Così fu scritto

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Immaginiamo che nasca un gruppo di parlamentari, di tutti gli schieramenti politici, preoccupati per un possibile Collasso della società umana nei prossimi decenni. Supponiamo pure che questo gruppo di parlamentari si schieri apertamente contro l’ideologia dominante della Crescita Infinita.

Impossibile?

No…

Di Dario Faccini

…in Gran Bretagna

E’ successo il 19 Aprile 2016 a Londra, in un’affollatissimo salone della Camera dei Comuni.

In quell’occasione è stato presentato uno studio dal titolo I limiti rivisitati: una revisione sul dibattito dei “limiti della crescita“, del prof. Tim Jackson [1] e Robin Webster.

Ecco, dirà qualcuno, le religione messianica è sbarcata anche nel parlamento inglese. In effetti non avrebbe tutti i torti, negli ultimi anni la cosa si sta facendo imbarazzante. Ricapitoliamo gli eventi come appaiono per una persona comune.

Nel 1972 viene pubblicato un rapporto dal titolo “I Limiti della Crescita”, che fornisce gli esiti delle prime simulazioni informatiche complesse dell’evoluzione ambientale, materiale e demografica della società umana: collasso, a meno che la crescita materiale si interrompa al più presto. Così fu scritto.

Grande interesse in tutto il mondo e sollevazione di grandi critiche.

Lo studio viene revisionato nel 1992nel 2004 dagli stessi autori del primo rapporto. Risultato: il collasso è ancora lì ad aspettarci, solo più vicino.

Studi indipendenti nel 1977, nel 2008, nel 2011 e nel 2014 non scalfiscono minimamente la tesi, anzi, dati alla mano negli ultimi 40 anni la società umana ha seguito proprio la traiettoria descritta dallo rapporto del 1972. Nel 2014 esce anche un documentario, intitolato “Ultima Chiamata” che riassume tutta la vicenda.

A questo punto una persona normale potrebbe iniziare ad avere qualche dubbio: saranno tutti esaltati catastrofisti o ci sarà qualche motivo serio per temere che debba arrivare un collasso sociale entro qualche decennio?

Siccome siamo persone gentili, andiamo a spulciare proprio il nuovo rapporto inglese per fornire qualche risposta. In esso trovano risalto quattro argomentazioni.

  • Il progressivo esaurimento delle risorse minerarie (petrolio, rame, nickel, fosforo, elio ecc…) le rende via via più difficili da estrarre, aumentando sempre più la quota di investimenti necessaria per mantenere i livelli produttivi. Ad un certo punto gli investimenti diventano proibitivi e l’industria estrattiva entra in un declino produttivo, trascinando giù l’intero settore industriale. Ok, è una brutta cosa che prima o poi potrebbe capitare, ma quando? Gli ultimi studi in materia (Sverdrup e Ragnarsdóttir, Natural Resources in a Planetary Perspective, Geochimical Perspectives, Ott 2014) indicano che la maggior parte delle risorse o ha già raggiunto il picco di produzione o lo raggiungerà nei prossimi 50 anni. Un intero capitolo del rapporto inglese si occupa poi  in particolare del Picco del Petrolio, spiegando perché attualmente il prezzo sia basso se è sempre più difficile da estrarre.
  • Il superamento di diversi limiti planetari, sta portando il sistema Terra fuori dallo spazio di abitabilità. All’inizio del 2015, dall’analisi di una enorme mole di dati e letteratura scientifica, uno studio ormai famoso ha indicato che siamo troppo veloci nell’alterare i cicli dei nutrienti (azoto e fosforo), nel distruggere biodiversità, nell’immettere gas serra nell’atmosfera e nel sottrarre terreni alle loro funzioni naturali. Perché è un problema? Perché è come se un sub prendesse a martellate la sua bombola durante un’immersione profonda. La sopravvivenza di 7 miliardi e mezzo di persone già ora sarebbe impossibile senza le giuste condizioni climatico-ambientali, basti pensare alla sola produzione alimentare.
  • Il disaccoppiamento tra utilizzo delle risorse (compresi i relativi impatti) e produzione materiale, è servito e servirà a poco. Il “fare di più con meno” è una bella favola che ci raccontiamo per far green washing e non cambiare direzione. La verità è solo una: se tutti quanti sulla Terra avessero lo stesso impatto di noi ricchi occidentali, l’impatto complessivo sarebbe oltre 10 volte quello attuale. Davvero c’è qualcuno che pensa che l’efficienza (o le rinnovabili) da sole ci possano salvare? O magari possiamo ridiscutere il concetto di Crescita Materiale Infinita?
  • Forse la Crescita è comunque già finita. L’economista Robert Gordon afferma che la rapida crescita economica sia stata un evento unico e irripetibile della storia dell’Uomo. In particolare la produttività del lavoro (la quantità di ricchezza mediamente prodotta in un’ora di lavoro) è in continuo calo (si veda il caso del Regno Unito nella figura seguente) e anche la rivoluzione informatica avvenuta dal 2000 non è riuscita ad invertire il trend. Se a questo  si somma l’invecchiamento della popolazione, l’alto livello di indebitamento e l’aumento delle ineguaglianze economiche, il quadro è completo[2].

    Sembra piuttosto chiaro che nelle economie avanzate la crescita economica stia sperimentando la legge dei ritorni decrescenti.

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Figura 1: Produttività del lavoro in UK.

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Figura 2: Produttività del lavoro in alcuni paesi occidentali.

 

Ecco, dopo aver letto tutto, una persona normale si chiede: “Anche se fosse? Che ci posso fare io?”. Poi si volta e inizia a scorrere lo schermo del cellulare cercando qualche altra distrazione, magari meno deprimente.

Il timore di un collasso sarà pure una religione messianica, ma di adepti di sicuro ne fa ben pochi.

Così fu scritto.

Note e approfondimenti

[1]  E’ un economista. E’ stato ospite in studio anche a Scala Mercalli nella puntata del 28/2/2015, a partire dal minuto 1:21:00.

[2] Ecco un Ted Talk di Robert Gordon

 

 

View story at Medium.com

 

2 risposte a “Così fu scritto

  1. Grazie, Dario, per questo riassunto puntuale e pieno di utili riferimenti.
    E grazie per aver portato alla conoscenza dei più un evento di cui si è sentito parlare davvero poco.

  2. Anche io ringrazio Dario e mi propongo di diffondere questo suo splendido articolo.
    Leo

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