (dove l’asterisco indica il livello di significatività statistica). Infine è presentato il numero di osservazioni utilizzate per l’indagine e l’erre-quadro, un indice di efficienza del modello nello spiegare la variabile dipendente.

I risultati fin qui emersi vengono poi verificati tramite delle modifiche nelle supposizioni di fondo. In particolare, le stime vengono ricalcolate dopo aver eliminato dal campione i paesi che presentano delle osservazioni anomale rispetto al valore medio. In secondo luogo, il campione di partenza viene suddiviso in due sottogruppi sulla base dello Human Development Index. Questo è un indice del livello di sviluppo che tiene in considerazione fattori quali l’aspettativa di vita, il livello d’istruzione e il reddito. Tenendoo il ranking HDI come riferimento, il campione è diviso in paesi sviluppati e paesi in via di sviluppo.

Per quanto riguarda la domanda di importazioni il primo metodo di controllo conferma i dati precedenti e anzi produce stime migliori, indicando che i paesi rimossi erano fonte di interferenza nella regressione. Relativamente alla suddivisione del campione, le stime per l’insieme dei paesi sviluppati indicano che la qualità istituzionale è inutile nello spiegare la variazione delle importazioni: infatti questi paesi partecipano di un livello istittuzionale paragonabile. Al contrario, per i paesi in via di sviluppo il panorama istituzione ha un’influenza decisamente marcata sulla dipendenza da fonti non rinnovabili straniere. a maggior ragione per tali paesi il miglioramento della qualità istituzionale rappresenta una politica ottimale per garantire stabilità economica ed energetica.

Per quanto riguarda la domanda di esportazioni, entrambi i controlli producono delle stime irrilevanti, compromettendo definitivamente la capacità predittiva di tale modello.

5. CONCLUSIONI

La principale risultanza della presente analisi consiste nel certificare che il panorama istituzionale ha un impatto significativo sia dal punto di vista statistico che economico sulle importazioni di combustibili fossili. Tale relazione ha segno negativo, significando che un miglioramento della qualità istituzionale di un paese ne riduce la dipendenza dall’estero, tramite una riduzione del peso delle importazioni di beni combustibili. In particolare, dscriminando fra le tre variabili istituzionali, Civil Rights è la sola significativa: ciò è sorprendente soprattutto considerato che questa non ha impatto diretto sull’economia e anzi è una misura del livello di stabilità e libertà di cui i cittadini godono. Tale risultato è molto importante se si tiene conto dell’attuale scenario internazionale, dove una gran numero di nazioni è dipendente dalle esportazioni di un ristretto gruppo di stati produttori. Infine per quanto riguarda le variabili di controllo si evidenzia il ruolo della popolazione: come ampiamente verificato dalla letteratura sul commercio internazionale, i paesi più grandi tendono a commerciare meno col resto del mondo e quindi sono meno dipendenti dai rifornimenti esteri.

Un altro risultato degno di nota si riferisce al sottoinsieme del campione che raggruppa i paesi in via di sviluppo. In tale contesto, il panorama istituzione ha un’influenza decisamente più marcata sulla dipendenza da approvigionamenti straniere: a maggior ragione per tali paesi il miglioramento della qualità istituzionale rappresenta una politica ottimale per garantire solidità economica ed energetica al sistema.

Per quato riguarda la domanda di esportazioni, il modello fornisce risultati ambigui e non è quindi possibile inferire nessuna relazione tra la qualità istituzionale e l’expor di combustibili fossili. Tale conclusione è verificata anche tramite i controlli finali, che decretano in ultima istanza l’imperfezione del modello sulle esportazioni. L’unico fattore la cui influenza è confermata è di natura economica: un’aumento del prezzo medio incrementa infatti la percentuale di export sul totale del PIL.

Il modo in cui la qualità istituzionale agisce sulla dipendenza energetica non è analizzato a fondo in questo lavoro. Tuttavia si ipotizza che migliori istituzioni contribuiscano a creare una consapevoleza diffusa sui problemi ambientali, stimolando così il settore delle fonti rinnovabili e producendo una spinta verso l’efficienza energetica.

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