(S)blocca Italia: Audizione in Camera

commissione ambiente

E’ curioso come in politica si possa così clamorosamente disattendere i propri precedenti propositi senza subirne conseguenza alcuna. E’ il caso del decreto Sblocca Italia recentemente varato che intende promuovere un’accelerazione dell’esaurimento delle riserve strategiche di idrocarburi nazionali. Un proposito decisamente stravagante rispetto all’intenzione sbandierata in tutte le sedi internazionali di spingere il nostro paese verso un’economia più sostenibile e meno dipendente dalle fonti d’energia fossili.

Su questo tema, ad ASPO Italia è stato chiesto di partecipare ad un’audizione informale alla Commissione Ambiente della Camera tenutasi la settimana scorsa. Sembra che qualcuno avesse dei dubbi sulla veridicità dei numeri proposti dal governo e da Assomineraria rispetto alla possibilità di ottenere questa rinascita petrolifera italiana.

Naturalmente ci siamo andati.

Il decreto legge n 133, detto sblocca Italia, è un insieme di misure urgenti per il Paese in cui, come spesso avviene, sono stati aggiunti interventi di natura diversa, ad esempio strategica, tra cui l’eliminazione di alcuni vincoli di bilancio delle regioni a favore dello sviluppo della ricerca dei giacimenti di petrolio e gas (art. 36) e un’ampia semplificazione burocratica finalizzata a facilitare le imprese petrolifere, unita ad un’estensione sia della aree marine “coltivabili”, sia delle tecnologie utilizzabili (art. 38).

Questo decreto rappresenta quindi il compimento di quella campagna di pressione sulla pubblica opinione che ha raggiunto il culmine con la presa di posizione a favore di Romano Prodi e sulla quale ASPO Italia si è espressa evidenziando più volte, sia a mezzo Web che televisivo, gravi incongruenze con la realtà dei fatti.

Il 29 settembre si è tenuta un’audizione informale alla VIII Commissione della Camera (Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici) cui è stata invitata anche ASPO Italia. In esame c’era proprio la conversione in legge dello sblocca Italia. Per la nostra associazione si è recato il presidente Luca Pardi.

Purtroppo non esiste alcun video dell’incontro, poiché nelle audizioni informali non è prevista la pubblicazione di un resoconto. Comunque l’intervento di Luca Pardi e la posizione della nostra Associazione sono documentati in modo articolato ed integrale sul nostro sito.

L’impressione generale restituita dall’audizione non è affatto buona. Sembra che la conversione in legge avverrà senza una vera disamina della reale consistenza delle risorse nazionali d’idrocarburi, senza tener conto del quadro energetico internazionale e senza considerare le implicazioni della progressiva perdita di qualità delle risorse minerarie estratte. Inoltre, nessun peso avranno considerazioni strategiche di conservazione per affrontare future crisi sui mercati internazionali.

Le parole del nostro capo del Governo a New York al summit sul Riscaldamento Globale sembrano davvero una presa in giro: “I cambiamenti climatici sono la sfida del nostro tempo”.

Già, una sfida che la politica si guarda bene dal cogliere.Soprattutto in Italia.

 

 

 

 

 

 

 

1) Le Regioni se ottengono maggiori proventi nel periodo 2015-2018 possono usarli al di fuori del patto di stabilità
2) Si dichiarano le trivellazioni indifferibili ed urgenti (che sappiano di una crisi petrolifera alle porte?, si riduce il carico burocratico per le trivellazioni, sia per la VIA, in capo allo Stato e non più alla Regione, sia per il conferimento dei titoli minerari. Si aumentano poi le aree in cui sono permesse le trivellazioni,  e le tecnologie utilizzabili(trivellazione orizzontale per andare a pescare in giacimenti posti ai confini nell’Adriatico?). Direi che hanno fatto felice Prodi…

http://documenti.camera.it/leg17/resoconti/commissioni/bollettini/pdf/2014/09/29/leg.17.bol0305.data20140929.com08.pdf

 

http://www.altalex.com/index.php?idnot=68802

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3 risposte a “(S)blocca Italia: Audizione in Camera

  1. l’obbiettivo è sempre lo stesso: far muovere denaro, senza capire che è l’energia che fa muovere tutto. Così buttiamola in desideri lussuriosi di dare continuità a questa società di avidi, schiavi degli istinti, contro i quali il buon senso e l’intelligenza non servono granchè.

  2. Pingback: Referendum trivellazioni: l’occasione dei “comitatini” | Risorse Economia Ambiente

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