Parte il riscaldamento: come risparmiare in 8 punti

Oggi inizia la stagione termica, anche se sembra incredibile con questo caldo.

Ma il freddo sta arrivando e qualche buona idea per risparmiare sul riscaldamento è sempre utile.

Di Federico Tarantino

Inizia la stagione invernale e di conseguenza si accendono gli impianti termici centralizzati. Quasi tutti i condomini d’Italia, a seguito dell’entrata in vigore del Decreto Legislativo 102 del 2014 hanno optato per installare un sistema di termoregolazione e contabilizzazione del calore (valvola termostatica + contatore di calore). In poche parole, si tratta del misuratore di energia detto anche ripartitore posizionato su ogni radiatore nel caso di impianti a colonne montanti.

Con questo post in forma di decalogo (alla fine saranno 8 i punti) si vuole aiutare il singolo cittadino o “energy user” a risparmiare nella gestione dell’apporto di calore nella sua unità immobiliare attraverso semplici concetti da ricordare e mettere appunto in pratica. Si vuole rendere partecipe l’utente per il raggiungimento della transizione energetica, in modo da dare allo stesso uno strumento per poter ridurre significativamente i propri costi energetici. I più bravi infatti ne troveranno riscontro nella bolletta del riscaldamento, mettendo in pratica queste azioni a fine stagione termica risparmieranno.

 

  1. Ricordarsi che ogni grado in più corrisponde ad un aumento medio di circa il 7% nelle spese del riscaldamento. Questo numero aumenta nel caso dei primi piani e degli ultimi piani o attici. Inoltre, la legge stabilisce che durante la stagione invernale non si può superare la temperatura media nella casa di 22 gradi. Mettersi un maglione pesante è un’azione ambientalista ed ecologista e fa risparmiare in bolletta.
  2. Diminuire il fabbisogno termico della singola unità immobiliare cercando di ridurre gli sprechi. Questo vuol dire coibentare le pareti esposte a nord anche dall’interno con sughero o altri materiali derivati dal petrolio, installare infissi di ultima generazione con valori bassi di trasmittanza, non aprire le finestre per più di 20 minuti al giorno. L’aerazione degli immobili è garantita dal foro posto in cucina e da altre infiltrazioni d’aria (a meno che non si viva in una Passive House…). A livello condominiale invece risulta di fondamentale importanza isolare i tubi visibili di distribuzione dell’acqua dell’impianto di riscaldamento, il cui isolamento spesso è deteriorato.
  3. Una nota particolare per diminuire le dispersioni termiche nei primi e negli ultimi piani, dove sono presenti gli immobili più sfavoriti dal punto di vista termodinamico e con maggiore superficie disperdente. Cosa fare? Nel caso di un primo piano che confina con un pilotis (un piano terra aperto costituito di pilastri in cemento armato che sorreggono l’edificio), è scontato che l’assemblea condominiale debba approvare l’isolamento esterno di tutto il porticato. Stessa cosa per un ultimo piano che confina con un sottotetto o tetto piano. Ora in questo caso la soluzione è approfittare dei possibili lavori di manutenzione straordinaria di rifacimento tetto per coibentare il tetto, ipotesi che da un punto di vista termico rende di più che isolare esclusivamente il sottotetto.
  4. Settorializzare l’appartamento nel caso non si vogliano utilizzare determinati locali durante il periodo invernale, ma senza mai chiudere del tutto la valvola, per esempio lasciandola a 0,5-1,0. Settorializzare vuole dire escludere fisicamente il volume di una stanza dall’area riscaldata. Sicuramente tale operazione apporta un risparmio, ma la porta del locale deve essere chiusa altrimenti si rischia di riscaldare lo stesso volume con meno radiatori e di conseguenza si spende di più. Importante anche l’aspetto di non lasciare al freddo un intero locale altrimenti i radiatori dei locali adiacenti si trovano a lavorare maggiormente (cambiano infatti le condizioni al contorno). Il radiatore è stato dimensionato per riscaldare un determinato volume con specifiche condizioni al contorno.
  5. In generale è buona prassi mantenere costante la temperatura interna nei locali intorno ai 20 gradi, e quindi non è necessario effettuare dei bruschi cambiamenti di portata agendo sulla testina termostatica nel breve periodo. E’simile al discorso di viaggiare a velocità costante in autostrada a 110 km/h. Una volta raggiunta la temperatura di comfort, lasciamola così, non interferiamo abbassandola ed alzandola. Nel medio e lungo periodo, ed in caso di assenza prolungate ogni modello di valvola ha la funzione antigelo, in genere compresa fra lo 0 ed il 1.
  6. Ecco una prima informazione che per molti risulterà nuova: nei modelli delle teste termostatiche fra la posizione 3 e la 5 vi è pochissima differenza a livello di comfort trasmesso nell’unità immobiliare. Nelle istruzioni delle valvole in genere si dice che 3 corrisponde ai 20 gradi interni e 5 ai 24 gradi. Nella pratica l’impianto di riscaldamento è regolato con la centralina climatica in centrale termica per dare al massimo 22 gradi, quindi con la testa in posizione di 3,5 otteniamo già la massima potenza erogabile dal corpo scaldante. I maggiori risparmi nella pratica si ottengono lasciando la testa fra la posizione 2 e la 3.
  7. Infine, passiamo all’aspetto dei corpi scaldanti, quale materiale usare? Quale tipologia usare in combinazione con la caldaia a condensazione e le pompe di calore? Innanzitutto, se viviamo in una unità immobiliare con i termoconvettori (tipologia di corpo scaldante che si incontra specialmente in Emilia Romagna) è doveroso rimuoverli poiché rappresentano il sistema di emissione meno performante dal punto di vista energetico. Possiamo sostituirli con radiatori in acciaio o in alluminio o nella migliore delle ipotesi con pavimento radiante. Quest’ultima è la migliore delle ipotesi nel caso in cui la caldaia sia a condensazione. Se invece si opta per le prime due ipotesi, è importante che questi terminali siano dimensionati per lavorare a basse temperature, in modo da trarre vantaggio nell’utilizzo di una caldaia a condensazione, spesso sempre più abbinata a lavorare in parallelo con una pompa di calore. Per concludere il capitolo termosifoni, nella pratica poco fa risparmiare il foglio di alluminio posto fra la parete e il radiatore stesso. Meglio chiudere la nicchia nella quale spesso viene installato. Chiaramente, risulta molto utile rimuovere ogni interferenza fra la superficie radiante e l’ambiente (tende, mensole, etc..).
  8. Per i più “nerd”, mi piace chiudere con quanto segue. Controllare che il coefficiente k del singolo radiatore sia stato calcolato ai sensi della normativa UNI 10200 e che la potenza termica inserita nella denominata fase di parametrizzazione sia corretta e certificata dal progettista incaricato di redarre tale progetto. Pertanto, la potenza termica del corpo scaldante risulta di estrema importanza poiché gli scatti che vengono totalizzati a fine stagione termica sono direttamente proporzionali a tale valore.
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