L’Italia è già a secco

italia rossa

Siccità. D’inverno. Oltre ogni record. 

E anche le rinnovabili sono colpite.

Di Dario Faccini

Il punto di partenza non è dei migliori: il 2015, è l’anno non solo più caldo a livello globale, ma anche l’anno meteorologico[1] più caldo per l’Italia da quando esistono le misurazioni, con +1,42° rispetto la media 1971-2000. Lo afferma l’Istituto per le Scienze Atmosferiche e il Clima del CNR, da cui provengono le elaborazioni delle figure seguenti.

2015-medie

A partire dall’autunno 2015 poi il Nord Italia inizia a rimanere a secco. Pochissime precipitazioni. 

2015-autunno precipitazioni

A dicembre, si batte persino il record mensile nazionale: è il dicembre più secco negli ultimi 215 anni. L’anticiclone si impossessa della penisola. Pioggia e neve crollano del 90% rispetto la media trentennale.

2015-12

Arriviamo infine a gennaio, con il Nord Italia che continua a ricevere pochissime precipitazioni.

2016-01 precipitazioni


E come se non bastasse, le temperature continuano a mantenersi ben al di sopra della norma.

2016-01 medie

Il risultato è inevitabile.

Pochissima neve sulle Alpi. Stagione sciistica rovinata in diverse località e richieste di riconoscimento dello stato di  calamità naturale.

A cascata, nel Nord Italia manca l’acqua in invasi, laghi e fiumi. Il lago di Garda, il lago Maggiore e il lago di Como sono rispettivamente al 33%, 17% e 11% della capacità di riempimento, anche questi valori minimi da record.

C’è da pregare che la primavera sia piovosa e l’estate poco calda e secca. Altrimenti agricoltura e produzione elettrica saranno in grande difficoltà.

Già, non è solo il settore agricolo a lanciare l’allarme.

Terna, l’azienda che gestisce la Rete di Trasmissione Elettrica Nazionale, per dicembre segnala un calo di produzione da idroelettrico del 51% e dall’eolico del 54% (complice l’alta pressione).

Anche se il fotovoltaico ha prodotto di più, il 2015 vede un arretramento della penetrazione delle rinnovabili rispetto la domanda elettrica: dal 38,9% del 2014, si è passati l’anno scorso al 34,7%. Va infatti ricordato che l’idroelettrico è ancora la principale fonte di energia rinnovabile prodotta in Italia, con una produzione annua che supera quella combinata di fotovoltaico, eolico e geotermico.

A peggiorare ulteriormente il quadro c’è la ripresa della domanda elettrica, che nel 2015 è ricominciata a crescere dopo 3 anni di continui cali. Proprio nell’estate del 2015, a causa del record di caldo e della diffusione degli impianti di condizionamento, si è raggiunto il nuovo record di richiesta elettrica: alle ore 16 di martedì 21 luglio Terna ha registrato un valore di picco pari a 59.353 MW (+15,1% rispetto alla richiesta massima del 2014).

La mancanza di neve si farà quindi sentire soprattutto in estate, nel momento della massima richiesta di elettricità e quando mancheranno parte delle acque da disgelo che alimentano gli invasi idroelettrici e il raffreddamento delle centrali termoelettriche.

L’acqua verrà contesa tra agricoltura, produzione elettrica e l’esigenza di mantenere in vita gli ecosistemi fluviali, garantita per legge da una portata minima chiamata “deflusso minimo vitale” (DMV).

Gli ecosistemi fluviali però potrebbero essere quelli che se la passeranno peggio. Se venisse proclamato lo stato di calamità naturale, allora potrebbero essere applicati meccanismi di deroga ai limiti di legge sulla portata d’acqua dei fiumi, abbassandoli sino alla metà del deflusso minimo vitale.

Acqua, clima, energia, cibo e ambiente. Quest’estate potrebbe arrivare davvero una dura lezione.

Speriamo di sbagliarci.

Note

[1] L’anno meteorologico va da dicembre a novembre. Quello solare invece da gennaio a dicembre.

3 risposte a “L’Italia è già a secco

  1. Ottimo senza nulla da aggiungere.

  2. Pingback: Siccità: che fine fa l’acqua sporca? | Risorse Economia Ambiente

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