Quello che realmente guida la crisi economica globale …

…è il declino energetico netto. Le rinnovabili da sole non ci salveranno e non ne torneremo indietro.

Allora andiamo verso il futuro.

Di Claudio Rava

Proviene dal prof. Jonathan Rutherford (Melbourne- Australia) un’interessante sintesi tradotta in italiano sul sito di ASPO Italia riguardante l’attuale situazione energetica, che mette in relazione l’energia col PIL, produzione lorda e netta, EROI e anticipazioni per i prossimi decenni. Anche le nuove rinnovabili ne escono malconce, per via della bassa densità energetica(EROI) e dell’intermittenza.

Un aspetto formalmente nuovo dell’articolo consiste nel poter leggere che alcuni dei capisaldi concettuali su energia fossile e rinnovabile, spesso sottolineati da ASPO come da molti esperti e ricercatori, sono riformulati sotto forma di affermazioni assiomatiche, con tanto di corollari a completamento del discorso. Questo sembra conferire all’articolo un surplus di autorevolezza e ci ricorda – se mai ce ne fosse bisogno – che su questi argomenti non esistono solo prudenti raccolte di dati, e da questi, contradditoriamente, previsioni ottimistiche o al contrario sconfortanti scenari, ma una solida piattaforma fatta di argomentazioni incontrovertibili, di una comune base concettuale da poter presentare con assoluta certezza.

Forse proprio questo corpus concettuale chiaro e condivisibile consentirà di comunicare più efficacemente l’invito all’approfondimento, il senso di responsabilità e di urgenza nell’intraprendere strategie rivolte a mitigare i numerosi problemi che il calo dell’energia netta e il global warming già iniziano a manifestare.

Il contributo concreto ed esemplare del prof. Jonathan Rutherford ai progetti rivolti alla sostenibilità è una valida risposta per chi ancora dubita su cosa ci resta da fare.

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4 risposte a “Quello che realmente guida la crisi economica globale …

  1. buomdi a tutti, tutto quello che il prof dice è giusto (del resto basta riassumere i vari blog mondiali ) ma mancano due cose fondamentali
    — una parola : RISPARMIO perchè attualmente facciamo STRAGGIO (in genovese ) dell’energia e potremmo vivere come adesso senza sprechi e la instabilità delle rinnovabili renderà obbligatorio un consumo ragionato
    — Calcoli : già ora è possibile fare i conti della transizione . Infatti basterebbe togliere ai consumi da fossili per dare a quelli rinnovabili (io li sto facendo in un progetto SAVONA 2050 … L’ENERGIA )
    Certo che i petrolieri non ne sarebbero felici ma alcuni (più furbi ) come ERG sono gia usciti dal fossile pe rdedicarsi al vento e –solare
    concludo : diamoci da fare !!
    piero zani

  2. http://www.aspoitalia.it/attachments/article/367/2017%2008%2002%20Quello%20che%20realmente%20%20guida%20la%20crisi%20economica
    dal post sopra mi sembra chiaro che la società capitalistica e i suoi servetti politici ed economisti non accetteranno mai un futuro nemmeno moderatamente basato su una riduzione dei consumi, perchè dal sapore anche lontanamente marxista comunista. Praticamente l’autore dice che il capitalismo, nato 300 anni fa insieme all’era industriale, dovrà cominciare a terminare tra il 2025 e il 2050, per mancanza di sufficiente energia netta senza la quale il sistema industriale muore. Quindi l’autore consiglia di cominciare a formare piccole comunità autosufficienti, come lo erano in fondo quelle preindustriali. Ma questo secondo me è il buon senso, che sogna una soluzione il più indolore possibile, mentre le elitè, che stanno portando questo mondo allo sfascio, certo non saranno d’accordo, altrimenti lo sarebbero già state con LTG. Trump e in fondo tutti i paesi che hanno firmato Cop 21 lo stanno dimostrando ampiamente. Nessuno vuole far rallentare o far cambiare strada al Titanic, da questa povera cretina qui sotto che sta fischiando (si, ho detto proprio fischiando) ai gatti, ai poveri mentecatti malati di nevrosi compulsiva da acquisti, sia che siano oggetti inutili, vacanze o figli, ai politici ed elitè, tutti in cerca disperata di colmare il vuoto interiore generato dall’egoismo e dalla superbia. Fino alla società industriale i disastri degli umani venivano assorbiti dalla natura, ma ormai gli umani stanno causando il disastro perfetto, la distruzione dell’ambiente, dalla quale non c’è possibilità di ritorno. Comunque mi auguro che qualche piccola comunità umana riesca a sopravvivere, comunque.

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