Tutti in maschera alla carnevalata della Crescita

carnevale

Tutti ammiccano, sornioni, nascondendosi dietro la maschera, ingannevole nel suo fascino tecnologico…

Di Mirco Rossi

Da quando a sorpresa intervenne a Davos, Greta è diventata un’icona e come tale viene trattata, omaggiata, vezzeggiata, pubblicata e trasmessa ovunque.

Non mi sorprenderebbe ritrovarla (spero, a sua completa insaputa) anche nei messaggi pubblicitari, più o meno subliminali, di vetture elettriche o di venditori di energia rinnovabile.

Le cose che dice, la spontaneità, la determinazione, la chiarezza con cui le dice, non lasciano scampo.

Sono, o almeno dovrebbero essere, macigni di significato su chi le ascolta.

Infatti, trascina a migliaia ragazzi e ragazze carichi di entusiasmo giovanile e, spero, di nuova radicale volontà di concreto cambiamento.

Ma qui sorgono i primi dubbi perché loro forse non sono sino in fondo consapevoli di quali siano i veri cambiamenti, indispensabili per frenare l’inquinamento, il riscaldamento globale e lo sfruttamento delle risorse primarie. Non solo, quegli adolescenti sono ancora troppo lontani dai centri di potere per decidere e troppo pochi per essere determinanti nelle urne.

Quando i macigni di Greta cadono su chi conta, su coloro che potrebbero sostituire i potenti, vanno a sbattere sulla gigantesca corazza di cui sono rivestiti: il bisogno di “crescita”, dietro cui tutti gli adulti e i governanti si riparano, e che, come quella dei supereroi, attutisce il colpo e li fa rimbalzare lontano.

Quindi tutti ad applaudirla, a citarla, a lodarla, a ospitarla nei telegiornali ma nessuno riprende e rilancia la discussione per approfondire cos’è indispensabile per ottenere ciò che lei chiede.

Tutti ammiccano, sornioni, nascondendosi dietro la maschera, ingannevole nel suo fascino tecnologico, della cattura del carbonio, o a quella insidiosa e tranquillizzante della risolutiva capacità delle energie rinnovabili, o peggio, a quella truffaldina della crescita verde e ambientalmente compatibile.

Mentre continuiamo ad aumentare il consumo di energia fossile.

 

consumo mondiale energia primaria

Non si possono diminuire né la concentrazione né le emissioni di carbonio continuando a consumare energia fossile, in particolare petrolio, che è INDISPENSABILE, e senza credibili alternative, per estrarre dalla crosta terrestre la maggior parte delle risorse minerarie e metalliche, trasportarle e lavorarle. L’energia fossile per molto tempo (non si sa fino a quando!) resterà anche indispensabile per realizzare gran parte delle strutture e delle tecnologie per produrre energia rinnovabile; è alla base di quasi tutta la nostra industria chimica; sostituisce quasi totalmente l’apporto animale e umano nella produzione di cibo, dalla forza lavoro ai concimi, dall’irrigazione agli insetticidi.

Così come non è possibile ridurre l’inquinamento continuando a spargere, durante e dopo tutti i processi di trasformazione industriale e di smaltimento di oggetti obsoleti, rifiuti di ogni tipo, estranei alla natura dove ricadono. Non possono essere rielaborati, smontati e assorbiti in tempi e con modalità tali da eliminare gli effetti dannosi che distruggono la biodiversità e così persisteranno per decenni, secoli, millenni.

Come non è accettabile basare le nostre speranze future su tecnologie di cattura del carbonio i cui tentativi, e non sono pochi, si sono rilevati concettualmente fallimentari.

A Greta e ai suoi amici adolescenti noi adulti, noi politici, noi detentori del potere, dovremmo rispondere che è INDISPENSABILE limitare la crescita, invertire i consumi di tutto ciò che non risulti prioritario ed essenziale allo SVILUPPO – NON ALLA CRESCITA! – dell’umanità.

E cominciare a scegliere ora, subito, cosa continuare a estrarre, fare, produrre, come, in che quantità e perché.

In un contesto “finito”, com’è il nostro pianeta, NON PUO’ ESISTERE qualcosa che viene concepito e perseguito come infinito: la crescita (economica, produttiva, demografica) ha esattamente questa caratteristica, incompatibile per i limiti insuperabili (per l’uomo) della piccola astronave che ci ospita e ci fa viaggiare nel sistema solare.

 

Ma da veneziano non nutro grandi speranze, sapendo per lunga esperienza quanto sia seducente e appagante l’illusione di potenza che ti regala la maschera.

85 risposte a “Tutti in maschera alla carnevalata della Crescita

  1. Buondi, già di prima mattina mi incavolo non per i ragionamenti letti ,estremamente condivisi, ma per il tono (…piazzista di rinnovabili …)
    quando la si smetterà di piangere e cominciamo a lavorare seriamente per la famosa transizione RINNOVABILI .non possiamo fare come Jean Jack Rousseau che piangeva per la vita grama dei poveri e mai ha fatto qualcosa di concreto per aiutarli !!!
    Piero Enrico Zani (costruttore di rinnovabili)

    • Mi spiace, ma non mi è chiaro il motivo della sua incavolatura mattutina ( … il tono ? …piazzista di rinnovabili ? … si smetterà di piangere ?). Cercando di fare chiarezza le confermo che sono estremamente favorevole allo sviluppo delle rinnovabili (quelle “vere”, non quelle da rifiuti o da biomasse varie, spesso a bassissimo ERoEI, non scalabili in quantità significativa e non estranee ai processi inquinanti e ai cambiamenti climatici) il cui sviluppo va agevolato senza però immaginare che tutto il resto possa proseguire senza cambiamenti radicali. La transizione, che talvolta troppo semplicisticamente si invoca, deve cancellare il concetto di CRESCITA (non di SVILUPPO, che è altra cosa) e ridurre contemporaneamente in modo drastico i consumi generali di energia e di risorse. Le rinnovabili non vanno perseguite come cura miracolosa di un malato che persiste testardamente a infettarsi con i suoi comportamenti e presentano precisi limiti qualitativi e quantitativi. Per esempio, forniscono sostanzialmente solo elettricità e non possono sostituire le preziose molecole che ci mettono a disposizione i combustibili fossili. Sono poi fortemente diluite nello spazio e molto varialibili nel tempo. I sistemi di accumulo, indispensabili per poterle rendere maggiormente utili alla collettività, sono ancora molto lontani da dimensioni quantitative e qualitative adeguate a far loro svolgere un ruolo centrale in campo energetico. E’ poi bene sapere che delle rinnovabili “vere” (idroelettrica, eolica, fotovoltaica, geotermoelettrica – che come vede dal grafico, coprono poco più di un quinto dell’energia globale) il 68% è fornita dall’idroelettrico, espandibile di qualche altro percentile solo a prezzo di profonde trasformazioni climatiche di intere regioni e mutamenti antropologici a carico di milioni di persone. Oggi l’energia eolica copre il 4,39% dell’elettricità mondiale e l’1,8% dell’energia primaria mondiale; l’energia fotovoltaica 1,73% dell’elettricità mondiale e lo 0,7 % dell’energia primaria mondiale. Quindi non c’è nè da piangere nè da ridere. Bisogna partire dai dati e capire che non esistono soluzioni facili e semplici.
      La realtà e le soluzioni (ammesso ci siano, il tempo ci dia l’opportunità di farlo e si sia capaci e di perseguirle gradualmente) sono di una complessità che l’uomo non ha mai sperimentato.

      • con 1 euro di chicchi di caffè macinato da me riesco a fare in casa 30 tazzine. Qualcuno vuole tornare ad un’economia di sussistenza?
        Le soluzioni sono facili e semplici, ma non si cambia volontariamente il paradigma consumistico.

      • X Mago (qui sotto).
        Il caffè, tostato e macinato in casa, si può anche mescolare o sostituire con la cicoria tostata. Su questo terreno e per soluzioni analoghe sono disponibile a ripetizioni gratuite. Le soluzioni a livello sociale e complessivo sono un tantino più complicate e complesse, come scrivevo. Che poi per superare il paradigma consumistico sia necessaria la dittatura, la democrazia o il volontarismo, è questione su cui non oso pronunciarmi. Forse una combinazione delle tre e cominque mi auguro che la prima si trasformi almeno in democratura.

      • le dittature si sono dimostrate sempre più efficienti nel gestire lo stato dal lato dell’ordine, della disciplina e del rispetto della legge. Però pare che il potere dopo un pò di tempo, mandi fuor di testa, almeno a guardar quello che hanno combinato personaggi come il Duce, Hitler, Stalin o Gheddafi. Sarà per questo che i tiranni si alternavano alle democrazie nelle poleis greche, quel tanto di tempo che bastava per rimettere a posto lo stato.

      • “La realtà e le soluzioni (ammesso ci siano, il tempo ci dia l’opportunità di farlo e si sia capaci e di perseguirle gradualmente) sono di una complessità che l’uomo non ha mai sperimentato”.
        E’ vero. Sul fronte della produzione. Tuttavia in passato non si è mai ragionato a fondo sul risparmio energetico.
        https://www.lowtechmagazine.com/
        E’ su questo che la tecnologia (parliamo di low tech ma anche di stampanti 3D o agricoltura biologica ecc.) sta facendo passi da gigante.
        Basta guardarsi intorno.

      • Lei non immagina quanto mi piacerebbe risponderle: ha ragione! Purtroppo il risparmio, il low tec e lo stesso aumento di efficienza del sistema, fermo restando il main stream della crescita a livello globale, non possono che scalfire la sostanza del problema in quanto agiscono a un diverso ordine di grandezza. Possono dare invece risposte soddisfacenti alla sensibilità e all’etica individuale e per questo motivo vanno perseguite. Non c’è niente di meglio nel vivere come si ritiene giusto. Ma ciò non significa che le scelte di pochi (in senso relativo anche alcuni milioni sono pochissimi) possano in tempi coerenti e utili trasformarsi in fatto collettivo tale da invertire l’andamento dei consumi (di tutto) che sta molto poco allegramente continuando ad aumentare.

  2. Magistrale!!!!

  3. Ma chi va ad ascoltare le proposte di questo arruffapopoli vuole davvero salvarsi?
    https://www.cagliaripad.it/370518/salvini-dal-palco-di-cagliari-nucleare-cominciamo-a-dire-dei-si-poi-chiarisce-discorso-sui-no-passati-e-presenti

    Marco Sclarandis

  4. Io trovo agghiaccianti queste apparizioni di bambini e ragazzini vari.
    Mi ricordano le peggiori atrocità propagandistiche del passato.
    Si mettono in piazza bambini e ragazzini palesemente indottrinati ed eterodiretti, perchè è evidente che ad una certa età non si possano avere i mezzi intellettuali, culturali, critici per capire realmente di cosa si stia parlando. Ripetono quello che qualcuno ha loro insegnato, ma non hanno gli strumenti per valutarlo in prima persona.
    E vengono sbattuti in prima pagina per fare leva (ricatto) emotiva sulle persone, come burattini nelle mani di chi c’è dietro.
    Io trovo tutto questo semplicemente DISGUSTOSO.

  5. Non so se Greta sia in tutto o in parte eterodiretta.
    Non la conosco e non l’ho mai frequentata.
    So però per esperienza che come gli adolescenti anche gli adulti possono essere plagiati o strumentalizzati.
    So anche, per aver avuto occasione di frequentare lungo l’arco di oltre un trentennio alcune decine di migliaia di adolescenti di varia età, che molti di loro sono particolarmente e appassionatamente preparati su alcuni
    temi, in particolare quelli che disegnano gli scenari del loro futuro. Non mi meraviglierei affatto che Greta stia solo spargendo farina del suo sacco. Non posso esserne certo ma lo ritengo più che plausibile. Come ritengo plausibile il livello di sufficiente consapevolezza delle migliaia di coetanei che la seguono. D’altronde se senza prova alcuna
    dovessi giungere alla conclusione che sono tutti eterodiretti sarei immediatamente costretto a pensare che sono tutti
    eterodiretti in senso contrario anche i milioni di adolescenti che purtroppo non la seguono.
    Mi pare molto più ragionevole limitarmi a valutare i contenuti delle sue prese si posizione: condivido o no?
    Questa è la domanda che ciascuno dovrebbe farsi.

    • Farina del suo sacco? A 15 anni stai appena cominciando a sviluppare il pensiero critico.
      Sai quello che ti raccontano gli adulti che ti sono vicini, siano essi a casa, a scuola o simili. Ed è poco, perchè hai ancora molto da studiare, ma molto. E poi da elaborare.
      Che percezione autonoma puoi avere delle implicazioni sociali, economiche, ecologiche, di tutto questo? E’ difficilissimo avere da adulti un minimo di competenze per capire ciò che succede, dal punto di vista quantitativo, economico, ecologico, tecnologico, sociale, storico. Il mondo è complicato, e lo capiamo fino ad un certo punto anche quando siamo “formati”.
      Non dubito della sua spontaneità, ma non vedo proprio come possa valutare in modo critico e consapevole ciò che le è stato insegnato.
      Chi sbandiera bambini e ragazzini in questo modo, indipendentemente dalla causa sostenuta e dalla correttezza della stessa, deve solo vergognarsi.
      Vengono usati solo per colpire emotivamente.
      Le persone perbene, che condividano il messaggio o meno, credo dovrebbero capirlo e disapprovare.

  6. A me più che i ragazzini come Greta fanno paura gli adulti ormai incapaci di ragionare se non per categorie ideologiche. Conoscendoli appena si può già sapere in anticipo cosa diranno su questa o quella tematica.

    Tornando a Greta, la poverina probabilmente ignora che, per quanto lei e i suoi coetanei possano scaldarsi (no pun intended), non otterranno un fico secco, e che piuttosto avranno da preoccuparsi presto del collasso socio-economico dell’attuale sistema; come tutti noi del resto.
    Che il collasso possa essere incidentalmente di beneficio alla salute del pianeta, resta da vedersi.

    • Gli adulti che ragionano per categorie ideologiche anche, sono un problema.
      Ma la radice è simile: “tifo” invece che analisi razionale, critica, spassionata.

    • Che la disponibilità procapite di un’automobile e relativo carburante, possa impedire agli umani di spostarsi in ogni dove fuori dalle città, le zone verdi per inciso, sicuramente sarebbe positivo per la vegetazione. E quindi per l’ambiente.

      • Non è detto affatto che il collasso salverebbe il pianeta, come sottolineava Jacopo Simonetta:

        “Il pericolo maggiore connesso con questo tipo di scenario è l’assalto al poco che rimane della biosfera. La gente affamata non esiterebbe un secondo a spazzare via il poco che resta delle foreste e della fauna selvatica, vale a dire delle strutture vitali del pianeta. In effetti, la crescita ha spazzato via forse l’80% della Biosfera, ma la decrescita rischia di spazzare via quel che ne rimane, condannando l’umanità ad una ben misera fine. In effetti sta già accadendo in molte zone, specialmente in Africa ed in Sud America, ma anche in Europa la pressione in questo senso sta aumentando rapidamente. Niente viene lasciato per chi è oggi un bambino.”

        https://www.apocalottimismo.it/che-fine-fara-il-capitalismo-agonia-del-capitalismo-10/

  7. Come volevasi dimostrare, sta emergendo come la suddetta Greta sia figlia di una nota cantante (Malena Ernman), e pare ci sia dietro una discreta strategia di comunicazione.
    Il giornalista svedese Andreas Henriksson ha scritto sulla faccenda. Vi rimando ai suoi articoli per i dettagli (ripresi anche dallo Spiegel, che titola: “Ist Greta Thunberg eine PR-Marionette?”), in cui viene citato anche il professionista della comunicazione Ingmar Rentzhog.
    Vicenda, come dicevo, disgustosa.

    • Veramente è una storia arcinota per chi si fosse preso la briga di un’occhiata alla pagina wiki/en su Greta:
      https://en.m.wikipedia.org/wiki/Greta_Thunberg
      Tutto fumo e niente arrosto…

      Attacchi del genere erano ampiamente previsti, come quello del ministro dell’ambiente belga costretta a dimettersi per accuse infondate:

      >>In Belgio, la ministra dell’ambiente del governo fiammingo ha suscitato un’ondata di critiche per aver affermato di aver avuto le prove dal servizio di sicurezza nazionale che le manifestazioni (che nel Paese hanno visto partecipare migliaia di studenti) fossero una montatura e “qualcosa di più di un movimento spontaneo per il nostro clima”; smentita dalla sicurezza di Stato, ha dovuto dimettersi.<<

      (da Oggiscienza.it)

      • Qui il problema è piuttosto che Greta non si rende conto di quanto l’economia mondiale sia un gigante dai piedi d’argilla nutrito dai fossili; un gigante già ampiamente sofferente per l’EROI che va riducendosi, e che avrebbe dovuto cominciare a cambiare dieta gradualmente decenni fa. Ora ogni variazione si ripercuote pesantemente sulla sua stabilità, e le riduzioni di emissioni da lei auspicate lo stroncherebbero definitivamente (cosa che alla fine avverrà comunque..).

      • Sì, è arcinoto che sia un burattino eterodiretto.
        Una cosa disgustosa per colpire emotivamente le persone.
        Penso che neanche i nazisti fossero arrivati a tanto.

  8. Veramente è una storia arcinota per chi si fosse preso la briga di un’occhiata alla pagina wiki/en su Greta:
    https://en.m.wikipedia.org/wiki/Greta_Thunberg
    Tutto fumo e niente arrosto…

    Attacchi del genere erano ampiamente previsti, come quello del ministro dell’ambiente belga costretta a dimettersi per accuse infondate:

    >>In Belgio, la ministra dell’ambiente del governo fiammingo ha suscitato un’ondata di critiche per aver affermato di aver avuto le prove dal servizio di sicurezza nazionale che le manifestazioni (che nel Paese hanno visto partecipare migliaia di studenti) fossero una montatura e “qualcosa di più di un movimento spontaneo per il nostro clima”; smentita dalla sicurezza di Stato, ha dovuto dimettersi.<<

    https://oggiscienza.it/2019/03/05/marcia-globale-clima/

    E intanto si va allegramente verso il collasso globale..

  9. E certo, il problema è che il burattino eterodiretto non si rende conto di quanto fondamentale sia questa fonte di energia per l’economia ed il benessere della nostra civiltà.

    • Non ho detto questo. Ho detto che il problema da affrontare, ancora prima del cambiamento climatico, è la dipendenza dai fossili; e, allo stesso tempo, un sistema economico basato sulla crescita infinita di cui è stato possibile illudersi solo per la disponibilità di fossili.
      Ma ora che la festa è finita e la “crescita” è puramente illusoria e basata sull’aumento del debito, che facciamo? (il debito mondiale ammonta al triplo del PIL ed aumenta ancora) Vogliamo metterci attorno a un tavolo e discuterne, o aspettiamo che collassi l’intero sistema economico-finanziario (e quindi bancario, industriale, ecc.)?
      Di QUESTO bisognerebbe parlarne, e tutto il resto va inserito in questa cornice, pur dando un’attenzione particolare alle tematiche ambientali.

      • La disponibilità di fossili è molto ampia. Carter 40 anni fa diceva che sarebbe finito il petrolio in 35. Poi c’è il gas, che è molto più abbondante. La signorina con le treccine ha studiato l’attendibilità a lungo termine di certe previsioni?

  10. I fossili ci lasceranno comunque, e presto, anche se noi non vogliamo lasciarli:

    http://energyskeptic.com/2019/iea-2018-world-energy-outlook-peak-oil-is-here-oil-crunch-by-2023/

    • Hanno già cominciato a lasciarci, e da tempo. La disponibilità di petrolio convenzionale scende del 4-5% annuo dal 2006; riusciamo a sostenere la domanda mondiale (sino a quando?) con petroli “costruiti” (syncrude da tar sand), leggeri (poco diesel) con processi di estrazione distruttivi (tight oil USA), o succedanei del greggio (gas liquidi), prodotti che presentano un ERoEI (ritorno energetico dell’energia investita) inconfrontabile (molti si attestano a un diverso ordine di grandezza, anche inferiore a 1/10, 1/20) con quello del petrolio convenzionale. Si tratta di combustibili che un tempo – quello delle vacche grasse e dell’alta crescita globale – non erano nemmeno presi in considerazione. Ma come si dice dalle mie parti traducendo dal dialetto “quando non ci sono più granchi sono buone anche le zampe”. Le scoperte di nuovo petrolio “buono” dal 1980 non riescono nemmeno a coprire i consumi annuali e sono in costante riduzione. Per chi desiderasse approfondire seriamente questi aspetti, in questo blog nel tempo sono stati pubblicati molti lavori in merito.
      Alla complessità delle variazioni climatiche, ormai evidenti e purtroppo in via di aggravamento, si somma la criticità della riduzione progressiva della disponibilità di energia “netta”, cioè di quella che risulta disponibile all’umanità dopo aver “pareggiato” l’energia spesa per l’estrazione, il trasporto e la lavorazione dell’energia fossile originaria. Ricordo che la realizzazione di sistemi fotovoltaici ed eolici, per ora (e forse ancora molto, molto a lungo) necessità di energia fossile.
      Quasi sicuramente Greta non è al corrente di tutti questi aspetti, ma ha sicuramente centrato un punto decisivo, dimostrando la capacità di concentrare su di esso l’emotività e l’attenzione di moltitudini di giovani. Spero proprio che gli adulti non si limitino a criticarla ma siano così intelligenti da non restare ad osservare. I giovani sono ancora troppo lontani dalle leve del potere.

    • Ai piani più alti (alcuni ministri, parlamentari, amministratori) sono arrivato in alcune occasioni in un passato che si sta allontanando. I pochi (tra i molti distratti o indifferenti o deficienti) che con attenzione e intelligenza si sono resi conto della situazione, mi hanno fatto notare che se andavano a far campagna elettorale illustrando la situazione di cui erano diventati consapevoli e le decisioni coerenti da prendere, avrebbero raccolto i voti di una parte della loro famiglia. Da allora ho incentivato quanto già facevo da anni dedicando tutto il mio tempo e la mia attività di divulgazione a far crescere la consapevolezza tra i cittadini e i giovani adolescenti, soprattutto maturandi. Si tratta di centinaia e centinaia di esperienze con migliaia e migliaia di persone. Non so cosa ho ottenuto, forse sto svuotando il mare con una forchetta, ma so che ho fatto e sto facendo ciò che ritengo giusto.

      • Infatti anche Greta non si fa illusioni, a quanto pare. E i politici le hanno già detto quello che hanno detto a te (ascolta il podcast del Guardian con la sua intervista, se ti capita).

      • Infatti a quanto pare Greta non si fa illusioni ma continuerà lo stesso. Anche se i politici le hanno detto le stesse cose che hanno detto a te (se ti capita ascolta il podcast del Guardian con la sua intervista).

  11. E, per favore, lasciamo da parte le cazzate sui nazisti.
    La “reductio ad hitlerum” è uno di quegli artifici retorici usati da chi non ha altri argomenti.

    Per inciso, non credo affatto che Greta sia un burattino. A me pare una ragazza che ha studiato i dati climatici (ma non quelli economici) ed è sinceramente preoccupata del futuro (e a ragione). L’estate scorsa in Svezia ha visto di persona cosa comporta il global warming, ed ha deciso di agire. Benissimo. Ora però qualcuno le spieghi anche il resto, invece di insultarla o incensarla.

    • E’ sacrosanto, al contrario, far capire che certi strumenti di propaganda siano indegni. Di argomenti ne ho molti, e ne ho esposti alcuni. Di sicuro la bambina non può aver visto il riscaldamento la scorsa estate, e nemmeno quella prima. Il riscaldamento implica variazioni climatiche di lunghissimo termine, in una estate non capisci proprio nulla. Per “vedere i dati climatici” occorrono, come minimo, competenze quantitative che di sicuro a quell’età non ha.

      • Infatti Greta dice ai politici di ascoltare gli scienziati, non lei. E ripete semplicemente le raccomandazioni dell’IPCC (che con la fragile economia globale sono ormai difficilmente realizzabili, specie quelle che mirano a contenere il riscaldamento entro + 1,5°).

        In Svezia la scorsa estate ha assistito a ondate di calore, incendi boschivi, ed altri eventi climatici estremi. Da lì è nata la sua iniziativa. Si interessava già del problema perché a scuola proiettavano film e ne parlavano, poi lei aveva approfondito di suo. Ma l’estate è stata certamente determinante.

  12. Sui fossili ho già fornito un link valido, con alcuni grafici dell’IEA. E Mirco ha anche spiegato la questione dell’EROI e la situazione degli ultimi decenni.

    • 1) Greta può dire anche di ascoltare la fata turchina. Non ha gli strumenti critici intellettuali per valutare chi sia affidabile e chi no, chi dica scemenze e chi no. Cosa mai facile neanche per gli adulti, figuriamoci in seconda superiore. A meno che non stiamo sostenendo che occorre avere FEDE cieca in qualcuno, ma allora chiamatela religione, non scienza.
      Scienza che è in piena crisi, a cominciare dagli studi sempre meno replicabili. Crisi molto seria, con radici profonde e varie.
      2) Curiosamente, per quanto le emissioni di CO2 continuino a salire come negli scenari peggiori, la temperatura sale con il ritmo previsto per gli scenari migliori. E questo è qualcosa di cui i presunti “scienziati” dovranno rendere conto.
      3) L’economia è fragile anche per le politiche energetiche degli ultimi 20 anni, che hanno fatto buttare una marea di soldi in tecnologie inutili, per motivi “ecologici”.
      4) Le ondate di calore e gli incendi, di per sè, sono irrilevanti, perchè ciò che conta sono i confronti con quanto accadeva in passato. O forse dobbiamo tirare fuori un quindicenne americano che parli di imminente era glaciale (come facevano gli “scienziati” negli anni ’70), perchè quest’inverno ha visto freddo? Cosa direbbe?
      5) Sui fossili può fornire i link che vuole, il punto è l’affidabilità delle stime, che in passato si è rilevata estremamente scarsa. E’ naturale che si investa in nuove tecnologie per sfruttare petrolio più “difficile”, ma un contenuto aumento dei costi – in occidente – non rappresenta una tragedia, specie se si considerano gli utili dei paesi produttori di petrolio.
      Dovete rendervi conto che ipotizzare scenari di un tracollo da oggi, quando fino a ieri si è stati ampiamente in grado di risolvere le difficoltà, non ha alcuna valenza previsiva. Toglietevi dalla testa che sia “scienza”.
      6) Ha completamente ignorato il gas ed il carbone, che sono più abbondanti e possono sostituire il petrolio in gran parte dei suoi utilizzi.
      7) La riduzione dell'”utile” energetico non significa certo che sia negativo, nè così piccolo dal creare problemi. Curioso che la più grande speranza energetica, la fusione, difficilmente brillerà mai da questo punto di vista, non trova? Parliamo di una tecnologia che può donarci, se e quando funzionerà, energia abbondante e pulita, pur avendo un “utile” energetico piccolo.

      • Caro Davide, le sue risposte mi rivelano molto della sua limitata conoscenza, sia del clima che della questione energetica.
        Ci vorrebbe troppo tempo a risponderle punto per punto, le dirò solo che la penuria di petrolio porta con sé la penuria degli altri fossili (come crede che vengano estratti e trasportati?), e naturalmente impedisce anche la transizione energetica.
        Quanto agli scenari dell’IEA, si potrebbero forse rimandare di qualche anno con provvedimenti straordinari, ma già il boom dello shale è avvenuto indebitandosi, non so quanto ancora si potrà tirare la corda.

      • Era prevedibile: il tentativo di demolire il ruolo di Greta non è di natura moral-socio-pedagogica ma nasce da convinzioni negazioniste sul riscaldamento globale e dal rifiuto di concetto di “picco” delle risorse. Tutto legittimo, fatto salvo quanto scrisse ironicamente Kenneth Boulding: chi crede che una crescita esponenziale possa continuare all’infinito in un mondo finito è un folle, oppure un economista.
        Rispondo quanto più esaustivamente possibile in questa sede non perché penso di mettere in crisi le sue certezze, ma per offrire elementi ulteriori di riflessione a eventuali altri lettori. Poi mi taccio.
        1) Greta si fida (non ha fede!) delle conclusioni fatte proprie dal 99% degli studiosi. La scienza mette se stessa continuamente in discussione per natura, ma sino a prova contraria accetta per veri i risultati delle analisi, delle osservazioni, degli esperimenti, delle misure e dei calcoli. La fede è esattamente il contrario: nega l’evidenza scientifica, come avviene per i terrapiattisti, i sciachimisti, i creazionisti biblici, o per coloro che, appunto, si affidano alla salvifica infinita capacità risolutiva del progresso tecnologico.
        2) I grafici della temperatura della superficie terrestre e dell’aumento di biossido di carbonio in atmosfera sono perfettamente coerenti con gli scenari disegnati. Vanno meglio indagati l’attuale ruolo ritardante degli oceani (che potrebbe tramutarsi presto in accelerazione), i processi di acidificazione e i cambiamenti di temperatura sotto la superficie.
        3) Concordo, per la parte che riguarda progetti risibili, tecnologie improbabili, utili solo a mantenere la famiglia di alcuni ricercatori. Ma ricordo che nel solo 2013 a livello mondiale i sussidi alle fonti fossili hanno raggiunto i 550 miliardi di dollari (IEA-World Energy Outlook 2014).
        4) Ha ragione. Infatti, anche in Italia e nel Mediterraneo stiamo registrando un aumento evidente, rispetto al passato, di fenomeni estremi: mini-uragani, tornadi, trombe d’aria, “bombe d’acqua” (corretto sarebbe “nubifragi”), venti a velocità eccezionali, periodi di siccità prolungati. Nessuno di questi eventi può essere invocato per sostenere il cambiamento climatico, ma nel loro insieme confermano una tendenza coerente con l’incremento di temperatura media che nel mediterraneo ha raggiunto + 1,7°C e sulle Alpi quasi +3°C.
        5) Non sono riuscito a farle comprendere e farla riflettere sul ruolo della riduzione dell’ERoEI né su cosa significhi per una società, abituata a sfruttare come naturale un alto livello di energia NETTA disponibile, doversi misurare con la sua progressiva riduzione. Non si tratta di costi economici ma di meccanismi legati ai processi propri della termodinamica. I costi economici, com’è evidente, possono essere politicamente affrontati caricandoli su chi non può rifiutarli. E lo si impoverisce a beneficio di chi è più ricco e ha più potere. Le scoperte effettive di greggio, a partire dagli anni ‘80”, pur sostenute da un aumento esponenziale degli investimenti dell’industria petrolifera (che ultimamente ha fatto una brusca frenata di centinaia e centinaia di miliardi di dollari, vista la crescente incertezza della prospettiva), non sono “stime”, ma risultati effettivi di cui esistono dati e grafici precisi.
        Le stime più discutibili non sono state fatte da studiosi ma da alcuni paesi produttori che, per esempio, come l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi, improvvisamente a metà degli anni ’80 – senza alcuna giustificazione tecnologica o esplorativa – per ragioni politiche e di mercato hanno quasi raddoppiato le quantità delle loro riserve.
        Petrolio nascosto sulla crosta terrestre probabilmente ce n’è ancora una quantità impressionante e l’uomo non riuscirà certo a terminarlo. Tuttavia, anche nell’acqua di mare sono disciolte quantità immense di quasi tutti i minerali e i metalli (es.: uranio, oro, ferro, nichel, rame, ecc.) ma per estrarli dovremmo realizzare strutture gigantesche e consumare quantità impressionanti di energia. E non lo facciamo perché sarebbe controproducente. Come abbandoniamo le miniere di oro, o diamanti o ferro, sulla terraferma non quando non c’è più oro ma quando la sua presenza risulta troppo diluita. L’estrazione di petrolio “marginale” o la sua “costruzione” da risorse difficili e complesse, si sta sempre più avvicinando al limite economico (ma da solo non è questo il punto determinante, come si registra per gran parte del greggio da fracking) ma soprattutto a quello energetico. Sia dal punto di vista del bilancio limitato al combustibile che, da quello ancor più decisivo, della quantità di energia sufficiente a mantenere un livello di civiltà mediamente avanzata dal punto di vista sociale e produttivo. Nei lunghissimi periodi in cui la società disponeva di poca energia non poteva alimentare miliardi di individui, né poteva permettere che milioni di ragazzi/e, floridi e in salute, continuassero a studiare per un terzo della loro esistenza. O che milioni di pensionati potessero godersi il sole, lo spleen della noia o la gioia del dolce far niente per 15-20 anni dopo il tempo di lavoro. Comunque, il mix globale di greggio sta offrendo progressivamente sempre meno energia netta disponibile all’umanità. Fortunatamente possiamo ancora sfruttare il petrolio convenzionale dei giacimenti “giganti” scoperti, senza particolare difficoltà, sino agli anni ’60. Ma non sono eterni e stanno mostrando segnali precisi di progressivo esaurimento.
        Infine chi vorrà rileggersi senza preconcetti The Limits to Growth, di recente tradotto da LU:CE edizioni in I Limiti alla Crescita, potrà controllare che gli scenari disegnati nel 1970 si stanno sostanzialmente concretizzando.
        6) Ho volutamente ignorato gas e carbone, che probabilmente raggiungeranno il loro “picco” solo tra qualche decennio (forse tre per il carbone) per non ampliare troppo il discorso e perché estrazione, trasporto e gran parte delle lavorazioni di carbone, gas, minerali e metalli in genere, dipende sostanzialmente dalla disponibilità di petrolio. Quanto gas e carbone si usa per queste attività? Pochissimo perché il gas è di difficile trasporto e di alta pericolosità; il carbone ingombrante, solido, pesante e altamente inquinante. Gas e carbone non hanno la flessibilità di movimentazione e di impiego che offre il petrolio. I combustibili liquidi sono indispensabili per tutte le altre produzioni energetiche incluso il nucleare, idroelettrico e nuove fonti rinnovabili. Nessuna infrastruttura energetica può essere costruita, fatta funzionare, mantenuta e smantellata senza il fondamentale apporto dei combustibili liquidi di origine petrolifera.
        7) Per la riduzione “dell’energia netta” ho già scritto sopra. Per la “fusione nucleare” l’iniziativa più avanzata è ITER, in costruzione da circa 20 anni a Cadarache (F). L’investimento dai 5 miliardi supera (per ora) i 20 miliardi. Cresce con difficoltà legate anche all’assemblaggio dei diversi componenti costruiti separatamente in ciascuno dei paesi che lo finanziano. Forse potrà essere avviato entro una decina d’anni (risorse economiche aggiuntive disponibili ?!) per cominciare i primi test. Si tratta di un prototipo che avrà il compito di dimostrare che la fusione può essere innescata e mantenuta per un discreto numero di secondi e dovrà farlo ripetutamente per qualche anno, senza produrre un solo kWh ma consumando grandi quantità di energia elettrica, prima che possa essere dimostrata la convenienza a fare il passo successivo: progettare e costruire una nuova macchina (DEMO) che mantenga la fusione di deuterio e trizio in continuum (anni! e non secondi o minuti) per diventare così il motore che produce vapore per alimentare una centrale elettrica a condensazione. Non si sa ancora quali materiali possano sostenere un processo di fusione ininterrotto ma si sa che comunque la fusione potrà produrre solo elettricità. Fonte importante ma che non risolve né potrà risolvere da sola la questione energetica.

  13. Davide, viva tranquillo e beato nella sua fede.
    Chè tutti, scienziati , poeti, criminali, gran dottori, gran signori, asceti, pazzi savi ,miserabili e sàtrapi insieme alla moltitudine che vive di una ordinaria esistenza , dobbiamo per forza credere in qualcosa.,anche di falso e di erroneo.
    Anche solo che non ci stacchino il contatore della luce, pardon energia elettrica, per sbaglio.
    Pensi che talvolta mi assale il dubbio d’essere morto tantissimo tempo fa, e che tutti fingano d’essere vivi, ma sono anch’essi dei morti, per farmi credere che io sia ancora vivo.Uno stato d’animo raccapricciante, mi creda.
    Certo, i veri morti, quelli sepolti, rendono questo dubbio difficile da credere, diciamo così, ma non posso darmi la morte per essere sicuro d’essere stato vivo fino al giorno prima.Imbecille ed inutile allo stesso tempo.
    Ha compreso i miei ragionamenti?
    So che assomigliano tremendamente a delle farneticazioni, ma nonostante ciò nessuno mi ha mai costretto ad una cura psichiatrica coatta, magari si tratta solo di fortuna, magari di casualità, ma, evidentemente, riesco a permettermi certi pensieri, senza che questo pregiudichi la mia esistenza nell’urbe di questo disgraziato orbi.
    Viviamo nel migliore dei mondi possibili?
    Forse questo è un quesito indecidibile.
    Forse, se anche ci capitasse di finire il quel luogo tanto ricercato dai filosofi
    potrebbe essere che non riusciremmo a riconoscerlo.
    Quindi che cosa dobbiamo fare?
    Trivellare le nostre menti fino afar sgorgare dall’anima, sempre che esista,
    fino a far sgorgare in superficie la profumata ambrosia oleosa della verità incontrovertibile, pura semplice e tutta intera?
    O è meglio accontentarci di adoperare meglio quell’altra , più fetida che trascinandoci pur in un mare di guai ci ha permesso di vedere stelle che il pastore errante dell’Asia non avrebbe mai neanche immaginato e osato di poter vedere?.Il petrolio, per intenderci.
    La saluto che ho la sensazione di cominciare ad abusare della sua preziosa attenzione.
    Chi lo sa, un giorno prima che il nostro viaggio terreno finisca per davvero, magari c’incontreremo.
    “Lei è Davide…… suppongo”

    Un saluto Marco Sclarandis.

  14. Mirco, ho inteso “fede” nel senso di “fiducia” data la comune etimologia delle due parole.
    Oltretutto credo che tra le righe del mio commento si veda la folta ironica verzura di cui ho disseminato il mio commento.
    Anche i grandi matematici coltivano una fiducia che rasenta la fede ed oltrepassandola sovente riescono ad avere la tenacia per raggiungere una dimostrazione.(Lagrange, ma vado a memoria).Ed anche a non compiere insani gesti in caso di errori irrimediabili. dei loro ragionamenti.
    Certamente una fede cieca e anche slovacca, se è consentita altra innocua ironia, deve lasciare il posto al controllo e alla dimostrazione, che nel mondo fisico è sempre soggetta a revisioni, anche sconcertanti.
    Io non credo alla revisione delle tre, anzi praticamente quattro, leggi della termodinamica.Nè a breve nè a lungo termine.
    Poi, se l’Universo dovesse manifestare un comportamente asssolutamente matematico,allora la magia diventerebbe ipso facto una scienza.
    Basterebbe trovare un cavolfiore perfettamente frattale. ma nche un singolo fiocco di neve.
    Comunque, per ora abbiamo innumerevoli e differenti indizi che l’Universo è molto più strano di qualsiasi nostro universo immaginato.
    Tant’è che anche solo qui sulla Terra, c’è una insiegabile infestazione di creduloni della Terra Piatta, e di stragi causate dalla caduta di gente dai tetti fotovoltaici.Vera stranezza.
    Ovvio, perchè gli extraterrestri sono qui tra noi e da secoli pure.
    Sono gli Ungheresi, come affermava un celebre fisico loro compatriota.

    Marco Sclarandis.

  15. https://ourfiniteworld.com/2019/02/22/have-we-already-passed-world-peak-oil-and-world-peak-coal/

    Mirco, il picco del carbone potrebbe essere già qui, come quello del petrolio.

    • Non è da escludere. Altri considerano che qualche pasese ha deciso di chiudere il nucleare e che decine e decine di impianti in giro per il mondo sono particolarmente vecchi, ben oltre i tempi di scadenza previsti inizialmente, in condizioni tali da non poter essere “rimodernate” e riportate a livelli di sicurezza ora accettabili. In mancanza di una riduzione significativa dei consumi, si ipotizza il ricorso al carbone o alla torba, olre che al gas. Comunque un paio di decenni di differenza non cambiano assolutamente nulla della sostanza.

  16. Cari ragazzi, vi divertite a cantarvela e suonarvela da soli, ma il disgustoso uso di ragazzine con le treccine, cui attribuire facoltà del tutto irrealistiche, la dice lunga non solo sul vostro livello intellettivo, ma anche sul livello etico del vostro ecologismo.
    Sul global warming, la scienza va avanti per confutazione, e vi regalo un articolo del 1989, che parla di riscaldamento (per l’ONU e gli scienziati “conservativi”) in 30 anni di 1/7 gradi.
    https://www.apnews.com/bd45c372caf118ec99964ea547880cd0
    Ora guardate pure in faccia la realtà: in tale arco di tempo il riscaldamento è stato ampiamente minore delle previsioni. Mezzo grado circa, a seconda delle stime usate.
    Teoria errata, confutata dalla verifica empirica.
    Fine della storia scientifica, vi rimangono le treccine.

    • Vedo che più parli e più ti riveli per quello che sei, bravissimo.
      Potevi almeno proporci un articolo scientifico, invece di una news che non precisa nemmeno se si stia parlando di gradi Celsius o Fahrenheit.

      Per quanto mi riguarda, io mi rifaccio a studi reali:
      http://www.realclimate.org/index.php/climate-model-projections-compared-to-observations/

      • Appunto, guardiamo gli studi reali.
        Il primo rapporto IPCC stima, sotto lo scenario “business as usual”, che è quanto corrisponde alle emissioni di anidride carbonica che si sono verificate in seguito (esplose col contributo del mondo in via di sviluppo, nonostante gli sforzi europei), una crescita della temperatura di 0.3 gradi per decade, con un intervallo tra 0.2 e 0.5.
        In 30 anni fanno 0.9 gradi in media, con un minimo di 0.6 ed un massimo di 1.5.
        Dato che siamo a +0.5 circa in 30 anni, il problema è oltremodo evidente: la catastrofe imminente fa più fatica a vedersi di quanto annunciato.
        Questo senza addentrarsi nelle sempre più frequenti “correzioni” delle serie storiche delle temperature, perchè sovrapponendo i dati satellitari (non “corretti”) alle previsioni di Hansen, viene qualcosa che assomiglia molto più allo scenario C.
        E senza, ovviamente, concedere che una corrispondenza tra temperature e previsioni confermi la correttezza dei modelli: mai come in questo caso (data la scarsissima variazione della dinamica delle emissioni di CO2), i dati possono solo confutare, ma non confermare, i modelli stessi.

    • 1989? Il PC di punta era il 286 a 16 MHz! Immagino che sia del tutto paragonabile agli attuali supercalcolatori nel modellizzare fenomeni climatici su scala globale. Meno male, questo ci toglie un pensiero.

  17. “il disgusto uso di ragazzine con le treccine” eccetera eccetera.
    Eh Davide. sento odore nauseabondo d’impotenza dialettica e argomentativa.Manca solo un’accusa di pedofilia.
    E non abbiamo bisogno dei tuoi, come li chiamo tu, regali.
    Sappiamo trovarci gli articoli da soli, in questo coro che come ti abbiamo dimostrato accetta chiunque si proponga anche con accordi dissonanti, ma che siano comunque musica e non solo rumore tanto per far baccano.
    E anche tradurli e accorgerci anche se la traduzione tradisce il testo originale, pensa che roba!
    Tieniti pure il tuo disgusto e la tua considerazione sul nostro livello intellettivo.
    Noi restiamo simpatizzanti delle ragazze con le treccine che osano dirci, detto alla “marsigliese portuale” però:
    “Ma voi padri,fratelli e sorelle maggiori e madri e nonni e bisnonni tutti, che “merde du monde” ci state lasciando”?
    E se la sindrome di Asperger dona in compenso tale sfrontatezza e coraggio, sia benvenuta e benedetta.

    Si diverta anche Lei con le sue invettive Davide cosi saremmo d’accordo almeno nel divertimento.
    E tanto per chiarire, non ho adoperato il plurale maiestatis.

    Un saluto, forse definitivo.

    Marco Sclarandis.

  18. Non >disgusto<, ma disgustoso…. non sia mai che un refuso scateni un'ordalia d'insulti.
    Marco sclarandis

  19. su Greta e gli attacchi che in Italia sta subendo:
    ttps://abbattoimuri.wordpress.com/2019/03/16/greta-thunberg-contro-di-lei-cyberbullismo-abilista-e-sessista-2/#more-27170

  20. https://abbattoimuri.wordpress.com/2019/03/16/greta-thunberg-contro-di-lei-cyberbullismo-abilista-e-sessista-2/#more-27170

    Mancava un’acca all’inizio dell’URL.

    Eh, certo, adesso che la verità dei fatti comincia a far paura,per farsi coraggio bisogna terrorizzare chi ha il coraggio di dirla tutta.

    Marco Sclarandis

    • LOL, se si fa propaganda usando uno “strumento” del genere, che non aggiunge un bel nulla ai contenuti, ma serve solo per provare a colpire emotivamente (tra l’altro con un ricatto implicito), ci sta tutta la reazione di disgusto e di repulsione verso la suddetta, in quanto strumento di ricatto emotivo.
      Anzi, è un’ottima cosa. Perchè tale ricatto va respinto in toto.
      Proprio perchè il ricatto stesso non c’entra nulla coi contenuti, che vanno respinti, ma su un altro livello di discussione.
      E’ semplicemente patetico prima usare un mezzo del genere, emotivo, per poi lamentarsi delle reazioni emotive stesse e dire che bisogna discutere di contenuti.

  21. Bene, Davide, hai espresso la tua opinione.Ed ora ti sei ripreso dalle risate(LOL), anche se a proposito non ci trovo alcunchè di divertente?.
    Stai megio ora?.
    Sai i pensieri ossessivi hanno una caratteristica molto pericolosa:
    per chi li pensa possono diventare impossibili da riconoscere.
    Per chi cerca di seguirli pure, ma di meno.
    Adesso che stai meglio che cosa intendi fare, nel tuo piccolo, hic et nunc per i prossimi giorni da vivere su questa Terra?.
    Non sentirti obbligato a rispondere, chè, se da una parte ti prometto di replicare da un’altra, non ne sento nemmeno io alcun obbligo.
    Mi sembra,ma distillo questa sensazione dai tuoi furiosi commenti, che tu sia invaso da un terrore sacro per lo stato in cui tutti versiamo.
    Io lo provo da decenni, e ancora non mi ha sopraffatto.
    Forse un giorno studieranno il mio caso per capire come sia stato possibile.
    Scherzo, ovviamente.
    Ti saluto con un’affermazione lapidaria di uno che di scherzi, storie e carnevalate combinate dalla Biosfera se ne intendeva:

    La conservazione senza evoluzione è morte.
    L’evoluzione senza conservazione è follia.
    Gregory Bateson.

    P.S. Ho osato darti del tu, ma non vorrei aver esagerato con la confidenza.

    Marco sclarandis.

    • I pensieri ossessivi, caro Marco, sono quelli di chi in modo totalmente irrazionale continua ad andare avanti imperterrito sulla sua strada, paventando catastrofi che non si stanno realizzando, senza avere gli strumenti scientifici e statistici per farlo.
      E’ chi è ossessionato da questo a non farsi scrupoli nell’usare strumenti di propaganda indegni (evidentemente perchè pensa che il fine giustifichi i mezzi), o a essere pronto a calpestare l’intero sviluppo del mondo civile (che va a energia fossile e libertà), oltre a qualsiasi genere di libertà economica ed individuale (questo significa mettere sotto stretto controllo l’energia ed attuare piani economici che fanno impallidire i piani quinquennali).
      Sono terrorizzato dagli umani invasati, che hanno ampiamente dimostrato di essere capaci di provocare catastrofi terrene estremamente reali, a differenza di quelle paventate in merito al clima (o altro), che non si verificano.
      Siamo alla versione moderna dei sacrifici umani, richiesti dai sacerdoti per evitare qualche sciagura, sulla base di qualche superstizione infondata, non verificata e non verificabile.

  22. @dariofaccini: non ci hanno affatto preso, e proprio il link postato lo dimostra.
    Il link postato parla di 1 grado in più rispetto al periodo pre industriale.
    Ma l’IPCC, 30 anni fa circa, stimava sostanzialmente 1 grado in più nei 30 anni a venire (0.3 gradi per decade), non in 2 secoli.
    Dovremmo quindi avere, oggi, 1 grado in più rispetto a 30 anni fa, non rispetto a 2 secoli fa (che comprendono, evidentemente, svariati decenni di riscaldamento aggiuntivo).
    Voglio dire: su questo sito ho letto anche tante cose intelligenti, per cui penso che possiate avere anche l’onestà intellettuale di vedere gli errori.
    Man mano che gran parte delle catastrofi annunciate non si materializzano (come il ghiaccio al polo nord che non si è affatto sciolto secondo le previsioni), bisogna farsi delle domande molto serie.
    E pensare ai problemi veri dell’ambiente, non a quelli immaginari.
    Abbiamo le api che rischiano l’estinzione, tanti insetti che scompaiono, tanti luoghi che vengono devastati dalla presenza umana, che questa sì, sta realizzando le dinamiche demografiche previste, e questo diventa un problema serissimo.

    • Caro Davide, a parte il fatto che è buona norma continuare la discussione come ho fatto io rispondendo a quella precedente, senza piazzarla a caso nell’elenco dei commenti, ti faccio notare alcune cosette di cui forse non ti sei accorto:
      1) Nell’articolo da te citato c’è scritto: The most conservative scientific estimate that the Earth’s temperature will rise 1 to 7 degrees in the next 30 years, said Brown. ora se tu vuoi interpretarlo come un’aumento dal 1989 in poi, invece che dall’era preindustriale in poi è una tua scelta, ma è interpretabile.
      2)L’articolo da te citato è un articolo di giornale, quindi sappiamo che è tutto meno che attendibile, inoltre la parte da te riportata sui 1-7 gradi non è un virgolettato riportato da Brown e quindi è quanto ha capito il giornalista che ha scritto l’articolo. Perché invece non ci rivolgiamo alle fonti originali che fortunatamente ci sono? Il primo rapporto IPCC (AR1) è del 1990, ed è disponibile qui: https://www.ipcc.ch/report/ar1/wg1/ se hai la bontà di controllare nel policymakers summary, c’è scritto che Based on current model results, we predict: under the IPCC Business-as-Usual (Scenario A) emissions of greenhouse gases, a rate of increase of
      global mean temperature during the next century of about 0 3°C per decade (with an uncertainty range of 0 2°C to 0 5°C per decade), this is greater than that seen over the past 10,000 years This will result in a likely increase in global mean temperature of about 1°C above the present value by 2025 and VC before the end of the next century The rise will not be
      steady because of the influence of other factors

      Il range di incertezza è ampio perché, nonostante tu non voglia considerare il problema, i modelli climatici hanno bisogno di grande potenza di calcolo sia per essere eseguiti che validati. E nel 1990 il PC di punta era il 386 che faceva 9MIPS, mentre ora siamo a 300.000 senza considerare le GPU dedicate ( http://bias.csr.unibo.it/ARC/Dispense/ArchitettureAConfronto.pdf). Ora se per te un modello climatico del 1990 ha la stessa attendibilità di uno del 2018, allora ti consiglio di rifiutare tutte le cure ed esami effettuati con strumentazioni medicali moderne e chiedere al tuo medico che vengano effettuate con strumentazioni del 1990. Tanto avranno la stessa precisione e capacità predittiva, no?

      Comunque nel range di incertezza c’è scritto chiaramente che va da 0,2°C a 0,5°C. Non so te, ma anche nell’ipotesi a te molto cara che nell’articolo da te citato quella frase fosse riferita al delta tra il 1990 e il 2020, direi che siamo abbondantemente dentro, giusto? Siamo proprio a +0,6° (https://climate.nasa.gov/vital-signs/global-temperature/). Quindi possiamo considerare il caso “articolo dell’Associated Press che nel 1989 ha citato in modo forse non esatto alcuni scenari calcolati dall’IPCC all’epoca” come chiuso, non credi?

      3) Man mano che gran parte delle catastrofi annunciate non si materializzano (come il ghiaccio al polo nord che non si è affatto sciolto secondo le previsioni), bisogna farsi delle domande molto serie.
      Mah, secondo me sei proprio male informato https://oceantoday.noaa.gov/happennowarcticseaice/

      4) E pensare ai problemi veri dell’ambiente, non a quelli immaginari.
      Abbiamo le api che rischiano l’estinzione, tanti insetti che scompaiono, tanti luoghi che vengono devastati dalla presenza umana, che questa sì, sta realizzando le dinamiche demografiche previste, e questo diventa un problema serissimo.

      Scusami, ma in questo blog lo vieni a scrivere? Ma hai la minima idea di chi siamo e cosa scriviamo? Purtroppo per te qua i problemi li conosciamo bene e li denunciamo da anni. Parli di insetti ad esempio ma quando poi c’è un problema collegato ai cambiamenti climatici https://aspoitalia.wordpress.com/2019/02/17/linsetto-nella-miniera-e-morto-chissenefrega/ scrivi commenti su studi scientifici pubblicati dalle più prestigiose riviste del settore (quindi che hanno passato una rigorosa peer review) instillando dubbi ridicoli ( Lei non trova un po’ strano, poco probabile, che lo stesso fenomeno, che sembra generalizzato sull’intero pianeta, abbia in ogni luogo delle cause molto diverse?) dimostrando come non abbia capito nulla di quanto scritto (sono gli insetti tropicali ad essere particolarmente vulnerabili, a causa dell’ambiente in cui si sono evoluti) e facendo intendere che gli unici impatti antropici sugli insetti debbano essere solo i CC (ancora, ma è possibile provare a documentarsi sui problemi prima di mettere commenti a caso?).

      5) Aspetto con trepidazione ora che la TUA ONESTA’ INTELLETTUALE ti permetta di scrivere una risposta sensata.

  23. Ah ecco, Davide, ora mi sembra di capire meglio il tuo stato d’animo.
    Stato d’animo difficile da controllare e prevedere come l’evoluzione di un fenomeno di caos deterministico.
    Ma come mai non citi studi scientifici sui guai relativi alla catastrofe entomologica?
    Chissà quali cause avrà.(cause assolutamente certe,mica solo probabili, è ovvio).
    Comunque, voler ostinatamente dubitare che siamo riusciti a modificare il clima della Terra con la combustione ,in soli tre secoli, di centinaia di miliardi di tonnellate di carbonio, non ti esimerà dal subire le conseguenze di questo fatto, ne sono convinto.
    Purtroppo, occorreranno altri vent’anni per raccogliere altri fatti esemplari ed inconfutabili.Vent’anni regalati alla sostanziale irrreversibilità del processo climatico.
    Ma se il clima lo abbiamo cambiato davvero, ed io ci credo come credo alla morte quale unico destino egualitario dell’umanità, allora bisogna dimostrare se sia possibile riportarlo allo stato originario.

    E questo lo ritengo tanto possibile quanto estremamente improbabile.
    Anzi, dovessi scommettere, metterei sul banco metà della mia aspettativa di vita, che è impossibile, almeno non in tempi desiderabili dagli attuali viventi.
    Se sei nato poco prima dell’inizio di questo secolo, potresti teoricamente avere la dimostrazione delle tue ragioni, per me non esiste tale opportunità. Perchè non m’illudo, nemmeno per sogno, di campare molti altri lustri e ventenni, e tanto meno scoppiando di salute.
    Ma dal mio punto di vista, anzi di visione, credo proprio che se dovessi campare cent’anni, avere avuto ragione riguardo al cambiamento climatico, antropogenico s’intente, sarebbe solo una “soddisfazione di Pirro” se così possiamo riconvertire il famoso detto.
    E con questa replica, sono arrivato ad bivio, proprio perchè non ho molta vita da scialare, non voglio sprecarla in dialoghi che ritengo pressochè inutili, con chicchessia.
    Se hai ragione tu, buon per tutti, ma se hai torto, moltissimi ti chiederanno perchè del torto non te ne sei mai accorto.
    Fa pure rima.
    Un saluto

    P.S. Ma solo per amore di curiosità, avendo una email, puoi scrivermi.
    nomecognomechiocciolagimailpuntocom

    Marco Sclarandis.

  24. Marco, una sola domanda. Dici di credere al riscaldamento indotto dall’uomo con le sue emissioni “come alla morte”.
    Quindi una certezza pressochè totale.
    Esiste un fatto in grado, potenzialmente, di farti cambiare idea?
    Cosa sarebbe necessario?
    Quale manifestazione fattuale servirebbe, in quale arco di tempo, per farti dubitare di tutto l’impianto teorico?
    Non capisco la domanda sulla “catastrofe entomologica” e gli studi scientifici.
    Prendo atto di certe misurazioni. Stabilirne cause e dinamica mi pare più complicato (ed ho commentato anche su questo, non trovando affatto convincente quanto esposto).
    Stia pur certo che, se qualcuno volesse proporre provvedimenti come li propongono oggi sull’anidride carbonica, sarebbe mia premura spulciarli per verificare la loro affidabilità.
    Nel frattempo, mi adopero per difendere la natura dalla sua reale distruzione, fatta di sostanze realmente inquinanti, fatta di cementificazione selvaggia di troppo verde (anche se per fortuna la dinamica di boschi e foreste nel complesso non è così male – spesso trovo foto di posti che frequento di decenni fa, di un secolo fa, ed è impressionante la maggior quantità di alberi oggi presente), e di una popolazione umana che cresce troppo.

  25. https://www.carbonbrief.org/analysis-how-well-have-climate-models-projected-global-warming

    Qui c’è una buona rassegna di modelli.
    Non c’è male, specie confrontandoli con quelli dei deniers (Lindzen, ecc.), che naturalmente prevedevano temperature stazionarie o in diminuzione.

    • Quella non è una “buona rassegna di modelli”.
      Basta vedere, ad esempio, cosa viene fatto col primo rapporto IPCC che ho già postato.
      Si getta un po’ di fumo negli occhi per confondere le idee, ma per vostra sfortuna sappiamo ragionare con la nostra testa.
      1) Se una previsione viene fatta nel 1990, la valuto su quanto succede dal 1990 in poi, non su quanto è successo nei 20 anni precedenti. Quella non è una previsione, è ridicolo valutarne l’aderenza alla realtà sul passato e non sul futuro.
      2) Il primo rapporto IPCC prevedeva, molto chiaramente, +0.3 gradi per decade (sotto le condizioni “business as usual”, le uniche che descrivano decentemente le emissioni di CO2 cresciute come accaduto), con un intervallo di +0.2/+0.5.
      Quindi, dopo 30 anni circa, ci aspettiamo +0.9 circa. E come minimo +0.6.
      Prendendo per buoni i dati ufficiali, siamo a +0.5 circa.
      Quindi siamo ben sotto le previsioni, che risultano totalmente errate, e nulla rileva quanto sia accaduto PRIMA di fare la previsione.
      Nell’articolo emerge tutt’altro.
      Imbarazzante.
      Questa sarebbe la scienza, secondo loro?
      Queste scemenze le possono vendere giusto a qualche ragazzino ignorante.

  26. Davide, la mia risposta alla tua prima domanda è: nulla.
    Nulla di quanto credo possa accadere, date le conoscenze fisiche attuali.
    E quelle prevedibili entro il secolo in corso.
    E di ciò che ho vissuto finora per oltre mezzo secolo.
    Ma,chi vuole fidarsi di questo tizio, e consimili, faccia pure:
    https://www.modenatoday.it/attualita/prof-franco-battaglia-contro-greta-riscaldamento-globale-2019.html
    Peccato che stia facendo dichiarazioni pubbliche “molto impegnative” diciamo così, su persone che potrebbero portarlo in tribunale a dimostrarle, se ne è capace.
    Leggi questo, ( che contiene tutte le incaute dichiarazioni ).
    https://www.ilrestodelcarlino.it/modena/cronaca/greta-thunberg-prof-contrario-1.4498749
    Tu (Lei) mi dici:
    “Stia pur certo che, se qualcuno volesse proporre provvedimenti come li propongono oggi sull’anidride carbonica, sarebbe mia premura spulciarli per verificare la loro affidabilità”.
    Spulciarli?
    Tolte le pulci, se rimane il cane ed è pure ringhioso, conviene stare molto attenti che non ti morda, anzi non t’azzanni alla gola.
    Caro Davide è iniziata l’era del panico planetario, finalmente.
    Ma non è una situazione troppo desiderabile e confortante, purtroppo.
    E’ da duecento millenni che ci siamo adattati al clima, ma questa volta
    non sarà come le altre.
    Questa volta pare proprio che il clima ci abbia lasciato fare, e quello che abbiamo fatto non è altro che creare un clima che si divertirà parecchio a vedere come ci adatteremo.
    Non hai capito che cosa significa “catastrofe entomologica” ?
    Dai, sù non dirmi che non ci arrivi.
    Mai sentito parlare di morie generalizzate d’insetti , api, farfalle , imenotteri, ditteri coleotteri ed artropodi vari?
    Sei giovane, mi sembra.
    Non ti scoraggiare.Se lo fanno quelli come te, tutto è perduto.

    Marco Sclarandis.

  27. https://www.theguardian.com/environment/climate-consensus-97-per-cent/2018/sep/19/shell-and-exxons-secret-1980s-climate-change-warnings

    Niente male anche la previsione della Exxon negli anni ’80, che in privato sapeva tutto, salvo poi in pubblico negare e sovvenzionare i deniers.

  28. Buona previsione? Stimano circa +0.9 gradi tra il 1980 ed oggi.
    I dati mostrati nell’articolo precedentemente indicato mostrano invece circa +0.7.
    Quindi anche in questo caso abbiamo una sovrastima.
    Ma il punto principale è un altro: prendere un trend di breve termine ed estrapolarlo di qui a +infinito è un modo molto ignorante di fare “previsioni”.
    Anche se ci prendi per un breve periodo, perchè il trend continua, non significa affatto che il tuo modello sia corretto.
    Tra l’altro allargando l’orizzonte temporale la correlazione diventa molto più incerta, perchè per lunghi periodi di tempo scompare.
    Fare cherry picking sul periodo temporale non è scienza, è spazzatura.

  29. Dimenticavo: per dimostrare che Tizio non sia in grado di modellare bene la realtà non c’è proprio alcun bisogno di modellarla in prima persona in modo migliore.
    La scienza non è una gara a chi ha puntato sul numero giusto, è una gara a confutare le affermazioni altrui.
    Non ho alcun bisogno di azzeccare che numeri escano alla roulette, per affermare che tu non sia in grado di prevederli a tua volta.
    E posso affermarlo anche se, a volte, per caso sembri indovinarli.
    La statistica, il caso, la probabilità sono usati, troppo spesso, molto male.
    I modelli sul riscaldamento ne sono un esempio lampante.

  30. Bravo, Davide, continua con le arrampicate sugli specchi.
    Io sto aspettando ancora qualcosa di sensato dai deniers. Ma se non riescono a pubblicare niente su Science, Nature, PNAS, ecc., mi sa che aspetterò all’infinito.

    • No, Paolo. E’ chiaramente un complotto della lobby degli scienziati che non vogliono che si esauriscano i ricchi finanziamenti all’inutile ricerca climatica. Fortunatamente ci sono semplici cittadini attenti che sanno smascherare l’assoluta incapacità predittiva dei modelli climatici sviluppati da questi scienziati. Evviva la libertà di parola!

  31. L’incapacità predittiva è un dato di fatto: +0.5 dei dati ufficiali contro una previsione ufficiale IPCC di +0.9, con un intervallo +0.6/+1.5.
    Questa è falsificazione statisticamente significativa.
    La SCIENZA si fa così: mettendo alla prova le teorie e falsificandole. La spazzatura ideologica no.
    Difatti non avete mezzo argomento per ribattere.

    • 0,5° dai dati ufficiali? Magari. SIamo sui 0,6 e ormai ben oltre. E a casa mia 0,2×3 fa proprio 0,6. Se non sei d’accordo controlla o metti una fonte ufficiale del 2018.

      • Inviterei anche a considerare l’inerzia termica degli oceani: anche se smettessimo subito di emettere gas serra la temperatura continuerebbe a crescere per anni. Non abbiamo ancora visto il reale effetto della CO2 emessa.. :-/

      • Ad esempio possiamo prendere i dati satellitari ufficiali pubblicati da Roy Spencer.
        http://www.drroyspencer.com/latest-global-temperatures/
        Ragionando sulla media mobile rossa, unica cosa sensata da fare per non far dipendere tutto dalla scelta di uno specifico mese, noterà come gli ultimi valori siano di +0.25 circa.
        Il valore PIU’ BASSO (quindi il più favorevole alle previsioni IPCC) di circa 30 anni fa + -0.2. Quindi siamo a +0.45 circa.
        Va da sè che sarebbe lecito anche prendere medie che risentano meno delle oscillazioni, e forse la situazione sarebbe ancora più sfavorevole alle previsioni IPCC (ad esempio sarebbe lecito partire da -0.1 per 30 anni fa, senza prendere proprio il minimo relativo).
        Se preferisce, prendiamo quanto riportato da wikipedia (dove trova tutti i riferimenti alle fonti ufficiali).
        https://en.wikipedia.org/wiki/Global_temperature_record#/media/File:Global_Temperature_Anomaly.svg
        https://en.wikipedia.org/wiki/Global_temperature_record
        30 anni fa siamo a +0.35 circa, oggi a +0.9 circa, quindi la differenza sarebbe +0.55 circa.
        +0.5, per approssimare i dati terrestri e quelli satellitari, mi pare perfettamente sensato e corretto.
        Questo nonostante, come ormai ben sappiamo, molti dati terrestri siano sempre più “adjusted”: noterà come, nei dati di wikipedia, sia curiosamente sparito il raffreddamento tra gli anni ’40 e gli anni ’70, che aveva fatto urlare tanti “scienziati” all’imminente era glaciale (se vuole posso portarle articoli del tempo). Al di là della sua interpretazione, il fenomeno era stato rilevante, ma in tempi recenti è stato cancellato dalla storia, un po’ come il periodo caldo medievale ed altro ancora.
        Ad ogni modo, il punto non è il decimo di grado, che conta ben poco (e non ha senso insistere su troppa precisione con dati con una componente stocastica che male si abbinerebbe ad essa), quanto che era stata data una stima centrata su +0.9, con un intervallo +0.6/+1.5.
        Inequivocabilmente i dati reali non stanno seguendo la dinamica prevista, ma ben che vada si giocano il limite inferiore.
        La sovrastima del fenomeno, da parte del primo rapporto IPCC, è evidente.

      • 0,55 appunto, ma servono anche i dati del 2020 per una previsione di 3 decadi che parte dal 1990, non basta arrivare sino a i dati del 2018. Quindi vedrai che a 0.6 ci arriviamo, se non superiamo , abbondantemente. Mi fa piacere che alla fine siamo perfettamente d’accordo. Se non vuoi finire moderato in automatico, ti conviene mettere al massimo un link per post.

  32. Vi ringrazio per aver “moderato”, e non pubblicato, il commento con cui rispondevo, riportando i dati ufficiali a dimostrazione di quanto ho sostenuto.

  33. Allora, o la comunità internazionale dei climatologi è sostanzialmente un’accozzaglia di dilettanti incapaci di capire un fenomeno come il clima, complesso quanto si vuole ma non assurdo, altrimenti ben pochi perderebbero tempo a studiarlo ed ancor meno saremmo qui a discuterne, per ovvi motivi,oppure ne sanno già abbastanza da dire a tutti noi che
    alla fine il clima l’abbiamo davvero cambiato.
    Lascio perdere l’idea del complotto contro i colleghi che difendono l’idea contraria o quantomeno ben diversa dalla causa antropica.

    Oltre che inconsistente la ritengo anche noiosa, ormai.
    Possiamo chieder loro quale esperimento scientificamente corretto si potrebbe fare per validare definitivamente la loro tesi?
    Forse basterebbe continuare a bruciare altre centinaia di miliardi di tonnellate di carbonio e anche alla svelta possibilmente, e vedere l’effetto che fa, sul clima s’intende.
    E’ semplice,no?
    Già, ma il clima è un fenomeno multifattoriale, eccetera eccetera e ancora eccetera.
    Quindi che cosa dovremmo fare?
    E meglio correre il rischio di non credere alla loro ricerca, con le conseguenze di trovarci poi con un clima insopportbile e planetario,oppure
    credere, visto non possiamo diventare tutti loro colleghi in tempi ragionevoli, quindi fidarci di loro, e magari scampare guai peggiori di quelli in cui ci troviamo?.

    Lei cosa ne pensa Davide?

    Marco Sclarandis.

    • @Marco Sclarandis: epistemologicamente non funziona così, funziona che le cose si falsificano, e non si verificano. La filosofia della scienza si è evoluta in questo senso, e non da poco.
      Ed è giusto così: se lei pretende di indovinare che numeri escono coi dadi, non è che “dimostra” di saperlo fare se per caso esce qualche numero previsto.
      Al contrario, se escono i numeri sbagliati è falsificata la sua pretesa di saperli indovinare.
      Quindi, ripeto: che dati / avvenimenti vi servono per ritenere tutto l’impianto falsificato?
      Nessuno che risponde?
      Eppure, se siete così sicuri, non vedo quale sia il problema.

  34. @dariofaccini: 1) continua ad ignorare il dato più importante, e cioè che abbiamo un intervallo 0.6/1.5, e stiamo a disquisire sul confine inferiore.
    In pratica abbiamo una distribuzione statistica, ed invece che rilevare il fatto che il grosso della probabilità stimata sia sbagliato, stiamo discutendo se rifiutiamo l’ipotesi centrale al 93% o al 96%.
    Che è quanto succede quando si parla di “centinaia di modelli” che stimano riscaldamento. Già, peccato che quasi tutti lo abbiano sovrastimato.
    2) E’ proprio il ritmo ad essere stimato sbagliato, un intervallo di 30 anni preso 2 anni prima o dopo cambia poco. Se prende i dati di wikipedia, noterà come il ritmo di crescita sia dato da +0.9 gradi dal 1970 ad oggi.
    Quindi sono +0.9 gradi in approssimativamente 50 anni, cioè siamo sempre a poco meno di +0.2 per decade.
    3) Mi spiace dover insistere, ma gli “aggiustamenti” fatti alle serie storiche della temperatura non sono irrilevanti.
    Vi rendete conto che è sparito il global cooling tra gli anni ’40 e ’70?
    Ma scherziamo?
    Per quale motivo dovremmo “affidarci” ad un +-0.1 gradi di serie storiche che vengono modificate così tanto nel tempo (sempre a favore della tesi che si pretende di dimostrare con quei dati, e sempre con e-mail a dimostrare che viene fatto apposta)?

    • Abbiamo infine appurato insieme che una previsione climatica con modelli della fine degli anni ’80 che giravano su calcolatori giurassici è stata incredibilmente esatta a distanza di 30 anni. Lasciamo stare le altre leggende negazioniste ora. Non le fanno onore.

    • Dimenticavo: grazie per avermi fatto notare questa cosa, la userò nelle mie presentazioni proprio per dimostrare che già trent’anni fa si era capito tutto e si potevano modellizzare con estrema precisione le conseguenze, mentre noi siamo ancora qui a parlare di un 0,05° in più o in meno mentre il clima va a rotoli.

  35. Davide, Davide, lei non sa chi sono io……….
    Nel senso che non sono nessuno, tanto meno un epistemologo, un climatologo o comunque un -ologo di qualche genere, ma so che una teoria dev’essere falsificabile per fregiarsi del titolo di teoria scientifica.
    E anche da tanto tempo ormai.
    Altrimenti è letteratura fantasy, di solito.

    Detto questo esiste il verbo “verificare” che, credo, significhi accertarsi se un fatto, per esempio sia vero o falso, ed anche solo verosimile, a volte.

    Mi sembra, comunque, che vi siano ormai innumerevoli fatti che concordino tutti e molto bene con la teoria del riscaldamento globale antropogenico, non ne faccio l’elenco perchè ritengo che il frequentatore di questo sito li conosca già,Uno per tutti la drsastica ,percentualmente a due cifre intere, riduzione costante del ghiaccio artico in quantità e qualità.

    Non so proprio come si potrebbe con questo solo fatto falsificare la suddetta teoria.Possiamo aspettare un lustro, un decennio, due, mezzo secolo,un secolo, due anche, i posteri avrebbero di che interessarsi, e verificare pardon, falsificare eventualmente ma con i fatti, la teoria.

    Io, preferisco credere, perche alla fine non posso far altro, ad un secolo di
    congetture, previsioni indagini ,calcoli, anche sbagliati e corretti poi,verifiche e confutazioni, dette altrimenti falsificazioni di teoria, perchè sento ma è una sensazione quindi fallibile, che per davvero siamo riusciti a cambiare il clima della Terra.Da Lavoisier in poi sembra che la teoria chimica funzioni, e l’effetto serra climalterante di molti gas sia difficilissimo da falsificare.Anzi, facile da verificare e non solo in laboratorio.

    E, non pare, il riscaldamento etc.etc. sia un fatto al quale ci potremo adattare confortevolmente.
    Qual è il rischio che corro se mi sbaglio a credere ciò che ho detto?
    Di concorrere adistruggere l’economia mondiale?
    D’impedire l’uscita dalla miseria di miliardi di persone?
    Di aver terrorizzato inutilmente tutti, tranne un manipolo di visionari controcorrente?
    Se mi risponde ,leggerò la risposta. Ma per ora:

    Addio Davide.

    Marco Sclarandis.

  36. Se è consapevole del fatto che le teorie scientifiche devono essere soggette a falsificabilità, mi saprà anche dire cosa ritiene necessario per falsificare questa.
    Se escludiamo la falsificabilità, escludiamo anche la scientificità.
    Che problema c’è? Se siete così sicuri, cosa temete?
    Come mai nessuno si prende questa responsabilità?

    Il ghiaccio del polo nord non dimostra di certo la relazione causale tra attività umana e riscaldamento, non scherziamo.
    E penso sappia che dimostri solo un riscaldamento rispetto a quando il ghiaccio si è formato, non un riscaldamento attuale e continuo.
    Se toglie il ghiaccio dal freezer, si scioglierà anche senza continuare ad aumentare la temperatura della stanza.

    L’effetto serra “dimostrato” non è sufficiente a spiegare il riscaldamento attuale.
    Servono feedback ed altre cose, per arrivare ad una sensibilità del clima all’anidride carbonica che è estremamente incerta.

    Inoltre è del tutto insufficiente a spiegare la dinamica passata del clima.
    La pretesa, quindi, di saper spiegare il clima con questo (incluso il riscaldamento degli ultimi 2 secoli e le sue “pause”, che infatti si cerca di far sparire) è del tutto ingiustificata.
    Il clima è molto più complesso di come queste ridicole semplificazioni fanno intendere.
    Ormai siamo oltre il ridicolo: siccome questa teoria infantilesca non è in grado di spiegare il periodo caldo medievale, quello romano, la dinamica tra gli anni 40 e 70, si cambiano i dati che non collimano.
    Per poi far girare centinaia di modelli tutti uguali.
    Di cui tipo il 90% sovrastimano il riscaldamento, messi alla prova dei fatti.
    E questo sarebbe “un successo”.

    I rischi? Semplicemente di costringere il mondo intero a spendere una quantità inimmaginabile di risorse, per ottenere risultati ridicoli.
    Di togliere la libertà ed il benessere economico a quasi tutti.
    Non avete il diritto di costringere tutti in questo modo, sulla base di questa pseudo scienza che non ha minimamente la significatività necessaria.
    Lo scontro è inevitabile.
    Ma è uno scontro del genere “blocco comunista” contro “mondo libero”, sappiatelo.

  37. “Ma è uno scontro del genere “blocco comunista” contro “mondo libero”, sappiatelo”

    Ahhhhh, ecco Davide, ora ho trovato la chiave per decifrare la sua weltanschauung.

    Ora posso lasciarla andare, nei miei pensiari sulla sua strada.
    O pretende che io cambi la mia, di weltanschauung, per seguirla sulla sua, di strada?
    Io, in coscienza, a fidarmi della scienza che mi dice e cerca di dimostrarmi la realtà del cambiamento climatico antropogenico ACC o riscaldamento globale antropogenico AGW che sia, mi sento a posto.
    Sono disposto a correre il rischio di sbagliarmi.
    in ogni caso, se il clima cambia o meno se lo fa per conto suo o aiutato o costretto da noi, l’inerzia di tale cambiamento è talmente grande, pare,
    che dobbiamo adattarci comunque al mastodontico cambiamento.
    Anche questa mia affermazione andrebbe falsificata, ovvio.
    E come?
    Esattamente come andrebbe falsificata questa:
    “Ma è uno scontro del genere “blocco comunista” contro “mondo libero”, sappiatelo”.

    Bene, questa volta la saluto con un addio definitivo, ho altro di cui interessarmi.

    Marco Sclarandis.

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