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Fracking: la verità dietro al miracolo.

frackingAttività estrattive di gas (rosso) e petrolio (nero) con la tecnica del Fracking (da Frackmap).

Quale pianificatore si limita a considerare un orizzonte temporale di una settimana quando affronta attività che hanno impatti per anni? E chi sarebbe disposto a investire in un’impresa più soldi di quelli che ritiene di poter poi guadagnare?

Nessuno, chiaramente.

Eppure è esattamente quello che rischia di accadere con lo “shale gas” e il “tight oil”, risorse rese disponibili dal fracking, oggi ampiamente pubblicizzato come una rivoluzione nata negli USA e in grado di risolvere i problemi energetici italiani ed europei e perfino di rilanciare l’economia: basta seguire l’esempio americano, dicono in molti, e il futuro si tingerà magicamente di rosa.

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Ottimismo e realtà

Dario Faccini

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Da circa un anno e mezzo l’ottimismo fa da sfondo ad ogni dibattito sul mercato degli idrocarburi. L’insieme di tecniche di estrazione che va sotto il nome di fratturazione idraulica (il ‘fracking’), combinata con la trivellazione orizzontale, ha permesso negli USA un incremento importante della produzione di gas (shale gas) e in parte di petrolio (tight oil). Si dà per scontato che questo sia solo l’inizio e che queste tecniche possano essere applicate in molti altri paesi. C’è chi si spinge persino ad ipotizzare un ribaltamento dei ruoli, con gli Stati Uniti che diventano entro un decennio esportatori netti e cambiano la propria politica estera nei confronti del Medio Oriente.

Non tutti sono però così ottimisti.

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Do not worry, there is plenty of oil

(Non preoccupatevi, c’è ancora tanto petrolio)

In questo video il Post Carbon Institute ripercorre una storia parallela a quella delle risorse fossili: quella della battaglia economica e mediatica scaturita dal loro uso massiccio e dalla conseguente scarsità.

In due minuti e mezzo vi farete un’idea del perché gli analisti che hanno teorizzato il picco del petrolio avevano ragione, ma stanno perdendo la battaglia mediatica.