Più morti che in guerra

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E’ una guerra invisibile, con tre nemici. Ma ne combattiamo solo uno. E debolmente.

E’ una guerra vigliacca, colpisce più i bambini che gli adulti. E fa più morti in Italia della seconda guerra mondiale.

E’ una guerra che abbiamo sempre perso, e che abbiamo deciso di perdere ancora. 

La propaganda la chiama “inquinamento“, ma il suo vero nome è un altro.

Di Dario Faccini

Pubblicata la seconda parte di quest’articolo:  Quanti chilometri fai con una stufa o una mucca?

OSPEDALI E FUNERALI

Nella seconda guerra mondiale in Italia, in cinque anni e mezzo, sono morti per cause dirette e indirette, 291.376 militari e 153.147 civili [1]. In totale sono 444.000 morti.

Ora in Italia, ogni anno, muoiono prematuramente per inquinamento dell’aria 87.ooo persone [2]. Quindi in cinque anni e mezzo (teniamo lo stesso periodo della seconda guerra mondiale per avere un confronto omogeneo) sono 478.000 morti.

Come se non bastassero i morti, ci sono poi i “feriti“. In effetti le morti premature sono solo la punta dell’iceberg di un problema che devasta il Sistema Sanitario Nazionale.

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Uno studio italiano del 2016 ha mostrato come l’incidenza delle malattie respiratorie siano più che raddoppiate in 25 anni (dal 1985 al 2011) [3]:

  • Attacchi d’asma +110%
  • Rinite allergica +130%
  • Espettorato frequente +118%
  • Broncopneumopatia cronica ostruttiva(BPCO) +220%

I bambini sono particolarmente esposti all’inquinamento dell’aria[4]:

  • innanzitutto la loro velocità di respirazione è 2/3 volte quella di un adulto;
  • poi lo strato cellulare che ricopre le loro vie respiratorie è più permeabile agli inquinanti, rispetto quello di un adulto;
  • le ridotte dimensioni delle vie respiratorie aumenta la probabilità di ostruzione a seguito di infezioni;
  • il loro sistema immunitario non è ancora sviluppato, ciò aumenta il rischio di infezioni respiratorie e diminuisce la capacità di contrastarle.

Come tutte le guerre, anche questa ha un costo, ma è negativo, cioè non spendiamo nel combatterla, ma nel perderla. Ogni cinque anni e mezzo, la spesa sostenuta per i costi sanitari (ospedalizzazioni, giornate perse di lavoro, visite, esami e cure) arriva a 530 miliardi di euro [5]. Per dare un’idea, è più della ricchezza prodotta in un anno dalla Lombardia e Veneto (le due regioni più ricche), ed equivale annualmente a quasi il 5% del PIL nazionale. In realtà, per come si calcola il PIL e la ricchezza di uno stato, è più corretto dire che grazie a questa spesa il nostro PIL è gonfiato di un 5%.

 ENTRIAMO NEL PARTICOLATO

Vediamo di capire cosa è successo nei giorni scorsi.

Semplificando, l’inquinamento dell’aria è riconducibile principalmente alle polveri sottili, PM2,5, responsabili di oltre il 70% dei morti, e agli ossidi di azoto, che uccidono un altro 20%. [6]

Il PM2,5 è composto da minuscole particelle “respirabili” che rimangono in sospensione nell’aria e riescono a giungere sin dentro ai polmoni e da qui nel sangue.

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Le particelle, chiamate anche particolato, possono avere l’origine più diversa e trasportare altri inquinanti molto pericolosi, come il Benzopirene. Per questo, indipendentemente dall’origine, le PM2,5 sono classificate come cancerogene.

Il particolato [7] per lo più è prodotto in due modi:

  1. direttamente da tutte le combustioni (particolato primario)
  2. in inverno, a partire da altri inquinanti gassosi, soprattutto i composti azotati (ossidi di azoto e ammoniaca), quando le condizioni meteo trasformano l’aria inquinata in un vero e proprio laboratorio chimico-fisico (particolato secondario).

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In inverno, le condizioni meteo (freddo, assenza di vento) possono portare alla concentrazione rapida del particolato nelle pianure e nei fondovalle. L’ultimo eclatante episodio è capitato solo pochi giorni fa ed ha investito l’intera Pianura Padana, con valori delle PM2,5 ben al di sopra degli 80 ug/m3 (il limite medio annuo è 25).

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Concentrazioni di PM2,5 il giorno 31-1-2017 in Lombardia e Emilia Romagna. Fonte: Arpa Lombardia e Arpa Emilia Romagna.

 

L’evento è capitato a grande velocità: sono bastati solo tre giorni. Segno questo che la produzione di inquinanti in Pianura Padana è troppo elevata per il ricambio e la diluizione dell’aria garantita dalle condizioni meteo e morfologiche della grande vallata.

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Impennata delle concentrazioni di PM2,5 alla periferia della città di Cremona a fine gennaio 2017.

 

SORPRESI DAL NEMICO ALLE SPALLE

Facciamo un gioco con i colori. Scopriamo in Italia chi produce i principali tre inquinanti: PM2,5, Ossidi di Azoto e Ammoniaca.

Legenda fondamentali

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(cliccare per ingrandire) Ripartizione per settore di produzione, dei tre principali inquinanti dell’aria nel 2013, su base nazionale. Il traffico veicolare è calcolato su modelli reali di utilizzo, include quello leggero e quello pesante, l’usura dei pneumatici ma non quella dell’asfalto. Fonte: ASPOItalia, Inquinamento: tutti i banditi e i mandanti.

 

Si scoprono tre cosette interessanti:

  1. La prima sorpresa sono le biomasse (legna e pellet) per riscaldamento che producono il 60% delle PM2,5, sono di gran lunga la principale fonte di particolato primario;
  2. meno sorprendentemente, il traffico veicolare è il principale produttore degli ossidi di azoto, con il 42,5%; 
  3. la seconda sorpresa viene dalla produzione di ammoniaca, che è al 95% prodotta dal settore agricolo (utilizzo di fertilizzanti);

Questi sono dati nazionali, vediamo di calarli in due casi reali.

In una grande città come Milano, in inverno biomasse (legna e pellet), traffico e particolato secondario producono ciascuno circa un terzo del PM2,5. In aperta campagna invece, oltre che al dimezzarsi del PM2,5 totale, i contributi sono: biomasse 35%, traffico 9%, particolato secondario 53% (NOx 31%, NH3 14%, SOx 9%) e altro 3%. [8]

Fine prima parte.  

Clicca qui per la seconda parte di quest’articolo.

 

Note

[1] Morti e dispersi dal 10/6/1940 al 31/12/1945. Fonte: ISTAT, Morti e Dispersi per cause belliche negli anni 1940-45, 1957

[2] Considerate le morte premature per Pm2,5 (66.630 decessi) e Ossidi di Azoto (21.040 decessi). L’ozono non è stato considerato in quanto inquinante estivo e causa di un numero di decessi prematuri decisamente più basso (3.380). Fonte: European Environment Agency, European Air Quality in Europe, pag 60, 2016

[3] Sara Maio et al., Respiratory symptoms/diseases prevalence is still increasing: a 25-yr population study, Respiratory Medicine 110 (2016) pp. 58-65

[4] UNICEF, Clear Air for the Children, Oct 2016, pp. 8/9

[5] Conto effettuato con cambio euro su dollaro a 1,08. Per l’Italia ogni anno i costi sanitari ammontano a circa 97 miliardi di dollari 2010. Fonte: WHO, Economic cost of the health impact of air pollution in Europe, 2015

[6] Sarebbero da trattare anche gli ossidi di zolfo, ma siccome sono stati ridotti moltissimo negli anni passati, il loro contributo è ormai secondario e le possibilità di intervento rimangono solo nell’industria dei solventi e nei trasporti marittimi. Si osservi che l’80% è di origine naturale (vulcani). Fonte: ASPOItalia, Inquinamento: tutti i banditi e i mandanti.

[7] Tralasciamo il particolato di origine naturale e trattiamo solo quello di origine antropica.

[8] M.G.Perrone, B.R. Larsen et al., Sources of high PM2.5 concentrations in Milan, Northern Italy: Molecular marker data and CMB modelling, Science of The Total Environment,Volume 414, 1 January 2012, Pages 343–355 [vedere pag 353]

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31 risposte a “Più morti che in guerra

  1. Sempre molto interessante grazie!!! E complimenti!
    AM

  2. Se il particolato esce soprattutto dalle stufe a legna, come mai nelle relative mappe di Arpa quando non c’è vento vediamo disegnata in bella evidenza la traccia delle autostrade emiliane? Ci sono schiere di automobili a pellet in circolazione? O forse le stime disponibili hanno qualche margine di incertezza?

    • Le emissioni da biomasse sono diffuse nel territorio, quelle veicolari sono invece concentrate lungo gli assi stradali. Comunque non si è affermato che le stufe a legna sono il principale contributore alle PM10, perché sul particolato secondario agisce soprattutto il traffico veicolare, quindi nelle grandi città è maggiormente responsabile il traffico. La situazione si ribalta però in zona rurale, coma da studio citato nel post.

  3. Pingback: Quanti chilometri fai con una stufa o una mucca? | Risorse Economia Ambiente

  4. Sara perche l’italia non ha fatto un cazzo durante la guerra…

  5. Attenzione al termine fertilizzanti che è troppo generale. L’ammoniaca si libera in aria solo a causa dello spandimento dei liquami bovini e suini provenienti dagli allevamenti e sparsi sui terreni in modo sbagliato cioè a spruzzo. In Olanda da decenni vige l’obbligo di iniettarli nel suolo con particolari macchinari proprio per evitare le emissioni di nh3 che poi in aria si combina con altri elementi generando grandi quantità di particolato cosiddetto secondario.

  6. Buongiorno, articolo interessante… ma credo che i dati andrebbero ricontrollati, in quanto il valore di PM10 era sopra i limiti ancora prima che si accendessero i riscaldamenti (settembre/ottobre) … qualcosa non torna… non si è parlato degli aeroporti… ma soprattutto non si è parlato dei numerosissimi fuochi all’aperto (rami e sterpaglie) che quotidianamente si fanno in campagna e nelle valli, che creano vere e proprie nuvole di fumo!!

    • Suggerisco di rileggere con attenzione, vedrà che non ci sono affermazioni che ‘non tornano’.

    • Giuseppe Piacentini

      Non sono un esperto se non generalista ma vorrei porre due domande perché mi sembra che l’allarmismo si eccessivo. intanto chi fuma si respira almeno mille volte il particolato di quelli che semplicemente respirano eppure la differenza non è così eclatante. Due.Perché non si spiega chiaramente che la produzione di particolato è una cosa e quello che si respira un’altra per esempio mentre il traffico veicolare lo si respira direttamente le stufe scaricano molto in alto e quindi il particolato Si disperde nell’ambiente. quello delle navi poi è assolutamente ininfluente perché non lo respira nessuno grazie

      • Già allarmismo eccessivo. Non muore nessuno. Le dosi non sono cumulative, lo IARC non è un Istituto serio, all’EEA non sono competenti, al WHO ci vanno solo i raccomandati, il particolato delle auto fa male mentre quello delle stufe lascia i camini candidi, non esiste l’inversione termica, l’inquinamento delle navi è ‘assolutamente’ ininfluente.

      • Non è un esperto ed è un pessimo generalista, già dalla presentazione di se stesso Lei è partito male, per poi finire peggio (sull’ultima frase c’è da stendere un lenzuolo pietoso…)

        Impieghi il tempo a studiare.

  7. Più morti che in guerra……bel titolo…..però non scrive che oggi L’Isis fa la guerra solo perché dietro ci sta il gas e il petrolio…..come nessuno dice che dietro agli sbarchi in Sicilia ci sta la Mafia.
    Bene andiamo tutti a gas propano cosi gli diamo ancora un po di soldi e un po di motivazioni x scaraventarci contro qualche aereo e qualche altro attentato …..e siccome non basta per far capire al giornalista che ci sono questi morti non gli auguriamo di tovarsi a Berlino a Naltale sperando che forse la capisca senza voleglierne.

    • Napalm 65

      • Marco invernici

        Come dal titolo e dal commento presumo che i catastrofisti parlano e scrivono sempre allo stesso modo.
        Poi scopri che hanno il vicino asino che affumica tutti e non hanno il coraggio di suonargli il campanello per far valere educatamente la giusta causa.
        È si, su internet è tutto più facile!!!!
        Inoltre chissà poi perché dal realismo del camino aperto si tirano in ballo le stufe a pellets che sono” leggermente” più performanti …..

  8. Ci sono nuove tecnologie già ampiamente collaudate che darebbero un ridimensionamento dei vari soggetti inquinanti. Maggior informazione e conoscenza . Purtroppo i media e i colossi industriali nazionali e non , sono artefici di un’informazione parziale , falsa e manipolata per il loro “io ” lucro e sporco denaro. Purtroppo non resta che informarsi e ancora informarsi per riuscire a capire la scelta migliore da fare. Tante gocce possono dare un aiuto non indifferente.

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  11. Articolo davvero molto interessante e che offre molti spunti di riflessione. Se posso permettermi un appunto personale circa la mappa delle concentrazioni di PM2.5, ritengo che sarebbe stato più opportuno mostrare separatamente la mappa dell’Emilia Romagna e quella della Lombardia piuttosto che sovrapporle nel modo in cui è stato fatto che ha introdotto evidenti incoerenze, che si possono apprezzare specie lungo il confine fra le due reagioni.

    • Ho cercato invano una mappa della pianura padana, ma il frazionamento delle competenze nelle varie ARPA rende impossibile avere un quadro interregionale uniforme. Si, inizialmente volevo lasciare le due mappe separate, ma in questo modo avrei dato meno l’idea del problema a livello interregionale, quindi ho preferito qualche lieve imprecisione nei contorni. Comunque sono citate le fonti.

  12. Riguardo l’inquinamento quello che posso affermare con certezza, ed è quello che vi riporto da una mia amica che cura la contabilità in una delle principali compagnie petrolifere del mondo (che tutti ovviamente conoscete ma che non cito per ovvie ragioni) e che riceve ed invia giornalmente milioni di dollari e di euro in bonifici ( quindi la fonte è attendibile) la quale mi spiegava che il maggior consumo di carburante è dato in primis dalle navi, poi dagli aerei, poi dai riscaldamenti ed infine dalle autovetture.

  13. Un’altra cosa importante che non mi sembra sia stata presa in considerazione è l’eruttazione e la flatulenza dei bovini che ovviamente esistono in maniera smisurata e molto squilibrata sulla terra per il latte e per la loro carne. Alcune stime affermano che vengono macellati circa 2 miliardi di capi all’anno, di conseguenza in questo momento ci sono circa 6 miliardi di ruminanti che stanno appunto inquinando la nostra aria in maniera spropositata. Qualcuno afferma che è questa la principale causa del buco dell’ozono. Insieme ai missili ed ai satelliti che lanciamo annualmente (diverse centinaia ogni anno) e di cui nessuno sembra interessarsi e curarsi. Per non parlare poi delle scie chimiche ma qui si aprirebbe un’altro capitolo.

    • Roberto, rispondo ad entrambi i commenti. 1. I dati delle emissioni di PM/NOx/SOx/NH3 sono presi dall’inventario nazionale delle emissioni, che ripartisce i consum>emissioni per tutti i settori dei trasporti, compreso quello navale e aereo. Vedi qui: https://aspoitalia.wordpress.com/2016/01/04/inquinamento-tutti-i-banditi-e-i-mandanti/
      2. Sul discorso dei bovini, sono citate le fonti, e si tratta solo il problema da un punto di vista del particolato, non del CH4 (ma si menziona che gli interventi proposti darebbero benefici anche in questo senso.).
      3. Sulle scie chimiche, so già che non ti convincerò del contrario, ma ti segnalo comunque che sono una delle bufale automantenute su Internet: http://attivissimo.blogspot.it/2016/08/scie-chimiche-per-il-987-degli.html

      Il che non vuol dire che il traffico aereo non inquini, ci mancherebbe.

      • Avete mai letto questi articoli?? Il riscaldamento domestico più che traffico è colpevole dell’, inquinamento
        http://arcipelagoareac.it/doku.php

      • Capisco che debbano vendere il libro, ma ci sono affermazioni che poco hanno a che fare con i dati reali purtroppo. Dire che a livello epidemiologico nell’area di Milano non si riesce ormai più a separare i danni sanitari dal normale “fondo” vuol dire buttare alle ortiche decine di studi nazionali e internazionali, tra cui quelli dell’EEA, dell’OMS e il recente VIIAS. Le correlazioni aumento PM-aumento malattie sono ben documentate. Inoltre navigando qua e la vedo che hanno confuso il “fondo naturale”, con i dati delle centraline rurali.
        Gli autori hanno poi pubblicato un paio di articolo su una rivista che, purtroppo, pare avere una validità molto bassa:
        http://www.scimagojr.com/journalsearch.php?q=17700155804&tip=sid&clean=0

        Per una lettura chiara e precisa consiglio “Aria Pulita” del prof. Stefano Caserini.

  14. Pingback: Dramma Inquinamento: Un ecatombe silenziosa | notiziesenzafiltro

  15. LA SOLUZIONE ALL’ INQUINAMENTO DI ARIA, VAPOR D’ACQUA E MOLTISSIMI GAS E VAPORI, E’ STATA INVENTATA A ROMA NEL 1994 E COLLAUDATA NEL 1998 E POI NEL 2000 ED E’ DIFFUSA IN TUTTO IL MONDO – COPIATA CON BREVETTI FASULLI E NULLI MOLTE VOLTE ANCHE DALLA BANDA BERLUSCONI SILVIO. ======================================
    https://www.facebook.com/The-BAT-to-Purify-Water-and-Air-and-Against-the-Global-Warming-1677427725848223/

  16. Ma per favore! Fate solo allarmismo! Un morto da inquinamento come lo si riconoscerebbe? Ha un etichetta?
    Del resto, se scrivete che “Uno studio italiano del 2016 ha mostrato come l’incidenza delle malattie respiratorie siano più che raddoppiate in 25 anni (dal 1985 al 2011) [3]” e poi date la colpa all’inquinamento, significa veramente che dite cose a caso.
    Infatti l’inquinamento atmosferico urbano e’ calato drammaticamente, rispetto a 25 anni fa. Basta guardare i dati, ad esempio relativamente a Milano: http://arcipelagoareac.it/doku.php/libro:statoaria
    Se le malattie respiratorie dipendessero dall’inquinamento atmosferico tutto al piu’ si potrebbe dire solo l’opposto: l’aria troppo pulita fa male! Cosa evidentemente assurda!

    • Deve perdonarci. Non tutti possono curare l’interesse degli automobilisti arrivando a creare un sito web apposta. Com’è che si chiama il suo? Quello in cui si chiede “Lo stop allo sconsiderato allargamento dei marciapiedi” a Milano?

  17. Pingback: Più morti che in guerra | New Ice Age

  18. Al solito… c’è chi comunica delle cose con trasparenza ed è attaccato da chi non vuole accettare la realtà. Bisogna essere pronti a vedere ciò che è vero anche se ci crea fastidio. Ci vuole più maturità e coraggio nell’ affrontare la vita. Non è comodo ma è reale. Questa reazione sbagliata la trovo in tutti i campi, medici, scientifici, ecc.

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