Gli effetti collaterali dell’auto elettrica

Il mondo è diviso tra chi sogna la mobilità elettrica e chi ride all’idea.

Hanno torto entrambi.

E’ in atto una campagna promozionale dell’auto elettrica con pubblicità e messaggi molto insistenti e superficiali.

Se è vero che i combustibili fossili non sono più un’opzione praticabile per i danni che recano al clima e per il loro progressivo esaurimento,  suscita comunque sgomento immaginare un futuro in cui ogni auto attuale è stata sostituita da una versione elettrica.

Parliamo di sostituire oltre 1 miliardo di automobili, nell’ipotesi favorevole e tutt’altro che scontata che le popolazioni nei paesi ancora “poco motorizzati” arrestino presto la loro fame di auto. Un obiettivo che porterebbe con se un gran numero di problemi, alcuni in aperto contrasto con la battaglia per arrestare i cambiamenti climatici.

Mirco Rossi, in un’analisi pubblicata sul sito di ASPO Italia, fa il punto su molti di questi problemi:

  • il minore impatto ambientale dell’auto elettrica si riduce molto quando si considera anche la fase di costruzione, lo affermano le analisi del ciclo di vita;
  • lo stesso vale per il consumo di energia  e risorse;
  • anche l’inquinamento dei centri urbani non vedrebbe che un miglioramento parziale;
  • la possibilità di scalare in tempo le fonti d’energia rinnovabile sono praticamente inesistenti per riuscire ad alimentare un volume di veicoli di questa dimensione;
  • anche le infrastrutture elettriche da realizzare capillarmente sono una sfida tecnologicamente ed economica proibitiva nei tempi scala necessari per arrestare i cambiamenti climatici (ristrutturazione della rete elettrica per sostenere le tante colonnine di ricarica ad elevata potenza)

Rossi analizza ogni problema e conclude che:

L’espediente individuato (la vettura elettrica) presenta le caratteristiche adatte a trasmettere un messaggio, amplificato oltre misura dalla pubblicità, di merce capace di attivare processi di accelerata sostituzione e penetrazione in una ampia quota di mercato.

La “modernità tecnologica” di queste vetture risponde al bisogno (più indotto che reale) di innovazione, in quanto tale, e viene presentata e interpretata come particolarmente funzionale alla soluzione dei problemi climatico-ambientali. S’intende, in apparenza, considerando che l’universo dei potenziali compratori vuole e sa prendere in esame solo gli aspetti superficiali e semplicistici della questione: il carburante fossile inquina, l’elettricità non inquina.

[…] la faccenda è notevolmente più complessa e un regime di mobilità privata elettrica, concettualmente simile a quello attuale, non è affatto di facile attuazione e, in ogni caso, non rappresenterebbe certo la soluzione all’aumento delle emissioni di gas climalteranti e inquinanti.

Rossi conclude che la direzione da prendere dovrebbe essere quella di puntare ad elettrificare prima i trasporti collettivi anziché quelli privati, all’interno di un “processo di trasformazione dell’intera società” che riveda i bisogni reali e limiti gli utilizzi non prioritari. E’ un’appello che proviene da più parti.

Ma nell’orgia consumistica di un cambio completo del parco privato circolante, questo è un appello che nessuno ascolta.

 

Il PDF dell’articolo integrale di Mirco Rossi è possibile scaricarlo da qui.

 

52 risposte a “Gli effetti collaterali dell’auto elettrica

  1. finalmente qualcuno che comincia a dire che il cambio di paradigma non finirà a tarallucci e vino.

  2. Pingback: le umane parole dei blog – bortoblog 15 – 124 – cor-pus 15

  3. Dipende…
    Sostituiremo la punto con la i-MiEV (+ allestimenti C0 e Ion) o con Audi e-Tron?
    Continueremo a cambiare auto ogni 5 anni o (visto anche il maggior costo) impareremo a farle vivere a lungo?
    Il mio EV compie 20 anni, la batteria 15.
    Ma ancora, come le useremo? Lo stretto indispensabile o pretenderemo di fare viaggi di piacere da 1000km con ricariche rapide da pochi minuti?

    Secondo me tanti appassionati di EV stanno (di nuovo) cadendo nel paradosso di Jevons.

  4. Più biciclette per tutti?…

    • @CimPy
      Non ho tempo di andare in bici, uso l’auto, giro finché non trovo parcheggio vicino (per far prima) Niente scale, l’ascensore è più veloce!!
      Perché ho fretta!
      Sai… Dopo devo andare in palestra!

      Questa è un po’ calcata ma purtroppo storie simili ne vedo tutti i giorni.

  5. L’articolo mi sembra eccessivamente pessimista… Per esempio:
    1. l’attuale tasso di crescita degli EV in Italia è talmente lento da lasciare tutto il tempo necessario agli adattamenti alla rete di distribuzione dell’energia elettrica
    2. Le preoccupazioni per il carico alla rete sono mitigate dalla tendenza a ricaricare di notte.
    3. Ipotizzare la ricarica completa quotidiana è del tutto irrazionale. La percorrenza media italiana è 30km/giorno e richiede 4-5 kWh
    D’estate se ci fosse meno rumore si potrebbe dormire con la finestra aperta e risparmiare nel condizionatore più di quello che consumano gli EV.
    4. Il picco dei consumi è d’estate proprio in concomitanza con il picco di produzione del FV
    5. La distinzione tra fonti rinnovabili e non è fortemente discutibile: considera eolico e FV ad emissioni zero e non la biomassa… In realtà produzione ed installazione di impianti comportano emissioni, la biomassa (se è scarto e non frutto di disboscamento) ha un impatto molto minore del carbone…
    6. Considera la rete di distribuzione dei carburanti tradizionali come perfettamente sviluppata ed onnipresente quando in realtà la maggior parte di questi viaggia su camion… L’incidente a Bologna ve lo ricordate?

    Secondo me l’unica cosa realmente insostenibile è pretendere di portare 2Ton di ferraglia da 0 a 100km/h in 4 secondi per portare in giro mediamente 100kg di trippa. (1,5 x auto)
    Mio nonno viaggiava su un veicolo che pesava meno di 600kg, i 100km/h non li raggiungeva ed era contentissimo.

    • Rispondo per punti:
      1. E allora l’auto elettrica non arriverà in tempo per essere d’aiuto nel liberarci dalle fossili, è il giusto equilibrio il problema.
      2. E allora non sfrutterà il fotovoltaico
      3. Le estati saranno sempre più calde, il risparmio che citi non è possibile nelle isole di calore urbano fatte di asfalto e cemento
      4. non centra con la mobilità elettrica, visto che d’estate è ridotta
      5. Le biomasse emettono un terzo circa del particolato, lo IARC non differenzia più la natura del particolato in base alla sorgente perché risulta comunque cancerogeno.
      6. La rete dei carburanti c’è già, non ha bisogno di altri investimenti, qui sta la differenza.

      Sono comunque punti minori, rispetto a quelli degli impatti, della scala temporale, dei consumi delle risorse.

  6. 1. Su questo concordo: è tardi.
    2. Esisterebbe anche l’eolico (se qualcuno non avesse detto che deturpa il paesaggio)
    3. Mi esprimo meglio: viene spontaneo evitare di ricaricare nei momenti di picco dei consumi. Poi le well Box intelligenti aiutano.
    4. Si critica la disponibilità di energia elettrica, la capacità della rete di trasportarla e si fa notare che il FV è l’unica fonte rinnovabile in crescita…
    Allora io faccio notare che il FV produce energia localmente proprio nei momenti di maggior bisogno.
    5. So bene che le biomasse inquinano, so anche che in campagna si brucia all’aperto… Se proprio si deve bruciare la potatura meglio valorizzare.
    So anche che è una percentuale molto modesta del fabbisogno energetico.

    6. Investimenti? Quanto costa il via-vai di autocisterne? Quanto è costato l’incidente del camion a Bologna e del treno? Ridurre il consumo di benzina/gasolio/GPL significa ridurre anche il traffico pesante.

    Non dico che l’articolo sia sbagliato o che l’autotrazione elettrica possa salvare il mondo…. Mi sembra solo più pessimistico del necessario.

    • si vis pacem, para bellum. Ossia è buona norma, prepararsi al peggio. I gilet gialli e il paradosso di Jevons non possono essere fatti svanire nell’oblio. Ci sono e ci dobbiamo fare i conti. Volenti o nolenti, PO o GW , separatamente o insieme, ci presenteranno il conto e dovremo passare da una società consumistica ad una almeno di sussistenza. Gli scenari possono essere molto diversi a seconda dei disastri che colpiranno e la mancanza di disponibilità di mobilità senza freni come ora, sarà solo un danno collaterale. Mi ricordo che negli anni ’50, solo le merci si muovevano su mezzi a motore ed erano prevalentemente alimentari. Per tutti gli altri biciclette e qualche motorino a due tempi. Certo che tornare a quei tempi, non sarà indolore: per tutti, visto che anch’io, pur essendoci nato, mi sono ormai abituato ai comodi, figuriamoci per chi nemmeno li ha mai visti.

  7. A proposito di veicoli e risorse:
    http://www.metallirari.com/richiamo-fiat-900mila-veicoli-infiamma-palladio/

    “In seguito al richiamo volontario di Fiat Chrysler Automobiles (FCA) di circa 900.000 veicoli a benzina, i consumatori di palladio in tutto il mondo temono che il deficit di metallo peggiorerà drammaticamente. Infatti, si pensa che la casa automobilistica dovrà provvedere alla sostituzione dei convertitori catalitici in tutti questi veicoli.”

  8. L’auto elettrica è semplicemente follia.
    Aggiungo un altro problema: lo spostamento dell’inquinamento, che crea incentivi a comportarsi “male”.
    Infatti inquinando localmente, quantomeno si subiscono anche le conseguenze delle proprie azioni, si vedono i risultati, e questo rappresenta un incentivo a tenere casa propria “pulita”, in ogni senso.
    Con l’auto elettrica invece si ha uso locale, ma quasi tutto l’inquinamento viene spostato altrove, a casa di altri.
    La cosa non solo premia comportamenti non virtuosi, ma è anche eticamente inaccettabile.

    Un altro aspetto grottesco della faccenda, sufficiente a far pensare alla totale malafede di chi prende queste decisioni, riguarda l’attenzione morbosa verso l’auto, punita in ogni modo salta loro in mente, mentre se ne fregano completamente di navi ed aerei.
    Che bruciano carburanti in quantità industriale e senza alcun dispositivo antinquinamento. Le navi anche olio pesante, di solito.
    Per lorsignori burocrati, il cattivo produttore di CO2 è chi va al supermercato in auto, mentre loro devono fare migliaia e migliaia di km per girare il mondo a dire scemenze, a spese nostre.

    La malafede è anche dimostrata da come vengono ignorate alternative come il biodiesel derivante da biomasse di scarto (come Eni Greendiesel – non per fare pubblicità, ma per capire), che sono una possibilità concreta (è roba già oggi in commercio, reale, non la solita fantasia sulle batterie del futuro che non arrivano mai) di rendere rinnovabili i carburanti tradizionali.

    • Quello che tu dici sarebbe giusto se gli scarichi delle automobili scaricassero in faccia al conducente.
      Per come sono fatte ora tanti umanoidi si esaltano a vedere fumo dallo specchietto.

      Inoltre i lunghi tempi di ricarica sono un incentivo a non sprecare energia!
      Ieri ho seguito una leaf ultimo modello su una strada extraurbana… Viaggiava a 50km/h
      In autostrada vedo delle Tesla viaggiare nella corsia con i camion.

      Infine dimostri scarsa competenza e di non aver letto l’articolo infatti (finalmente) anche alle navi vengono posti limiti di emissioni.
      Sempre le navi hanno rendimenti reali almeno 3 volte superiori a quelli di una buona automobile.

      Hai mai sentito parlare di “spesa a km0”?
      Viene sostenuta proprio per ridurre l’impatto dei trasporti!

      Il biodiesel? Lo sanno tutti che non è un alternativa.

      • Chi vive in citta subisce eccome le emissioni inquinanti del suo comportamento, perchè l’aria è quella.
        Ma non se c’è di mezzo l’auto elettrica.
        I tempi di ricarica lunghi sono semplicemente un aspetto, negativo, di una tecnologia del tutto inadeguata.
        Sì, intralciano il traffico, perchè altrimenti si accorgono che certi veicoli non consumano affatto poca energia come credono, ma sono molto peggio, più inefficienti, di come la raccontano. Quindi per auto prendersi in giro si riducono ad intralciare il traffico.
        Nell’articolo qui sopra non si parla affatto di navi, quindi le sue critiche sono del tutto infondate, e quindi è lei l’incompetente.
        Fino ad oggi, le auto sono state massacrate mentre navi ed aerei non hanno alcuna limitazione.
        Addirittura i carburanti per auto sono mostruosamente tassati, mentre quelli aerei sono esentasse.
        UNA nave da crociera produce particolato quanto MILIONI di auto normali.
        Non ha alcun senso millantare maggiori efficienze di navi od aerei, quando la realtà è che vengono usati per tragitti mostruosamente più lunghi, e quindi la produzione di inquinanti è di fatto molto maggiore.
        Ma siccome alle bande di burocrati piace andare in giro per il mondo, a spese nostre, a dire scemenze, allora massacrano l’auto e salvano navi ed aerei. Secondo loro il problema è chi fa 10 km in auto per andare a fare la spesa, o 500 per andare in vacanza, quando loro ne fanno 1000 per blaterare e 10000 per le vacanze.
        Biodiesel e simili sono eccome un’alternativa, certo non per chi vuole per forza qualcosa che funzioni male e costi tantissimo.

      • Mauro Tassinari

        “Nell’articolo qui sopra non si parla affatto di navi”
        E quindi? Quet’articolo ha un tema, le navi sono un altro argomento gli aerei un altro ancora.
        Il trasporto via mare su grandi navi è il più efficiente.

      • Mauro Tassinari

        “Nell’articolo qui sopra non si parla affatto di navi”
        E quindi? Quet’articolo ha un tema, le navi sono un altro argomento gli aerei un altro ancora.
        Il trasporto via mare (su grandi navi) è il più efficiente in termini di energia per tonnellata di merce trasportata.
        Poi se vogliamo dire che il turismo è inutile e che tante merci non sono indispensabili è ancora un altro discorso.
        Sono d’accordo con lei che le accise dovrebbero pesare in egual modo su tutti i carburanti (terrestri aerei e navali) ma se vuoi fare una classifica l’energia con il maggior sovrapprezzo è proprio l’energia elettrica alle colonnine venduta al decuplo del valore di produzione, il triplo di quello che la paghiamo in casa, poi c’é la benzina, poi il gasolio che paga circa il 20% in meno della benzina…. Quindi se volevi difendere il gasolio facevi meglio a tacere.
        Per il resto i tuoi discorsi sono tutti inutili! Qui si studia come migliorare l’efficienza delle automobili ed il documento allegato sostiene che l’elettrico migliora ma non abbastanza. Tutto il resto è OT.

      • Quindi, caro Tassinari, lei mi ha dato dell’incompetente a sproposito, rinfacciandomi di aver ignorato qualcosa che nell’articolo, in realtà, non è affatto scritto.
        Al contrario, non mi pare affatto fuori tema far notare la ridicola disparità di trattamento tra auto, su cui vige il più completo accanimento, ed altri mezzi di trasporto, che sono bellamente ignorati perchè in qualche modo corrispondono al pensiero unico politicamente corretto.
        E no, non sono un fan del diesel, che se non fosse per il delirio di tasse politicamente corrette esistente in Europa non si sarebbe mai diffuso.
        Semmai sono un fan dell’auto, insostituibile strumento di libertà per tutti, e dei combustibili fossili in generale per l’auto, insostituibile fonte di energia per applicazioni mobil, con comodità e densità energetica impareggiabili.
        Le auto sono l’ultima cosa a doverli mollare.
        Prima ci sono tutte le applicazioni fisse, per le quali non c’è il problema dello stoccaggio di energia, cioè delle batterie.
        Magari facendo energia elettrica col nucleare, unica alternativa economicamente praticabile a gas e carbone.

      • Mauro Tassinari

        “non mi pare affatto fuori tema far notare la ridicola disparità di trattamento tra auto….”
        Vallo a dire ai politici.
        Io ho un auto e quando dovrò cambiarla dovrò scegliere fra auto….
        Anche se paga meno accise non mi comprerò una nave od un aereo.

      • Possono farlo anche con biomasse di scarto.
        E comunque anche con l’olio di palma diventa un carburante rinnovabile, quindi risolve il supposto problema climatico.
        Curiosamente però ogni soluzione che funzioni non va mai bene, da questa al nucleare.
        Evidentemente si vuole per forza qualcosa che funzioni male e costi tantissimo.

      • Mauro Tassinari

        “Possono farlo anche con biomasse di scarto.”
        Lei quanto gasolio pensa di poter produrre con le biomasse di scarto?
        (Come dire che se non c’é più pane si possono mangiare le brioches)

  9. Luciano di Bologna

    Secondo me bisogna per primo obbligare i camion a girare carichi. Perchè vorrei ricordarvi che almeno il 40% di camion girano vuoti. E cosi si inquina immediatamente meno e MENO traffico di camion e MENO incidenti. Poi le auto in città NON devono OBBLIGATORIAMENTE sorpassare i 50, 60 allora, così si inquina meno. In certi orari di ingresso e uscita dal lavoro, le auto non possono avere meno di 2 persone a bordo, uso condiviso. Altro risparmio d’inquinamento. Per secondo, tutti i benzinai devono avere colonnine di ricarica veloce delle auto elettriche. Poi si devono produrre batterie il più possibilmente uguali, fra tutte le auto elettriche, per far in modo che si arrivi ad avere la sostituzione delle batterie al volo. Es. Telefoni al benzinaio dove pensi di arrivare con batteria scarica, prenoti la batteria e quando arrivi cambi le batterie in 5 minuti e te ne vai. Il benzinaio diventa anche un cambio (cavalli) batterie. Vi ricordate secoli fa quando cerano dei punti dove ti cambiavano i cavalli ? Uguale. E poi le auto elettriche non importa che abbiano riprese da F1, nella ripresa si scarica parecchia potenza della batteria. Per terzo Rubbia ha inventato una centrale elettrica a sale con specchi. Funziona che gli specchi messi tutti intorno a una serbatoio pieno di sale che sarà a 10 mt di altezza. Gli specchi riflettono il sole contro questo serbatoio dove il sale riscaldandosi manda in ebollizione dell’acqua che fa girare una turbina e genera corrente. Progetto realizzato negli stati uniti e in altri posti. Non ci sono nemmeno i pannelli da smaltire perchè sono specchi. Ho detto tutto ? Boo. Comunque bisogna partire dall’educazione del traffico attuale. Usare bene camion e auto. E poi con elettrico.

    • Ho la sensazione che il mio lavoro non sia stato letto con la necessaria attenzione perchè altrimenti non sarebbero emersi i suggerimenti contenuti in questo post. Le risposte si trovano già in quanto ho scritto.
      Per quanto riguarda Rubbia la sua “scoperta” (che guarda caso ha trovato applicazioni pratiche solo in qualche esperienza sperimentale) consiste nel conservare una parte del calore tramite fondendo dei sali che vendono riscaldati nel “fuoco” degli specchi concentratori a parabola e trasportati con lunghe tubazioni in un serbatoio coibentato. Non lo si fa per aumentare la quantità di energia che si cattura dal sole (impossibile!) ma solamente per poterne utilizzare una parte di notte. http://www.archimedesolarenergy.it/brochure_ase.pdf .
      Tuttavia se ne perde una buona fetta a causa delle indispensabili “trasformazioni” che obbligatoriamente il processo di stoccaggio richiede. Inoltre il sistema presenta aspetti di notevoli criticità in caso di guasti (i sali tendono a solidificarsi nei tubi).

    • Sa chi viaggia generalmente mezzo vuoto?
      I mezzi pubblici.
      Che, salvo rari percorsi/orari affollati, hanno un load factor molto basso.
      Questo è causa non solo della loro fallimentare inefficienza economica (ampiamente documentata), ma anche di una grande produzione di inquinamento.
      Trovo il suo messaggio, francamente, agghiacciante.
      Sembra di leggere la Ocasio Cortez e le sue terrificanti idee di distruzione della libertà e della prosperità economica.
      L’ambientalismo che sposa tutto questo è una pessima scelta.

  10. Rossi perché fa disinformazione petrolifera??? L’auto elettrica è quella a minor impatto CONSIDERANDO TUTTO il ciclo di vita!!! https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2352146517305513

    • Tavernini, non basta UNA LCA positiva a favore dell’auto elettrica per trarre conclusioni definitive. Il mio lavoro affronta anche questo tema mettendo in luce come LE ANALISI LCA possano offrire risultati diversi, in quanto diversi possono essere i parametri e i dati presi in considerazione (per esempio, tipo di auto, chilometraggio, durata di vita, uso preminente, tipo di batterie, mix elettrico di riferimento, ecc.). Come diversi possono essere gli interessi degli analisti e dei committenti. Potrei fare esempi se non fossi bloccato dal segreto industriale (non faccio io le LCA ma posso arrivare facilmente a chi le fa per mestiere). Sono sicuramente dei punti di riferimento ma per risultare decisive si devono poter mettere assieme numerosi risultati simili, con lavori di più analisti e applicando criteri, parametri e fonti di dati variabili (com’è d’altronde la realtà!). Per esempio, la LCA che porto a esempio nel mio lavoro offre risultati molto più dubbi di quella da te citata e mette in discussione la convenienza dell’auto elettrica. Aggiungo che anche in questo caso ho l’impressione che il mio lavoro non sia stato letto per intero. L’analisi LCA è uno tra i punti critici dell’auto elettrica che approfondisco. Importante, ma non decisivo e che una LCA, per quanto fatta bene e magari anche onestamente, non può prendere in considerazione.

    • The scope of this study, with respect to the fuel supply chain (including electricity) and the choice of vehicle technologies, is limited to the Belgian.
      Diciamo che questo studio è particolarmente fuorviante perché il Belgio is among the highest nuclear dependencies in the Europe. Ora siamo tra il 50 e il 60% di nucleare, inoltre è un mix senza carbone. Ma sul nucleare non sembra che siano state considerate le emissioni ad esempio per lo smantellamento delle centrali a fine vita e il processamento e stoccaggio delle scorie.
      Nonostante questo dimostra nella figura 3 esattamente quanto scritto da Rossi: se il mix elettrico prevede fonti fossili, la convenienza dell’elettrico in termini climalteranti sparisce anche nelle analisi WTW.

  11. Rossi allora mi documenti quali sono questi risultati dubbi anche perchè è noto che un auto elettrica emette meno CO2 anche quando l’energia è prodotta da carbone.. https://www.transportenvironment.org/press/le-auto-elettriche-emettono-meno-co2-del-diesel-nel-loro-intero-ciclo-di-vita-anche-quando

    • Ripeto: magari è opportuno leggere tutto e bene il mio lavoro. Come tutte le cose non è perfetto, ma a pag.4 e 5 arrivo persino a tradurre in italiano un abstract di una LCA che, appunto, confronta le emissioni a diversi livelli di percorrenza delle vetture (anche se esistono molte altre variabili importanti che potrebbero essere prese in considerazione allargando di volta in volta i panorami presi in esame da una LCA e che sono trascurate per non rendere troppo complesso e costoso il lavoro) arrivando a concludere che i vantaggi dell’elettrico si riducono sino ad azzerarsi per percorrenze inferiori ai 100.000 km. Siccome la percorrenza media delle vetture in italia è notevolmente inferiore a questo dato ….
      Metto anche in guardia sul valore assoluto di ogni analisi LCA perchè bisogna considerare l’interesse dell’analista e del committente. La scienza non è mai completamente neutra, soprattutto la ricerca e i finanziamenti che la sostengono.
      Insisto poi nel sottolineare l’importanza degli aspetti che l’analisi LCA “teorica” (cioè su una vettura tipo immaginaria) non prende in considerazione e che nel mio lavoro cerco di affrontare: la reale “pulizia” e composizione del mix elettrico (decisiva per i risultati), l’esaurimento delle risorse, la composizione dell’inquinamento urbano, l’indifferenza o persino l’eventuale aggravio dell’auto elettrica rispetto alle congestioni di traffico, l’interesse strumentale del mercato automobilistico, le prospettive del gasolio, la resposabilità dei furgoni, camion, autobus, il ruolo marginale delle rinnovabili a livello mondiale e le enormi difficoltà per espanderlo (nel frattempo si vorrebbe comunque aumentare l’uso di elettricità nelle vetture!), le problematiche di difficile e costosa soluzione per garantire, con la produzione e la rete di trasporto-distribuzione di elettricità adeguate, la ricarica delle batterie appena la mobilità elettrica dovesse superare i limiti di una dimensione marginale, la necessità di cercare da subito radicali soluzioni sul fronte di un cambiamento radicale della mobilità privata e di sviluppo dei trasporti collettivi per ridurre l’estrazione e il consumo di fossili.

    • La invito a leggere il link che lei stesso ha postato.
      1) Non si tratta di una pubblicazione peer review, ma di una pubblicazione di un’associazione ambientalista (https://www.transportenvironment.org/members) che quindi va presa un po’ con le pinze.
      2) Non si fermi al titolo che è ad impatto ma è fuorviante sul contenuto, vada al pdf https://www.transportenvironment.org/sites/te/files/publications/TE%20-%20draft%20report%20v04.pdf e alla figura 1 che è stranamente simile a quella della figura 3 che le ho già commentato dell’altro studio…stessi autori. Ma anche qui se guarda il BEV coal-fired arriva a 175, mntre il disel sappiamo si ferma a 145. Quindi la sua affermazione è noto che un auto elettrica emette meno CO2 anche quando l’energia è prodotta da carbone. In realtà in letteratura è noto l’esatto contrario. Un mix elettrico meno spostato sulle fossili naturalmente migliora le emissioni dei BEV, ma solo in modo marginale sino a quando le rinnovabili non entreranno pesantemente nel mix. Quindi come dice Rossi puntare sulla sostituzione del 100% del parco veicolare con l’elettrico non darà benefici sensibili in campo climatico, meglio puntare sull’elettrificazione solo di una parte, che possa essere ragionevolmente sostenuta dallo sviluppo delle rinnovabili che riusciremo ad ottenere

  12. “Per esempio, un aspetto ben pococonsideratonei lavori che riguardano il confronto tra vetture elettriche e quelle a combustione interna,è il consumo di energiaper il raffrescamento estivo e il riscaldamento invernaledell’abitacolo. Ilprimo potrebbe non determinare significativedifferenze tra le due tipologie di vetture,il secondo invece penalizza fortemente la vettura elettrica che non può sfruttare il calore “di scarto” del motore termico ma deve estrarre energia dalle batterie.D’altronde,per quanto riguarda il chilometraggio che la vettura può coprire in autonomia,non è chiaro quanto il costruttoreprenda in considerazione il condizionamento estivo e invernale dell’abitacolo o una significativa percentualedi percorsi in salita. Se fossero trascurati,l’autonomia reale risulterebbe ben più limitatadi quella dichiarata.”…. guardi fa VERAEMNTE RIDERE 😂😂😂😂😂 e poi prende le difese della relazione di carlo beatrice presentata da UNRAE filopetrolifera sbugiardata dal CNR stesso LEI SI DEVE VERGOGNARE!!!!! lavora per ASPO associazione per il picco del petrolio????? Guardi se non lo sa a questi consumi e costi c’è ne ancora per 20 anni poi il petrolio se lo dovrà cercare in Antartide, trivellare a 4000m di cui 1000 di ghiaccio compatto millenario, poi da liquefare, e da tenere caldo fino a superfice e nell’oleodotto fino alla petroliera 😂 le costera una fortuna 😂 Tutte le sue obiezioni possono essere eccepite tranquillamente 😂😂😂😂😂 LEI è UN VENDUTO come CARLO BEATRICE

    • Questi commenti sono quelli che mi permettono di affermare come su questo sito, nonostante una certa impostazione di base, si possano leggere anche analisi intelligenti.
      Forse a doversi vergognare è, al contrario, chi per pura ideologia è pronto a calpestare completamente fatti e dati rilevanti, oltre che la logica e la corretta rappresentazione della realtà.

    • Alcuni pomeriggi (settimane? mesi?) di ripetizione potrebbero, forse, fare un piccolo miracolo. Così, oltre a riuscire a leggere le singole parole, qualcuno potrebbe arrivare a cogliere il significato dei diversi insiemi di parole (frasi). E il senso dell’insieme delle frasi (paragrafi). E i concetti informatori dei gruppi di paragrafi (capitoli).
      Scoprendo infine anche le motivazioni del mio lavoro.
      Non basta leggere le parole (tutte?) nere su fondo bianco, come finalmente qualcuno (forse) ha fatto.
      Pare però che per quel qualcuno non sia importante (o non possieda gli strumenti per) analizzare un testo senza pregiudizi, magari per comprendere senza necessariamente condividere, criticare il merito argomentando le proprie posizioni, sostenendole con dati attendibili e ragionamenti logici. Per lui è invece fondamentale urlare il proprio credo e la verità che gli è stata rivelata (potenza degli “unti” dagli dei!), affermare (qualche) supposta certezza, senza timore di arrivare a stravolgere i contenuti a cui si riferisce (ammesso che lo stravolgimento sia voluto!) e giungere infine alle offese personali, utilizzando l’armamentario proprio dei frequentatori abituali di balere d’infimo ordine.
      Quel qualcuno pretende anche d’interrogarmi su quali e quante siano le risorse (o le riserve? certe, probabili, o possibili? chissà se conosce la differenza) dei combustibili fossili esistenti (o estraibili?) e perfino su una (la meno usata) delle numerose tecnologie impiegate per l’estrazione dei vari greggi “non convenzionali”.
      Quando ha letto la parola “ERoEI” ne avrà capito il significato?
      Potrei prenderla male per le offese gratuite e demenziali a ASPO e a me, che ne faccio parte, ma non mi riesce. Io, come i miei compagni dell’associazione, sono definito da centinaia di documenti, scritti, interventi, iniziative, conferenze, seminari, lieto di essere criticato e valutato da chiunque possieda un minimo di onestà intellettuale, di mentalità scientifica e di educazione. Certo, non da chi suscita imbarazzo e ricorda il vecchio adagio risus abundat in ore stultorum.
      Sufficit, definitivamente.

    • La invito ad eliminare subito le offese a Rossi, altrimenti eliminerò i suoi contributi. Sarebbe la prima volta che lo faccio, ma è anche la prima volta che si offende l’autore di un articolo in questo modo.

  13. Questo articolo è stato rimosso a causa dei contenuti gratuitamente calunniosi.

    • Il problema, Giò, è proprio che non bisogna avere gli occhi foderati di prosciutto.
      E bisogna accorgersi quando chi, animato da ideali di certo non “filopetroliferi”, ha l’onestà intellettuale di non credere alle favole, ma di guardare la realtà con un minimo di obiettività e raziocinio.
      Questa favola dell’auto elettrica è ben esemplificata dal ridicolo atteggiamento della UE: considera le emissioni di CO2 della auto a combustibile sulla base del combustibile bruciato, ma passando all’elettrico le considera pari a ZERO, come se l’energia elettrica venisse dalla bacchetta magica, e non ci fosse un problema gigantesco di produzione (in maggioranza proprio con combustibili fossili) ed immagazzinamento (costruire le batterie è molto costoso anche in termini energetici) dell’energia elettrica stessa.
      Il problema è proprio che se si cerca di fare un ragionamento sensato e razionale, anche da un punto di vista ecologista, senza sposare luoghi comuni, allora si diventa “servi dei petrolieri”.

    • Altro fango sull’associazione, che non ha sponsorizzato un bel niente. Rossi è un socio e ha scritto un suo contributo senza che gliene venisse in tasca un euro. Anche questo riferimento dovrà sparire entro 48 ore. Il signor Davide parla per se è non socio. Ha posizioni ben distanti da quelle dell’associazione, ma almeno le esprime in modo educato.

      • Giò Tavernini

        Fangoo??? Ma stiamo scherzando?? Egr Sig. Faccini E Mirco Rossi a parole come “D’altronde,per quanto riguarda il chilometraggio che la vettura può coprire in autonomia,non è chiaro quanto il costruttoreprenda in considerazione il condizionamento estivo e invernale dell’abitacolo o una significativa percentualedi percorsi in salita. Se fossero trascurati,l’autonomia reale risulterebbe ben più limitatadi quella dichiarata.” parliamo di differenze di 15-20km di range e fa ridere i polli la sua affermazione;

        Oppure “Costruire milioni di automobili elettriche significa costruire ex novo milioni di telai, carrozzerie, sedili, lastre di vetro, batterie, motori, ruote, ecc. per realizzare iquali servono quantità importanti di metallie minerali (acciaio, alluminio, rame, litio, grafite,cobalto, titanio, nichel,terre rare, ecc.),plastichedi tutti i tipi,vernici, gomma, ecc. tutti materiali che, dall’estrazione sino al montaggio dei vari componenti,necessitano di carbone, gas, petrolioed elettricità, per un consumo complessivo di energia stimabile in qualche tep (tonnellate equivalenti petrolio)per ogni vettura, derivantein stragrande maggioranza dall’impiego di fonti fossili” Come se costruire auto termiche non fosse la stessa cosa, con i disastri ambientali delle miniere di nichel per produrre acciaio non se ne parla vero??

        Oppure “con opportuni accorgimenti e cura, di sfruttare i materiali e l’energia con cui furono costruite (inquinandoa loro volta)per moltiemolti anni ancora, magari fino a che politiche più accorte non avrannoescluso o ridotto al minimo la circolazione privata,perlomeno nelle zone a maggior concentrazione urbanae nelle tratte dove la mobilità potrà essere soddisfatta in altri modi” come Adriano celentano che gira con un 6000 euro zero per le strade di Milano centro

        Oppure “mentre sostituire, trattare, smaltire e riciclare grandi quantità di batterie a fine vita, qualunque sia la loro natura, sembra più complicatoe, consideratecerte abitudini, pericoloso per l’ambiente” vi invito ad andare all’impianto pilota del politecnico con cobot che smontano le batterie dopo 10 anni esaurite sotto al 75% e controllano le celle una ad una per mandare le buone alla seconda vita è per accumulo FV e dopo altri 10 anni ad usi tipo trapani avvitatori tagliaerba etc..

        Oppure “Ma non èl’unica sorgente nelle città di polverinocive:sono originate anche da consumo di freni, gomme, asfalto, caldaie, caminetti e stufe alegna opellete, appunto, distribuzionedi merci,trasporto pubblico urbanoeattività industriali: assieme,queste rappresentano di gran lunga la quota maggiore di polveri presenti in città,e non solo.” peccato che ha Milano lo scorso ottobre con meteo anomalo 20°, caldaie spente, il pm2,5 il puù cancerogeno era oltre 50 ho la documentazione Arpav, come ho la documentazione alarmante stesso periodo e condizioni a Mestre;

        Oppure “Caratteristiche indiscutibilmente dannose che, tuttavia, si accompagnano al buon livello di efficienza di questo motore e giustificano solo in parte l’offensiva in atto, che purtroppo è a senso unico e risulta del tutto insufficiente a risolvere il problema dell’inquinamento urbano. Si resta ancor più perplessi quando unatale impostazione trova il sostegno di unaopportuna legislazione e lauti incentivi a carico del bilancio pubblico, comesi è fatto più volte in Italia con le famose “rottamazioni”, tramite le quali il mercato si è ripreso, le industrie hanno fatto profitti, si sono ulteriormente intasate le strade, si è mantenuto un certo livello di occupazione, il PIL è cresciuto ma il pianeta è risultato maggiormente inquinato e più povero di risorse” Il problema delle emissioni e che il traffico veicolare nelle città e CANCEROGENO. Ho ben 6 studi peer-reviewed che lo dimostrano e posso produrli se volete

        Ho da controbattere sia sulle fonti rinnovabili fossili (è molto più facile controllare le emissioni di una centrale a biomassa, che es. 500 auto diesel) La rete di produizione servono al massino 17GW (NON 25-30GW) per una percorrenza media di 30km giorno (dato isvap) e distribuzione (risolta con il vehicle to grid) e anche sulle conclusioni: per come è abituata il 90% della popolazione l’auto elettrica è l”unica soluzione industrialemente possibile, sia per rigenerare l’occupazione dato che è un nuovo mercato totalmente vergine, sia per contenere le emissioni cancerogene nelle città dove i reparti di oncologia pediatrica e pneumologia sono purtroppo pieni.

        Posso produrre tutti gli studi anche quelli che correlano la residenza di bambini malati di tumore vicino a strade ad alto scorrimento.

      • Rimangono 24 ore.

      • 1. 15-20 km su 150-200 di autonomia è il 10%.
        2. Continua a criticare senza aver letto. Se il problema è ridurre le emissioni prima possibile, meglio non emetterle proprio. Né per produrre auto a combustibili fossili, né elettriche. Certo si deve venire ad un compromesso, ma meno se ne fanno e meglio è.
        3. Inconcludente
        4. Buona osservazione, ma anche il riciclaggio ha un costo in termini di emissioni. Ancora, meglio ridurre tutto. Solo quello che non si riesce a ridurre, poi si tratta nel modo migliore.
        5. Fuori tema rispetto a quanto scritto. E’ proprio quanto detto da Rossi.
        6. Ancori fuori tema. A quanto pare è un’abitudine.
        7. A quanto pare crede davvero che abbiamo bisogno dell’auto privata. Curioso come negli anni ’50 vivessimo bene anche senza avercela tutti…
        8. Ancora fuori tema.

      • Mauro Tassinari

        “negli anni ’50”

      • Giò Tavernini

        @dariofaccini
        1. 15-20 km su 150-200 di autonomia è il 10%.
        NO smi riferivo a Tesla ch è il 5%, ma state facendo questioni di lana caprina

        2. Continua a criticare senza aver letto. Se il problema è ridurre le emissioni prima possibile, meglio non emetterle proprio. Né per produrre auto a combustibili fossili, né elettriche. Certo si deve venire ad un compromesso, ma meno se ne fanno e meglio è.
        CERTO torniamo a 110 anni fa: a carrozze e cavalli, lo vada dire alla Sciura Limpa che porta i figli a squola con il SUV d’ordinanza

        3. Inconcludente
        INCOCLUDENTE COSA??? Per un corretto confronto deve argomentare!

        4. Buona osservazione, ma anche il riciclaggio ha un costo in termini di emissioni. Ancora, meglio ridurre tutto. Solo quello che non si riesce a ridurre, poi si tratta nel modo migliore.
        CERTO torniamo a 110 anni fa: a carrozze e cavalli, lo vada dire ai Bimbiminkia di Hey-mercedes accendi il condizionatore

        5. Fuori tema rispetto a quanto scritto. E’ proprio quanto detto da Rossi.
        FUORI TEMA COSA??? Per un corretto confronto deve argomentare!

        6. Ancori fuori tema. A quanto pare è un’abitudine.
        ANCHE LEI HA LA STESSA ABITUDINE : deve argomentare!!

        7. A quanto pare crede davvero che abbiamo bisogno dell’auto privata. Curioso come negli anni ’50 vivessimo bene anche senza avercela tutti…
        Si certo ma non avevamo tutto quello che lei oggi usa a casa sua…

        8. Ancora fuori tema.
        ANCORA SENZA ARGOMENTI

        Poi non capisco il “Rimangono 24 ore” sta parlando dei commenti?? Lanciate il sasso e poi vi ritirate??
        Siete come i vegani che non sanno che le piante sentono i maltrattamenti o pensano all’utopia diventiamo tutti vegani assolutamente irrealizzabile??

        Mi spieghi, perchè un associazione che si chiama per il Picco del Petrolio che parla di temi ambientali e dell’impatto delle auto elettriche prendendo ad esempio studi del CNR storpiati da Unrae e sbugiardati dal CNR stesso o con risposte tipo “alla figura 1 che è stranamente simile a quella della figura 3 che le ho già commentato dell’altro studio…stessi autori. Ma anche qui se guarda il BEV coal-fired arriva a 175, mntre il disel sappiamo si ferma a 145.” stranamente simile??? Il disel (siscrive diesel) a 145. 145??? Mi cita la fonte???

        Mi sembrate davvero dei buontemponi alla Amici Miei che trollano addirittura con un sito delle questioni ambientali di lana caprina …
        davvero il Mistero Buffo di Dario Fo. 😂😂😂😂😂

      • a. Visto che ci tiene a correggere gli errori di battitura, si scrive “inconcludente” non “INCOCLUDENTE”. E la buona educazione consiglia di scrivere in minuscolo, perché urlare è sintomo di pochi argomenti. Se non riesce a capire perché le sue argomentazioni siano inconcludenti, non sarò certo io a spiegarglielo, ma ho speranza che lo capirà chiunque vedrà citare Adriano Celentano in un discorso per avere ragione.

        b. Io non devo argomentare e soprattutto non ho voglia con chi dimostra che non è in grado. Questo è un blog, non una scuola. Non sono qui per educarla. Se ha domande rispondo se sono capace, se viene qui dimostrando di non aver letto l’articolo che critica, di non aver capito quello che ha letto, di non aver letto neppure le fonti che lei stesso ha postato (145 per il Diesel…chissà dove potrei aver trovato questa informazione?), di utilizzare un gran numero di fallacie per provare ad ottenere ragione, allora io non devo fare proprio nulla, se non moderare la maleducazione.

        c. Il tempo è scaduto.

  14. @Mario Tassinari: potrà scegliere tra auto, ma potrà anche scegliere se fare le vacanze in Puglia in auto, o in Vietnam in aereo, o in crociera ai Caraibi.
    Ci sono tantissime scelte che vengono fatte, e che sono rilevanti.
    L’auto elettrica, fissazione liberticida dei burocrati, sostanzialmente non serve a nulla a fini ecologici.
    Serve solo a distruggere la libertà della gente comune in Europa, insieme all’industria occidentale dell’auto.

    • @Davide:
      Uno dei lati positivi degli EV (che è sfuggito all’articolo) sta proprio nel fatto che (a parte ricconi su Tesla e simili) non si potrà più andare a zonzo…. 100km per comprare un prodotto in promozione o Milano Reggio Calabria per un week end sono una follia mai accaduta nella storia se non durante il cinquantennio di eccessi petroliferi.

    • @davide “L’auto elettrica, fissazione liberticida dei burocrati, sostanzialmente non serve a nulla a fini ecologici.
      Serve solo a distruggere la libertà della gente comune in Europa, insieme all’industria occidentale dell’auto.” Non ha capito nulla: distruggere la liberta?? certo la libertà di spargere cancro per le strade delle città….. è un mercato totalmente vergine che si prenderà tutte le maestranze aggiornandole. le ricordo che in soli 6 anni a New York il numero delle auto pareggio il numero delle carrozze… e lei non cin potà fare niente… 🙂

  15. @”tutti”: la conquista dell’auto privata per tutti, negli anni ’50, ha rappresentato un mostruoso progresso in termini di libertà, e di sviluppo economico, per la gente comune. Non so come si possa dire che prima “si stava bene lo stesso”.
    La flessibilità nei trasporti data dai mezzi privati, singoli, è per costruzione neanche lontanamente raggiungibile da qualsiasi altro mezzo di trasporto (teletrasporto escluso, forse): consente di andare dal punto qualunque A al punto qualunque B, quando vuole il singolo, senza dover avere il permesso di qualche autista della fiom, e con costi ridotti.
    I mezzi pubblici sono una favola, fatta di costi mostruosamente più alti (coi biglietti si paga meno della metà dei costi, il resto viene dalle tasche dei contribuenti – mentre con le auto, e le forti imposte che paga, si copre molto più dei costi dello spostamento), inefficienza strutturale, dato che i load factor sono decenti solo su alcune tratte “piene”, ma inevitabilmente crollano se bisogna servire la mobilità in modo capillare.
    Io proprio non riesco a capire come non ci si renda conto di tutto questo.
    Come si possa “sputare” su una tale conquista di massa.
    E’ una libertà semplicemente unica nel corso della storia.
    Un progresso di qualità della vita senza precedenti.
    Che difatti è coinciso proprio col benessere per la massa, con uno sviluppo economico e sociale senza precedenti. Non è affatto un caso: è proprio uno degli aspetti principali di tale sviluppo.
    L’auto è l’ULTIMA applicazione dei combustibili fossili a doverli perdere, perchè tale vettore energetico (ad alta densità e facilità d’uso) non è oggi avvicinabile da qualsiasi sistema elettrico.
    Per altre applicazioni è molto più facile usare l’energia elettrica invece dei combustibili, quando sono fisse e non c’è bisogno di usare batterie e simili.
    La guerra all’auto degli ultimi 20 anni, ad ogni livello ma specialmente fatta per motivi/scuse ecologiche, grida vendetta.
    E sarà meglio che la “massa” se ne accorga, prima che i danni ad essa rivolti siano eccessivo.

    • Mi piace il suo fondamentalismo consumistico, ha quasi una sua dignità spirituale. Peccato che questo universo segua leggi causali che se ne fregano altamente dei costrutti mentali che ha citato.

  16. “negli anni ’50” c’era una ‘500 ogni per ogni famiglia (benestante)
    Di famiglie ce n’erano molte meno di adesso.
    500 era la cilidrata ma erano anche i kg! (circa)
    Pesava circa 1/3 di quelle vetture che oggi ci vendono come efficienti.
    Nessuno si sognava di cambiarla dopo pochi anni
    Nessuno si sognava di fare decine di km per uscire la sera o centinaia per un week end fuori porta.

    Nessuno pretendeva di andare da 0 a 100 in pochi secondi (anzi, non ci andavano proprio a 100km/h)

    Certamente qualsiasi azione inquina… (anche il mezzo pubblico)
    Ma penso che se ci accontetassimo del tenore di vita degli anni ’50 rallenteremmo di molto la corsa verso il baratro.

    Invece è sotto gli occhi di tutti che le moderne EV non sono fatte per inquinare meno ma per dare più prestazioni!
    Vogliamo andare forte e lontano… E con enormi autoblindi!
    Vogliamo la ricarica ultrarapida (inconciliabile con le fonti rinnovabili) e magari anche wireless (+ infrastrutture e + perdite)

  17. I “Limiti alla crescita” sta facendo maturare il suo frutto più indesiderabile ma inevitabile:
    La crescita dei limiti.
    Anche quelli della capacità di ragionamento,ben fatto però, di chi teme di dover cambiare abitudini, ormai diventate sempre più dannose.
    Dire che i trasporti pubblici, cosa diversa di quelli collettivi,
    che possono essere anche privati,sono:
    “I mezzi pubblici sono una favola, fatta di costi mostruosamente più alti (coi biglietti si paga meno della metà dei costi, il resto viene dalle tasche dei contribuenti – mentre con le auto, e le forti imposte che paga, si copre molto più dei costi dello spostamento), inefficienza strutturale, dato che i load factor sono decenti solo su alcune tratte “piene”, ma inevitabilmente crollano se bisogna servire la mobilità in modo capillare”
    come dice il tizio di un precedente commento, mi sembra un bel ragionamento malfatto.
    Lo stesso tizio dice che:
    “Questa favola dell’auto elettrica è ben esemplificata dal ridicolo atteggiamento della UE: considera le emissioni di CO2 della auto a combustibile sulla base del combustibile bruciato, ma passando all’elettrico le considera pari a ZERO, come se l’energia elettrica venisse dalla bacchetta magica, e non ci fosse un problema gigantesco di produzione (in maggioranza proprio con combustibili fossili) ed immagazzinamento (costruire le batterie è molto costoso anche in termini energetici) dell’energia elettrica stessa”.
    Ragionamento, secondo me fatto meglio del precedente, ma non abbastanza.
    Perchè, secondo il mio di ragionamento, il problema reale è l’uso dell’auto, anche elettrica, ancor prima dell’energia necessaria al suo uso.
    Cercare di superare limiti è umano, non accettare quelli insuperabili è imbecille.

    Marco Sclarandis

  18. stefano carnevali

    L’automotive aveva un senso quando le auto erano poche ed ottimizzate per pochi e ultra-necessari spostamenti..in questo quoto interamente il messaggio di Tassinari. Oggi le città sono agglomerati di lamiera dove raramente si passano i 15km/h di media..anche nei piccoli centri della provincia spesso la situazione è questa..
    Quando 10 anni fa andavo a lavorare col monopattino elettrico sulle ciclabili impiegavo lo stesso tempo (cronometrato) dei colleghi in auto (che pagavano tra l’altro la sosta..).
    Diciamo anche che ad inizi anni ’80, con l’enorme incremento di presenza delle 4 ruote nelle nostre città, si era intrapresa una strada accettabile..utilitarie e motori piccoli e realmente efficienti (qualcuno si ricorda il mitico fire? -tra l’altro ritornato in voga in alcuni modelli Fiat..); continuando su quella china saremmo passati al metano e probabilmente avremmo almeno elettricificato mezzi pubblici e due ruote (le uniche, a mio modo di vedere, pienamente adattabili e convertibili in toto alla tecnologia EV).
    Ottima l’analisi di Rossi..grazie!

  19. Anche qui si parla di effetti invece che di cause.
    Bravi. Ma quando si parlerà invece su come smetterla di consumare energie NON rinnovabili?

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