La trappola del debito e dell’energia è scattata

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Debito a tasso basso ed energia a buon mercato. Sono essenziali per la Crescita, nel bene e nel male.

Ma possiamo pensare a tassi più bassi dello zero? E l’attuale crollo del prezzo del petrolio è sufficiente? Anche se dovesse durare solo qualche anno?

Pubblichiamo un’analisi completa sul tema del Debito, Prezzo dell’Energia e Crescita svolta da Gail Tverberg e tradotta per noi da Gabriele Spiteri.

Il titolo è “Siamo giunti al picco del petrolio: l’unica soluzione è l’energia a buon mercato“.

Buona lettura.

[…] ho esposto una presentazione a un gruppo che si occupa di un particolare tipo di energia rinnovabile – energia solare raccolta nello spazio per garantire elettricità 24 ore al giorno. Mi chiesero: quanto dovrebbe essere basso il costo di produzione dell’energia elettrica?

     La mia risposta fu duplice:

  1. Oggi ci troviamo di fronte a qualcosa di simile al “picco del petrolio”. I suoi effetti, però, sono contrari a quelli che la gran parte di noi si aspettava. Vi è un eccesso di offerta e i prezzi si trovano ben al di sotto dei costi di produzione. Inoltre, questo non riguarda solo il petrolio, ma anche il gas naturale, il carbone, i minerali ferrosi, vari metalli e beni alimentari. Dovremmo preoccuparci del fatto che i prezzi bassi faranno calare la produzione, ed è probabile che accadrà al contempo per molte materie prime. Forse dovremmo definire il problema in termini di “limiti dello sviluppo”, e non di “picco del petrolio”; si tratta per l’appunto di un problema di diverso tipo rispetto a quanto ci si potesse aspettare.
  2. L’unica soluzione teorica sarebbe creare un’enorme offerta di energia rinnovabile che possa funzionare con le infrastrutture esistenti. Dovrebbe essere prodotta a basso costo ed essere disponibile nell’immediato futuro. L’energia elettrica dovrebbe essere prodotta per non più di 4 centesimi di dollaro per kWh, e i combustibili liquidi per meno di $20 per barile equivalente di petrolio. I bassi costi dovrebbero essere il risultato di un uso moderato delle risorse, piuttosto che di sussidi statali. Certo, abbiamo molti altri problemi legati alla natura finita del pianeta, tra cui l’aumento demografico, l’esaurimento dell’acqua e il cambiamento climatico. Perciò, persino un’enorme offerta di energia rinnovabile a buon mercato potrebbe non essere una soluzione permanente.

Continua a leggere l’articolo tradotto in PDF.

7 risposte a “La trappola del debito e dell’energia è scattata

  1. “Oggi ci troviamo di fronte a qualcosa di simile al “picco del petrolio”. I suoi effetti, però, sono contrari a quelli che la gran parte di noi si aspettava”

    SE fosse vero che il prezzo del barile dipendesse anzitutto dalla quantità di prodotto disponibile da qui ai prossimi 30 anni, o anche solo dal costo medio di estrazione.

    Pare abbastanza assodato che non sia così. Resta che il prezzo basso fa certamente più danni ai concorrenti, verdi o meno che siano.

  2. picco del petrolio causato da bassi prezzi. Inaspettato!! Forse che la finanza si sia accorta dei limiti e cerchi un uso futuro parsimonioso?

  3. dire che ci troviamo di fronte al picco del petrolio per cui i prezzi sono bassi mi pare una assurdità !!! Il picco lo si può vedere solo in retrospettiva, ora i volumi di estrazione sono enormi e convincersi che i prezzi sono bassi perchè c’è il picco mi sembra quanto meno uno zinzinino azzardato, per non dire altro.

  4. Per me vale invece la teoria del Peak Everything.
    Le strade ed i parcheggi sono pieni
    Le città sono piene
    L’aria è piena (di polveri)
    Le imprese che stanno meglio sono quelle che producono farmaci.
    Quale crescita dovremmo inseguire?

  5. Sopra si dice:
    “Certo, abbiamo molti altri problemi legati alla natura finita del pianeta, tra cui l’aumento demografico, l’esaurimento dell’acqua e il cambiamento climatico.”

    Certo che se su tre variabili, due sono basate su teorie fuorvianti: “esaurimento dell’acqua ed il cambiamento climatico”, allora è davvero difficile comprendere dove andremo a finire!

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