Rinnovabili e Pandemia: i rischi di una corsa bendata

C’è un’insidia che non vogliamo vedere, ma se tutto va per il meglio ci esploderà in faccia.

Il mondo si è fermato.

Sembra che tutti i problemi che ci affliggevano sino a ieri non abbiano più importanza: “primum vivere” dicevano i latini. E così mentre la nostra attenzione si sposta su uno dei primi sintomi, le malattie dell’antropocene progrediscono indisturbate.

Sino a pochi mesi fa stavamo, con molte contraddizioni e incertezze, tentando di ridurre le emissioni di gas che alterano il clima concentrando le iniziative sulle fonti rinnovabili di energia.

E lo stavamo facendo in modo lento, svogliato e confuso.

Ora, mentre ancora la pandemia imperversa e ogni iniziativa è congelata, risuonano appelli di ogni tipo per riprendere la produzione, per terminare la fase di lockdown e non far morire l’economia.

Appelli con buone intenzioni, ma che avranno un unico risultato: aggravare ancor più le malattie planetarie, quelle individuate già prima della pandemia.

Ecco allora che c’è anche chi lancia appelli per una “crescita verde”, per dirigere gli sforzi della ripresa mondiale, verso obiettivi di lungo termine, sostenibili per il pianeta e a beneficio di tutti. Fare in modo che la medicina verde salvi l’economia che ha cura della biosfera.

Sappiamo che se fosse un obiettivo facile lo avremmo già raggiunto decenni fa e questa è la prima difficoltà.

Ma ce una seconda difficoltà, molto più insidiosa, che trascuriamo.

Nell’assumere la medicina verde, non badiamo alle dosi e agli effetti collaterali. Se è verde è sempre buona! O no?

No!

Se un’energia è rinnovabile, non è detto che:

  • sia inesauribile
  • non abbia limiti
  • non emetta gas serra
  • sia disponibile quando vogliamo
  • sia disponibile nella quantità che ci serve
  • non causi impatti indesiderati

Le fonti di energia rinnovabile sono tante, ognuna con i propri punti di forza e, purtroppo, di debolezza. Sono tutti ben descritti in un’analisi svolta da Mirco Rossi, dal titolo “Pieno per Vuoto”, pubblicata sul sito di ASPO Italia. In essa per ogni rinnovabile troviamo le caratteristiche peculiari, le specificità, i problemi.

Qualche esempio dei più misconosciuti:

  • eolico e fotovoltaico sono fonti validissime ma si potranno sviluppare solo con l’impiego di energia fossile;
  • l’idroelettrico è la più importante ma nel mondo può essere ampliato solo a prezzo di disastri ambientali di portata regionale;
  • la combustione della legna aumenta la concentrazione di CO2 in atmosfera
  • il geotermico conta poco e non è così pulito come si pensa
  • le rinnovabili dipendono dall’estrazione delle Terre Rare, con tutti gli impatti e problemi connessi

Sia chiaro, dobbiamo ripartire subito dalle rinnovabili, ma evitando che pericolose illusioni ci impediscano di vedere la complessità di un reale superamento dell’economia basata sul fossile.

Senza un piano serio, ampio, che utilizzi tutte le potenzialità di queste nuove fonti ma che persegua anche soluzioni diverse per i problemi che le loro debolezze non possono superare, non avremo mai un’effettiva transizione.

Da medici irresponsabili avremo usato un buon farmaco senza valutarne tutte le implicazioni e i limiti.

E il malato continuerà ad aggravarsi.

Buona proseguimento di lettura all’articolo integrale pubblicato sul sito di ASPO Italia.

4 risposte a “Rinnovabili e Pandemia: i rischi di una corsa bendata

  1. Penso che il problema principale sia che ci si concentra, come misura dell’impatto, solo sulla questione delle emissioni di gas climalteranti. Ormai ogni questione ambientale viene posta solo in termini di CO2, non si parla d’altro. Questo è un enorme limite. Altri fattori importantissimi, come il consumo di suolo e di materie prime, l’impatto sulla biodiversità e sul paesaggio, il consumo di acqua, l’inquinamento da plastiche, eccetera, non sembrano avere nessuna importanza. Stiamo già vedendo l’impatto devastante delle rinnovabili su corsi d’acqua, fauna, terreni agricoli, nel nostro paese, e siamo solo all’inizio.
    Quando si solleva il problema con gli entusiasti di nuove tecnologie quali l’auto elettrica, non si ottiene praticamente risposta.

  2. Questa è una analisi sulle rinnovabili eletttriche in relazione alla produzione globale di elettricità. In questo caso le emissioni climalteranti sono il principale focus da esaminare. Le altre “crisi” ambientali, gli altri impatti che citi non sono affatto sottovalutate, anzi, ma non sono pertinenti a questo approfondimento.

  3. gaia, inutile parlare di vita naturale a chi conosce solo la vita cittadina. Non possono seguire il ragionamento. E’ troppo distante dalla loro visione di vita, come parlare di legge a un delinquente.

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