Petrolio: meno ettari arati

L’effetto del calo delle rese di estrazione del petrolio in agricoltura. 

Di Silvano Molfese

Foto: https://www.maxpixel.net/Agriculture-Plow-Tillage-Plough-Arable-3455422

 

 

Con l’industrializzazione anche il settore agricolo ha subito una radicale trasformazione: nelle campagne italiane quasi la totalità delle operazioni colturali è stata meccanizzata e ciò comporta elevati consumi di carburante.

Dopo la prima crisi petrolifera, 1973, in Italia gli enti di ricerca che operavano in agricoltura si attivarono per cercare di ridurre i consumi energetici: adottando nuove tecniche si sono ottenuti apprezzabili risparmi di energia.

Tuttavia il picco mondiale del petrolio, primi anni del 21° secolo, con prezzi altalenanti e più elevati dei carburanti, ha segnato un forte richiamo alla realtà.

Anche l’ agricoltura ne ha risentito ma, mentre possiamo ridurre o eliminare tante spese voluttuarie, non possiamo fare a meno di produrre alimenti. In Italia sono operativi quasi 1,3 milioni di trattori agricoli (per la precisione 1.285.916 al 2013, dati ISTAT forniti dal Centro Informazione Statistica di Catanzaro) con una superficie agricola utilizzata di circa 17 milioni di ettari, in media poco più di 13 ha per trattrice agricola.

Luca Pardi, su questo blog, ha evidenziato che un fattore chiave da prendere in considerazione per valutare la reale convenienza economica del petrolio, come delle altre fonti energetiche, è l’energia netta, ovvero l’energia estratta meno i costi energetici connessi alla estrazione; un altro parametro è il rapporto tra l’energia estratta e l’input energetico: quest’ ultimo rapporto viene chiamato EROEI (Energy Return On Energy Invested) che ho semplificato in resa energetica. (Serve energia per trivellare un pozzo, trasportare il petrolio, produrre l’acciaio per le tubazioni, le raffinerie ecc.)

L’EROEI è un indice introdotto per valutare la convenienza energetica delle fonti di energia e quindi a stimare la convenienza dell’estrazione: il prezzo di mercato del petrolio oltre alla domanda, è fortemente condizionato anche “… dai sussidi, dalle imposte e dai tassi correnti con cui un flusso energetico viene estratto dal suo stock globale”. [1]

Ho incrociato i dati della prova agronomica impostata dal professor Bonciarelli sulle lavorazioni del terreno, durata 13 anni, con le rese energetiche del petrolio, per quantificare gli effetti del calo della resa energetica valutando i seguenti valori di EROEI: 20; 10; 5 e 2,5 .

In pratica ho risposto alla domanda: per ogni barile di petrolio “speso” per estrarre nuovo petrolio, quanti ettari di terra si potranno infine arare se continua a calare la resa energetica dell’estrazione?

In questa simulazione ho considerato i consumi di carburante per le lavorazioni del grano tenero, aratura a 45 cm di profondità (alta), a 30 cm (media) e minima a 10 cm di profondità (bassa). Le differenze produttive tra la lavorazione profonda e le altre due tesi non superarono il 2% . [2]

Grafico n. 1 – Ettari di terreno lavorati in base alla profondità di lavorazione (45 cm alta; 30 cm media; 10 cm bassa) e all’EROEI del petrolio

 

Dal grafico emerge che con EROEI pari a 10 si lavorano oltre 25 ettari adottando l’aratura a media profondità; se la resa energetica scende a 2,5 pur utilizzando l’aratura più superficiale si possono lavorare soltanto poco più di 18 ettari.

A livello mondiale, un lustro addietro, Zencey riportava per il petrolio valori medi di EROEI di 19:1 e per quello da sabbie bituminose di 5:1 .

Non basta quindi ridurre i consumi di carburante: anche adottando la lavorazione più efficiente, quella a 10 cm di profondità, il calo del petrolio procede inesorabile.

A questo si aggiunge il nefasto accumulo in atmosfera di gas climalteranti, come il biossido di carbonio.

Il motore elettrico è un’ alternativa più che valida anche in agricoltura: è stato realizzato il RAMSES, un prototipo di veicolo elettrico tuttofare per i lavori agricoli, a quattro ruote motrici e potenza di 20 kW. [3]

Trasformare, anche parzialmente, un cospicuo parco di trattori agricoli richiede un notevole impegno economico e temporale. Le istituzioni pubbliche dovrebbero stimolare quanto prima questa rivoluzione organizzativa delle imprese meccaniche ed agricole. Anche il tempo, come il petrolio, passa inesorabile.

 

 

 

Specifiche tecniche

Consumi di carburante alle diverse profondità

Aratura a 45 cm                     67 kg/ha

Aratura a 30 cm                     47 kg/ha

Aratura a 10 cm                     11 kg/ha

 

Un barile 159 l; massa volumica del petrolio pari a 0,84 kg/dm 3. Massa di 1 barile 133,56 kg .

 

Con EROEI pari a 20  (rapporto 20:1 ) si ottengono 20 barili avendone impiegato 1 per l’estrazione: al netto sono 19 barili che equivalgono a 2.538 kg di petrolio.

Energia = E;              E out  =  Energia estratta;               E inp  = Energia immessa

E netta = E out – E inp  ;            EROEI =   E out / E inp

 

 

Bibliografia

(1) Zencey E. , 2013 – L’energia, la risorsa sovrana. State of the World 2013. Edizioni

Ambiente,   109-119.

(2) Bonciarelli F., Archetti R. – 1999 . – Possibilità di risparmio energetico con

lavorazioni ridotte del terreno. L’ Informatore Agrario, 33, 29-33.

(3) Bardi U., 2017 – Viaggiare elettrico. Luce :: Edizioni, 203

4 risposte a “Petrolio: meno ettari arati

  1. Trattando di lavorazioni agricole, il tipo di trazione è l’ultimo dei problemi. Molto più importanti sono il clima e il degrado dei suoli, entrambi fattori strettamente connessi non con il tipo di trazione usata, bensì con il tipo di lavorazioni effettuate.
    Moltissimi terreni non dovrebbero essere più arati semplicemente perché serve solo a degradarli ulteriormente. Il problema di diffondere i trattori elettrici è quindi del tutto marginale (anche se potrebbe esser interessante per ridurre la dipendenza della aziende dalle filiere internazionali). Il problema maggiore è quello di diffondere tecniche agricole ricostruttive della fertilità. Anche quando questo significa ridurre le rese.

  2. 20 kw? Mi pare che la mia utilitaria ne abbia più del doppio!!!

    • Dipende come sono usati. Ricordiamoci che equivalgono al lavoro svolto da 200 persone contemporaneamente. In un trattore non interessa accelerare una massa da una tonnellata, ma spingere lentamente un mezzo e azionare un attrezzo agricolo. Sino all’900 per arare si usava una coppia di buoi.

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