16 Miliardi che la politica non vuole

E’ il pizzo statale che paghiamo ogni anno a chi si impegna nella distruzione dell’ambiente.

Manca dai programmi elettorali delle maggiori forze politiche.

Di Dario Faccini

I dati sono ufficiali, messi nero su bianco dal Ministero dell’Ambiente. Ogni anno lo Stato Italiano spende 16 miliardi di euro con un obiettivo ben definito: danneggiare l’aria, l’acqua, il suolo, gli ecosistemi e il clima. Dovrebbero essere in cima alle priorità elettorali, eppure le grandi forze politiche li dimenticano [1][2], mentre alcune delle forze minori [1][3] li hanno almeno presenti.

I dati sono contenuti nel “Catalogo dei Sussidi Ambientalmente Dannosi e dei Sussidi Ambientalmente Favorevoli”, (art.68 della Legge sulla green economy e l’efficienza delle risorse, n.221/2015) che nella sue 460 pagine della prima edizione (2017) fornisce un quadro ancora solo parziale ma già inquietante dello sforzo economico Statale a danno dell’ambiente.

Lo Stato, in generale, può fornire aiuti economici (sussidi) con tre modalità diverse. C’è il trasferimento diretto che tutti conosciamo e due modi alternativi(indiretti) meno appariscenti:

  1. finanziamento diretto, in cui lo stato eroga denaro
  2. la cancellazione del debito per una somma o un tributo dovuti
  3. la mancata richiesta di risarcimento per un danno arrecato,  (esternalità), mediante inquinamento, danni sanitari, emissioni di gas che alterano il clima, sottrazione di suolo,  consumo di acqua ecc…

Inutile dire che lo Stato Italiano fa ampio ricorso a tutti e tre, ma nel Catalogo del Ministero dell’Ambiente sono considerati solo i primi due, e neppure per tutte le voci di spesa del bilancio dello Stato (ad es. sono esclusi i PON, i POR e i sussidi di spesa di competenza dei Ministeri e delle Regioni).

Quindi i 16 miliardi sono una stima ampiamente per difetto.

La tabella seguente propone una sintesi dei settori e delle modalità di erogazione dei Sussidi Ambientalmente Dannosi(SUD).

Settore Principali voci di Sussidi Ambientalmente Dannosi (SAD) milioni di € all’anno
Energia Riduzione accise del gasolio da autorasporto rispetto alla benzina, assimilate CIP6, quote “‘inquinamento” ETS regalate, esenzioni accise per aviazione civile, navigazione, agricoltura e residenziale energivoro. 11550
Trasporti Crediti d’imposta per il personale di bordo delle navi internazionali, riduzione costo carburanti nelle zone di confine 202
Agricoltura Sostegni specifici per la zootecnia 153
IVA 4% Agevolazioni per i fertilizzanti generici e costruzione di edifici in ambienti rurali 447
IVA 10% Agevolazioni: per Acque, Acque Minerali; per l’elettricità ad uso domestico; per gli olii minerali usati nella produzione elettrica, agricoltura e pesca; per i fitofarmaci. 3113
Altri sussidi Crediti di imposta per acquisti beni strumentali delle imprese nel Mezzogiorno (senza vincolo di impatto ambientale), agevolazioni del settore Pesca 700
Totale 16.167

Come si vede, oltre il 70% dei Sussidi Ambientalmente Dannosi sono agevolazioni sulle fonti di energia fossile. Il Catalogo elenca anche i Sussidi Ambientalmente Favorevoli (SUF), per un valore totale di 15,7 miliardi di €, che quindi non arrivano neppure a coprire il valore dei Sussidi Dannosi. In pratica la mano destra dello Stato non sa cosa fa la mano sinistra.

E’ chiaro che non tutti i sussidi ambientalmente dannosi possono essere semplicemente cancellati, perché alcuni hanno come obiettivo ricadute positive condivisibili (occupazionali, competitività internazionale…).  Ma questo non toglie che si debba iniziare ad analizzarli caso per caso, e quando la cancellazione non sia possibile, prevedere almeno una riformulazione perché siano impegnati con vincoli che li rendano favorevoli all’ambiente, anziché in contrasto. Si potrebbero così recuperare facilmente risorse economiche, mentre quelle che rimarrebbero impegnate sarebbero almeno correttamente impiegate.

Non sembra chiedere molto. Ma non dobbiamo però nutrire troppe speranze.

Quei sussidi sono storicamente più saldi di quelli alle rinnovabili.

Tutto questo mentre la transizione energetica sta fallendo in modo clamoroso perché gli investimenti privati sono troppo pochi.

Ma tanto, a cosa vale dirlo ancora?

 

Note

[1] ASPO Italia è un’associazione strettamente apolitica. Ogni riferimento a forze politiche in questo e in altri articoli pubblicati è fornito solo per amore di completezza dell’informazione fornita al lettore e non come un invito a schierarsi politicamente. Si ricorda poi che la valutazione di un programma politico non dovrebbe limitarsi solo ad un aspetto e dovrebbe considerare almeno la coerenza, l’accuratezza e la completezza dell’insieme delle proposte contenute. Potrebbero esserci inesattezze a riguardo dei programmi elettorali citati nelle note successive: si ricorda che essi vengono aggiornati e quindi sono soggetti a cambiamenti. Comunque sono bene accette segnalazioni di evoluzioni dei programmi. Lo scopo di questo articolo è proprio quello di segnalare

[2] Nel programma del PD, di Forza Italia, della Lega Nord e del Movimento 5 Stelle non se ne fa cenno diretto. Va però precisato che sul suo blog, il Movimento 5 Stelle, lo indica almeno tra le priorità delle risorse che vanno recuperate per ottenere le coperture finanziarie.

[3] Alla data del 11/2/2018 si trovano precisi riferimenti solo nei programmi elettorali delle forze minori come +Europa (nel capitolo “Ambiente ed Energia”),  Liberi e Uguali (nel capitolo “Quel grande piano verde”) e Potere al Popolo (capitolo Ambiente).  

 

 

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3 risposte a “16 Miliardi che la politica non vuole

  1. Grazie Dario interessante come sempre. Come fai notare anche tu ci sono anche voci positive: io ho letto (ma da fonte indiretta per cui non metto le mani avanti) di 14 miliardi per le ferrovie, 7 miliardi i trasporti pubblici con le tariffe più basse d’Europa (tra l’altro come lo consideriamo questo sussidio, pro o contro le necessità ambientali?).
    Mentre il trasporto stradale, tra i più tassati al mondo rende allo stato 40 miliardi l’anno, nonostante gli sconti ai camion. Posto che questi dati siano veritieri, pur dovendo migliorare, non siamo poi così messi male rispetto alla maggioranza dei paesi. Che dici? Ciao e grazie

    • I danni ambientali andrebbero valuati in termini fisici, se invece parliamo in termini economici la tendenza è che siano sempre inferiori ai benefici in termini di PIL. Per questo nel Catalogo si individuano i sussidi diretti e indiretti, assegnando uno tra tre valori per l’ambiente: benefico, incerto, dannoso. Che poi lo stato ci guadagni sul danno ambientale, non è tanto un caso di sussidio, quanto di conflitto di interesse. Pericoloso conflitto.

  2. È possibile sapere se sono conteggiati come sussidi dannosi o favorevoli quelli al micro idroelettrico che sta finendo di distruggere i corsi d’acqua di questo paese? So che molte comunità di montagna sono in rivolta contro questi progetti e chiedono la cancellazione dei sussidi, l’unica cosa che li rende convenienti data la bassa produzione di energia, ma se ne parla poco.

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