ASPO: Lasciamoli sotto terra!

I quattro migliori motivi per votare al referendum del 17 Aprile.

Dati alla mano, ASPO Italia si schiera con il fronte dei SI.

Rallentiamo lo sfruttamento scriteriato in Italia delle riserve di petrolio e gas: “keep in the ground”.

In queste settimane in ASPO Italia abbiamo valutato, con i dati disponibili, i vari impatti, positivi e negativi, di una possibile vittoria dei “SI” al referendum del 17 Aprile.

E’ scaturito un Comunicato Ufficiale appena pubblicato sul nostro sito, che riassume le motivazioni per cui ASPO Italia si schiera con il fronte dei “SI”. Ogni argomentazione è supportata da riferimenti precisi e verificabili.

Eccone una sintesi:

  1. La lotta al cambiamento climatico non vuole solo parole: un terzo delle riserve mondiali petrolio, metà del gas naturale e l’80% del carbone non potranno essere usate da qui al 2050. Per quale motivo le riserve italiane dovrebbero fare eccezione?
  2. Le riserve italiane di gas e petrolio sono scarse: l’Italia non è l’Arabia Saudita. Ci rimangono riserve molto scarse, che basterebbero per coprire solo due anni di consumi di petrolio e gas. Chi in passato ha proposto di raddoppiare l’estrazione, o non sapeva di cosa stava parlando, o ha taciuto sui pochi anni per cui questo sarebbe stato possibile. Tutte le concessioni oggetto del referendum hanno già superato il picco estrattivo.
  3. Petrolio e gas hanno usi importanti come materie prime: ci rimangono pochi idrocarburi in Italia, dovremmo conservarli per gli usi non energetici difficilmente sostituibili, come la produzione di polimeri e fertilizzanti. Le stesse rinnovabili hanno bisogno del petrolio (ad es. guaine dei cavi elettrici). Bruciare petrolio e gas è la cosa più stupida che si possa fare con questo “tesoro in molecole”. Una volta tanto pensiamo in termini strategici e lasciamo qualcosa alle prossime generazioni.
  4. Gli impatti negativi sarebbero assai ridotti: ogni impatto negativo avverrebbe gradualmente nell’arco di oltre dieci anni, e sarebbe quantificabile con circa 170 milioni di euro all’anno di perdite per la collettività (dati Nomisma) e una perdita di poche migliaia di posti di lavoro (Dati FEEM), probabilmente in parte bilanciata dall’occupazione per chiusura dei pozzi e bonifica delle piattaforme. Ci sarebbero poi impatti positivi a livello ambientale, con la fine dell’inquinamento chimico prodotto dall’estrazione entro le 12 miglia, come dimostrato da Greenpeace.

 

12 risposte a “ASPO: Lasciamoli sotto terra!

  1. Ma quale “sfruttamento scriteriato” in Italia di Petrolio e Gas ???
    Ma saremo capaci di estrarre (come peraltro facciamo già da decenni le limitate (rispetto alle necessità ed ai consumi nazionali) quantità ragionevolmente disponibili sul ns. territorio, rispetto a quanto fanno e faranno in Croazia (per rimanere all’Adriatico!) e gli abituali Paesi produttori del medio Oriente o Africa ?

    Leggere l’intervista qui sotto di una persona davvero informata ed esperta di geologia, sarebbe proprio opportuna:
    http://oggiscienza.it/2016/03/24/referendum-trivelle-rischio-economia-giacimenti/

    Tornando a quanto sopra nel vs. articolo:
    1. Le teorie del AGW (Cambiamento Climatico Antropogenico) sono davvero fuorvianti e collegarle poi alla limitata situazione nazionale delle purtroppo poche riserve di idrocarburi finora scoperte in Italia, è davvero fuorviante!

    2. Valutazione fatta in modo fuorviante, perché NON si tratterebbe certo (raddoppiando l’attuale produzione) di interrompere (purtroppo NON è logicamente, ne ragionevolmente possibile farlo!) le cospicue importazioni, ma ridurle di un altro 5 – 10 % quindi (senza nuove scoperte, possibili), di diluire quanto conosciamo nei prossimi 10-20 anni !

    3. Ma chi l’ha detto che questi ns. idrocarburi, non sarebbero utilizzati per l’industria? Anche quell’ipotesi è quindi una fuorviante forzatura!

    4. Anche in questo caso, non si pensa a “produrre” ricchezza, ma a fare sussistenza ed aggiungere costi (senza ritorni economici) per opere di smantellamento e chiusura. Poi, tutti a … fare pizze per i turisti!
    Intanto, logica e buonsenso vorrebbero che le infrastrutture già in esercizio rimanessero operative (e produttive, anche economicamente), fintanto che ci sarà prodotto estraibile. Sarebbe semplicemente assurdo, all’attuale prima scadenza della concessione in essere di non rinnovarla, costringendo l’Operatore a smantellare gli impianti che, poi, nessuno rifarebbe in un medio futuro! Quindi ipotesi di conservazione molto vaghe e davvero solo ipotetiche, con le conoscenze attuali. Ma non bisogna certo pensare sempre e solo in negativo, come molti sostenitori della “decrescita in-felice” propongono.

    Forse sarebbe il caso che tali “strateghi” andassero a vedere ed intervenire nei vari altri Paesi produttori e dai quali importiamo gli idrocarburi, dove le tecnologie e le prassi operative non sono proprio le migliori rispetto alle regole e prassi nostrane.

    Suvvia, lasciamo da parte demagogia e non andiamo a votare questo speculativo referendum.

    • Mi fanno morire le citazioni degli esperti in conflitto di interessi. Ma averne uno indipendente mai?

      …l’esperienza acquisita nel settore è stata applicata all’analisi stratigrafica di pozzi profondi per ricerche di idrocarburi nell’ambito di convenzioni di ricerca con diverse società petrolifere operanti nell’Appennino centro-meridionale (Edison Gas, Enterprise, Fina, Lasmo, Shell, Texaco ed altre). I risultati di queste analisi hanno permesso di ricostruire strutture complesse di sottosuolo non previste o ipotizzate in precedenti studi di carattere regionale. La stretta collaborazione con le compagnie petrolifere…

      Un po’ come dire: “Ehi, sentite questo che lavora con le compagnie petrolifere: dice che dobbiamo continuare lo sfruttamento dei giacimenti fino all’ultima goccia!”.

      1) Certo, tutto davvero fuorviante. Anche la COP 21 di Parigi, il Papa, la Comunità scientifica. Tutti fuorviati.
      2) Direi poche idee ma ben confuse rispetto a quanto scritto.
      3) Ancora o si capisce o si fa finta di non capire. Gli usi non energetici degli idrocarburi serviranno anche ai nostri figli e nipoti, non ha senso dar fondo alle nostre riserve adesso.
      4) Ma quale produzione di ricchezza? Non stiamo creando prodotti con valore aggiunto, ma semplicemente vendendo le nostre riserve che nel frattempo si svuotano. In un bilancio dei beni comuni in Italia per ogni barile estratto di petrolio e venduto messo in attivo, si dovrebbe toglierne uno dalle riserve conteggiandolo in passivo.

      • Rinaldo Sorgenti

        @ dariofaccini | marzo 24, 2016 alle 11:47 am
        Sono rammaricato nello scoprire che anche lei è condizionato dal solito modo di pensare di certi individui che usano i “luoghi comuni” per ragionare ed interpretare il pensiero altrui.
        Come avrà forse notato, io mi onoro di essere da circa 20 anni Vicepresidente di Assocarboni che (come forse immagina) non si occupa di idrocarburi) e questa è una carica onorifica svolta senza alcun ritorno economico.
        Nel mio commento mi sono espresso a titolo del tutto personale (non ci crederà, ma anche chi riveste cariche onorifiche ha una propria testa e quando parla non lo fa a nome di altri o dell’associazione, altrimenti lo preciso!
        Ho molto apprezzato altri suoi precedenti articoli e le cose che ha approfondito e narrato. In questo caso, purtroppo, vedo che non è stato così e si basa invece su convinzioni generiche e tanti “luoghi comuni” che, invece, sono spesso alla base della confusione che si ingenera nel comune cittadino.

        Libero di avere le sue opinioni, ci mancherebbe, ma lascia anche ad altri di farlo, senza cercare di screditarlo a capocchia solo perché fa anche altro!

        Molte delle considerazioni che esprimono coloro che sostengono il SI al Referendum sono davvero fuorvianti e ben poco concrete ed il danno che si produrrebbe nell’impedire di arrivare al recupero di quanto presente nei giacimenti già in esercizio sarebbe un’assurdità ed un danno0 economico rilevante, senza alcun concreto vantaggio per il Paese. Anzi, un danno reale per minore ricchezza prodotta, minore occupazione dei tecnici specializzati in tale attività, minore esborso di valuta all’estero, ecc. ecc.!

        Sui punto numerati sopra: ripeto:
        1 – libero di abbeverarsi alle teorie catastrofiste, ma forse sarebbe davvero opportuno un approfondimento tecnico-scientifico che aiuti a superarle con la concretezza. I cambiamenti climatici ci sono sempre stati e continueranno ad esserci anche in futuro perché sostanzialmente dovuti a fattori esterni al pianeta, sui quali – fortunatamente – l’uomo ha ben poco a che fare.
        2 – Effettivamente confermo. Quanto da lei scritto rientra in questa definizione.
        3 – Si certo. Ed allora fermiamo tutto e ritorniamo alle miserevoli condizioni di vita di un paio di secoli fa e teniamo le risorse in cassaforte! Ben poca fiducia nella R&S che è poi ciò che ha consentito all’umanità (una parte, purtroppo) di evolvere e migliorare la propria esistenza.
        4 – Molto logico! fermi tutti ed a … pascolare.

        Suvvia, un passo avanti non guasterebbe.

  2. Utilizziamo le centinaia di pozzi di petrolio di ricerca, esauriti o dismessi per produrre energia rinnovabile http://rlangone4.blogspot.it/2012/01/dal-petrolio-energia-pulita-e.html

  3. Maurizio Olivieri

    Rinaldo Sorgenti, Vicepresidente di ASSOCARBONI? sarebbe questa una opinione indipendente per esprimere giudizi ‘non fuorvianti’ sul cambiamento climatico?

    • @ Maurizio Olivieri | marzo 25, 2016 alle 6:06 pm
      Eccolo, un altro che cerca di squalificare le opinioni altrui con i “luoghi comuni”. Fantastico.
      Suggerisco faccia qualche ulteriore sforzo di approfondimento e scoprirà che le teorie AGW sono davvero poco sostenibili!
      Scienziati seri che non condividono quelle teorie ce ne sono davvero tanti e, comunque, le teorie vanno scientificamente dimostrate non con la statistica (artefatta) delle opinioni.

  4. Bisognerebbe trovare un modo per sfruttare l’energia mentale dei negazionisti, una fonte rinnovabile notevole per il dopo-picco ….

  5. Già! Se i catastrofisti lo facessero, anziché giocare con teoremi ed estrapolando dati con il metodo “cherry picking”, magari potrebbero fare qualcosa di utile.
    Invece, i danni prodotti con queste teorie sono davvero enormi e se solo si pensa alle immani risorse economiche sperperate, anziché destinarne anche una parte per portare l’energia ai troppi Paesi poveri e sottosviluppati del pianeta, dove vivono oltre un terzo degli esseri umani (2,7 miliardi, ancora sostanzialmente privi di moderne forme di energia!)), il beneficio sarebbe stato davvero enorme, oltre che un’azione davvero etica e morale fondamentale.

  6. A proposito di “luoghi comuni” e per darne un esempio (che magari a taluni potrà subito sembrare … “fuori luogo”), vi segnalo questo illuminante articolo del Prof. Luigi Mariani che merita certo di essere letto:

    http://agrariansciences.blogspot.it/2016/03/madre-natura-e-i-pesticidi-nel-piatto.html

    • Complimenti! Questo sì che vuol dire affrontare un argomento per volta in modo metodico senza mischiare le carte in tavola e tirare in ballo argomenti totalmente a caso!

  7. Pingback: Referendum 17 aprile: SI contro ignoranza e bugie - Decrescita Felice Social Network

  8. Pingback: Referendum, le mie ragioni del SI – luca lombroso

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...