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Estinzione.

Nel 2007, studiando un libro di Vaclav Smil, venni a conoscenza di un dato per me sconvolgente. Se si prende la biomassa dei vertebrati esistenti sulle terre emerse (mammiferi, eccelli, rettili e anfibi) solo il 2-3% di essa è quella dei vertebrati selvatici il restante 97-98% è biomassa di Homo sapiens e dei suoi animali domestici (in un rapporto 1:2 circa). In quel tre percento ci sono gli elefanti, gli ippopotami, gli orsi, i cervi, le aquile ecc. Insomma tutti gli animali che popolano il nostro immaginario collettivo su cosa sia la natura. Ovviamente non è sempre stato così. Soltanto, in termini biologici, qualche decina di migliaia di anni fa la biomassa dei vertebrati terrestri era quasi tutta quella degli animali selvatici. Ripeto ininterrottamente questo dato da oltre dieci anni in ogni incontro pubblico a cui intervengo e in ogni lezione che faccio o anche in ogni semplice discussione privata. In questi dieci anni ho avuto solo una remora, il fatto che non mi riusciva trovare una conferma ai dati di Smil. Certo l’autorevolezza di Smil mi tranquillizava, ma c’è sempre paura di dare dati sbagliati. Ora abbiamo una conferma. Uno studio comparso su PNAS (Proceedings of the National Academy of Science of the USA) conferma sostanzialmente i numeri di Smil. Secondo questo articolo (commentato anche altrove da Claudio Della Volpe in modo analitico e Luca Mercalli) la biomassa totale di Homo sapiens e dei suoi animali domestici (bovini, ovini, suini, pollame ecc) rappresenta il 95% della biomassa totale dei vertebrati terrestri. Questa rimane, secondo me, la più convincente rappresentazione dell’overshoot ecologico della specie umana. Continuerò a dirlo negli anni a venire a rischio di diventare noioso.

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La Bomba Demografica in 3 minuti

Non possiamo risolvere i problemi con lo stesso tipo di pensiero che abbiamo usato quando li abbiamo creati.
(Albert Einstein)

Maugeri: nessun porto sicuro per il petrolio

The global oil market

Troppi nuovi progetti petroliferi in fase di completamento.

Maugeri è sicuro: a meno di una domanda “miracolosa”, il prezzo del barile non potrà riprendersi quest’anno.

Di Dario Faccini

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6 aprile 2015: Italy Overshoot Day

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Pasquetta 2015 sarà una giornata speciale. Sarà il giorno in cui inizieremo ad accumulare l’unico debito che conta davvero, quello con la terra. E vi proponiamo un modo particolare per festeggiarlo insieme: assegnare un premio a chi questo debito  lo vuole sempre più grande.

Di Dario Faccini

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Il fondo del barile #9

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Cos’è una petroliera sporca? Calano gli impianti di trivellazione negli USA, perché non cala anche la produzione? La volatilità è un effetto del picco del petrolio?

Ritorna con qualche giorno di ritardo il nostro appuntamento settimanale con le selezioni di notizie e analisi sulle convulsioni energetiche mondiali.

Di Luca Pardi

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Chi emette più anidride carbonica: Uomini o vulcani ?

Dario Zampieri

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Questo post è apparso anche sul blog della Società Chimica Italiana

La risposta a questa domanda non è scontata, se anche persone impegnate nel settore delle scienze della Terra, incluso il campo dalla vulcanologia, rimangono sorprese nell’apprendere che le attività umane battono di gran lunga l’attività dei vulcani. Un’idea più precisa si può ricavare dalla lettura dell’articolo di Gerlach del 2011, dal quale sono tratti molti dei dati e delle considerazioni espressi di seguito. Continua a leggere

Petrolio ed abbondanza tre lustri fa: e ora?

Silvano Molfese

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Nel 1998, sulla rivista “Le Scienze”, a maggio, lessi con molto interesse l’articolo “La fine del petrolio a buon mercato”.

Gli Autori, C. Campbell e J. Laherrère, lanciavano un allarme ai decisori politici ed all’opinione pubblica sulle reali disponibilità di questa basilare risorsa energetica.

Nella nota contestavano, con dati alla mano, l’euforia dell’industria petrolifera secondo cui il petrolio sarebbe stato abbondante ed a buon mercato per molti decenni ancora. Continua a leggere