Sfruttare la natura umana per cambiare il mondo

innesco

Sono chiamate cognitive bias, “distorsioni cognitive”. Sono errori di valutazione causati dal pregiudizio che spesso impediscono di prendere la scelta giusta.

La nuova sfida è imparare ad usarle per uscire dalla civiltà fossile.

Da quando è caduta l’illusione dell’homo oeconomicus, tutto razionalità e vantaggio egoistico, l’economia comportamentale è entrata nel radar degli strumenti necessari per cambiare la società umana in direzione di una maggiore sostenibilità.

L’idea è semplice: riconoscere i “bachi” e le “preferenze” cognitive per poi imparare a sfruttarli. Se ne parla in un articolo uscito su Nature, lo scorso Febbraio, intitolato “Sostenibilità: trarre vantaggio dalla natura umana di cui pubblichiamo la traduzione in italiano sul sito di ASPO Italia ad opera di Roberto Ceccotti.

In sintesi:

  • Le preferenze altruistiche possono essere impiegate per arginare le preferenze egoistiche.
  • L’avversione al rischio dipendente dai feedback (=”agire solo se si sa che sta andando male”) può essere usata per creare consapevolezza dei rischi climatici nella popolazione.
  • L’incapacità di agire secondo le intenzioni (=”pigrizia”) può essere ribaltata, permettendo la scelta delle opzioni più impattanti per l’ambiente solo in seconda istanza.
  • L’impazienza nel breve termine(=”il tutto subito”) può essere aggirata allo stesso modo con cui in Italia è stata superata l’opposizione dei cittadini alle modifiche del sistema pensionistico.

 

Buona lettura.

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